Il Canyon di Studlagil in Islanda, con le sue colonne geometriche alte 30 metri (rimaste sommerse per secoli)
Sapete che esistono tesori che la natura ha deciso di svelare soltanto di recente, quasi volesse premiare chi ha la pazienza di cercarli oltre le rotte turistiche classiche? È il caso del Canyon di Studlagil in Islanda, un monumento geologico rimasto sommerso dalla potenza del fiume Jökla fino a pochi decenni fa. Prima, infatti, gran parte delle sue pareti restava celata dall’impeto del corso d’acqua glaciale, poi il livello si abbassò in seguito agli interventi idroelettrici legati al complesso di Kárahnjúkar, e il canyon emerse con una chiarezza impressionante.
Davanti agli occhi compare una galleria naturale di colonne basaltiche (quasi) perfettamente verticali, ordinate con precisione tale da sembrare scolpite da mani umane. In realtà si tratta del lavoro lentissimo della Terra. Lava incandescente, raffreddamento rapido, fratture regolari ed erosione fluviale che nel corso del tempo hanno creato una sorta di cattedrale minerale.
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