Il Pentagono in crisi tra Hormuz e gelosie: si dimette il Segretario della Marina Usa

Aprile 23, 2026 - 18:30
 0
Il Pentagono in crisi tra Hormuz e gelosie: si dimette il Segretario della Marina Usa

Nel guazzabuglio dell’amministrazione a stelle e strisce non mancano di certo colpi di scena: ieri pomeriggio, il Pentagono ha annunciato a sorpresa la dimissione di John Phelan, Segretario della Marina degli Usa. Analisti della difesa americani si dicono meravigliati della decisione assunta dal Pentagono, giunta inattesa e senza spiegazioni ufficiali, lasciando dunque spazio a molte domande. Nell’immediato, il Sottosegretario Hung Cao assumerà il ruolo di Segretario ad interim; tutto questo accade in un momento complicato per il Pentagono, che molti addetti ai lavori definiscono “una crisi silenziosa, ma di portata significativa” mentre le tensioni militari internazionali crescono continuamente.

Dietro la rimozione di Phelan s’intravedono mesi di tensioni crescenti con il dominus del Pentagono, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth che, non avrebbe visto di buon occhio il rapporto stretto e diretto che Phelan aveva stabilito e consolidato con il Presidente Trump; infatti, secondo fonti vicini al mondo militare americano, spesso i due si incontravano a “Mar-a-Lago”, dove Phelan illustrava al Presidente le proprie idee per modernizzare la flotta della US Navy. Questo modo di fare è stato interpretato da Hegseth come un affronto, un tentativo di bypassare il suo ruolo, scatenando così una frattura insanabile che ha portato alla decisione di far uscire Phelan immediatamente.

L’uscita di scena di Phelan si inserisce nel più ampio quadro dei frequenti rimpasti e licenziamenti che ci sono stati nelle alte gerarchie militari americane, iniziati con il secondo mandato di The Donald; solo ad aprile, sono stati messi alla porta anche il generale Randy George, Capo di Stato Maggiore Congiunto (l’equivalente del nostro Capo di Stato Maggiore della Difesa), costretto a lasciare l’incarico senza aver fornito alcuna spiegazione pubblica.

Ricordiamo, inoltre, che anche altri due generali di spicco, David Hodne, capo del Comando per la Trasformazione e l’Addestramento dell’Esercito, e William Green Jr., responsabile del Corpo dei Cappellani Militari, sono stati sostituiti nello stesso modo rapido e senza aver fornito chiarimenti di sorta.

La gestione del Pentagono da parte dell’amministrazione trumpiana si era annunciata dura ed intransigente già nei primi mesi del suo secondo mandato; ricordiamo che il generale Charles “CQ” Brown venne rimosso dal suo ruolo di Capo di Stato Maggiore Congiunto e sostituito dal generale Dan Caine, richiamato dalla pensione da Donald Trump per nominarlo capo di Stato maggiore congiunto degli Stati Uniti perché voleva mettere al vertice militare un suo fedelissimo politicamente allineato, in grado di sostenere la sua visione strategica.

Per non tralasciare nessun settore del complesso e potente apparato militare degli USA, ricordiamo che anche nella Navy e nell’Intelligence sono avvenute diverse sostituzioni importanti, tra cui i vertici della Guardia Costiera e del Comando NSA (Naval Support Activity) di Napoli. Nell’agosto scorso, il generale David Allvin, Capo di Stato Maggiore della Air Force (Aeronautica Militare), ha rassegnato le proprie anticipate dimissioni mentre a dicembre l’ammiraglio Alvin Holsey, responsabile delle forze per il “Sud e Centro America”, ha lasciato dopo appena un anno dall’assunzione del rilevantissimo incarico.

Questi continui cambiamenti mostrano al mondo un quadro di forte instabilità nei vertici militari americani e, paradossalmente, questo sta accadendo proprio mentre la scena internazionale diventa più complessa, soprattutto per la situazione da gestire nell’area del Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz. Non si spiega e, almeno noi, non comprendiamo come l’amministrazione del Presidente Trump possa così affrontare una fase che definire critica assume appare un eufemismo, con una leadership militare cangiante, in continua trasformazione, mentre le tensioni globali non accennano a diminuire, anzi, tendono ad aumentare e a diffondersi, ahinoi, su altri scenari del globo.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia