«Interessano 375 milioni di posti di lavoro?»: è online la nuova puntata del podcast di Greenreport

Mar 3, 2026 - 00:00
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«Interessano 375 milioni di posti di lavoro?»: è online la nuova puntata del podcast di Greenreport

«Interessano 375 milioni di posti di lavoro?»: Maurizio Izzo apre con questa domanda la nuova puntata del podcast “La settimana di Greenreport”. Il riferimento è alla notizia che la transizione verso un’economia a basse emissioni potrebbe creare circa 375 milioni di nuovi posti di lavoro nel prossimo decennio, specialmente nei settori dell’energia, dell’edilizia, dell’agricoltura e della manifattura. A segnalarlo è un nuovo report del World resources institute, secondo il quale la crescita maggiore è prevista nell’adattamento a fronte della crisi climatica e nell’agricoltura rigenerativa. Si tratterebbe, tra l’altro, di nuovi posti di lavoro che andrebbero a compensare ampiamente le perdite previste invece nel settore dei combustibili fossili. Una bella notizia, evidenzia Izzo, ma come sottolineano i ricercatori che hanno lavorato al report, i governi dovrebbero investire nella formazione perché il mondo rischia una carenza di competenze che potrebbe rallentare le azioni necessarie a far fronte alla crisi climatica e all’adattamento rispetto agli eventi meteo estremi.

E vediamo la notizia successiva segnalata dal direttore responsabile del nostro giornale nel podcast: mentre in Italia si discuteva di un decreto che avrebbe dovuto ridurre le bollette (non succederà, e sulle nostre pagine lo spieghiamo con dovizia di particolari), sono usciti i dati dell’Eurostat che mostrano come l’Unione europea nel corso del 2025 abbia registrato emissioni sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente, a fronte di una crescita del Prodotto interno lordo dell’1,6%. Questo significa, dice Enrico Giovanni su Greenreport, che il disaccoppiamento tra crescita economica ed emissioni di gas climalteranti non solo sta avvenendo, ma è possibile. Non tutti i Paesi si comportano allo stesso modo: in particolare l’Italia ha visto un incremento delle emissioni piuttosto consistente, mentre molti altri Paesi registrano una riduzione significativa.

Cambiando argomento, Monica Frassoni, ex parlamentare europea, intervenendo nei giorni scorsi a una manifestazione del Pd ha ricordato come la transizione ecologica non sia un vincolo di Bruxelles ma piuttosto «un programma di sinistra – anzi, è il programma di sinistra del ventunesimo secolo. Che per funzionare ha assoluto bisogno di partecipazione e di consenso veri. Si può vincere con quel programma. A patto di crederci davvero».

«A proposito di programma di governo – prosegue Izzo nel podcast – ho sottolineato sempre su Greenreport che anche la piattaforma presentata da FederBio, Slow Food e Legambiente sarebbe perfetta per un partito di sinistra. Agroecologia, lotta ai pesticidi e agli allevamenti intensivi, educazione alimentare, economia circolare, diritti per chi lavora e lotta allo sfruttamento e al caporalato. Anche in questo caso bisogna crederci davvero».

Ultima segnalazione del podcast: Frida Nacinovich, preziosa risorsa appena acquisita dalla redazione, ha intervistato il professor Pazzagli, geologo e autore del libro “Un paese di paesi, luoghi e voci dall’Italia interna”. Pazzagli ci ricorda che abbiamo lasciato indietro un pezzo del Paese, i villaggi di montagna, i borghi, le campagne. «Valorizzare le aree interne non sarebbe una spesa - dice Pazzagli - ma un investimento in uguaglianza»

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia