Intervista con Grazia Schiavo, su Rai 1 con “Roberta Valente-Notaio in Sorrento”: “Rosalba è un personaggio in cui tante donne si possono rispecchiare”
“E’ una donna che inizialmente sembra contenta della propria relazione, del lavoro che svolge, ha un amore incondizionato nei confronti del marito, ma ad un certo punto aprirà gli occhi e ritroverà se stessa”. Grazia Schiavo è la protagonista della seconda puntata, in onda domenica 19 aprile in prima visione su Rai 1, di “Roberta Valente-Notaio in Sorrento” con la regia di Vincenzo Pirozzi, coprodotta da Rai Fiction e Rodeo Drive.
La poliedrica attrice nella serie veste i panni di Rosalba, proprietaria del bar Barracuba, all’apparenza fragile ma al contempo forte.
In questa intervista Grazia Schiavo ci ha parlato del suo personaggio, di Sorrento, dei prossimi progetti, regalandoci anche un ricordo di Max Croci.
Grazia, nella serie “Roberta Valente – Notaio in Sorrento” interpreta Rosalba, la protagonista della seconda puntata. Cosa può raccontarci a riguardo?
“E’ una donna che inizialmente sembra ripiegata su se stessa, è contenta della propria relazione, del lavoro che svolge, ma si trascura un po’ nel modo di vestirsi, perché ha la sua storia d’amore, il suo contesto e non le serve altro. Sembra fragile in questa visione di un amore incondizionato nei confronti del marito, anche quando lui non si comporta in maniera idonea e non la rispetta. Quante donne e quanti uomini si sono ritrovati in questa situazione! Anch’io in nome dell’amore spesso non ho voluto vedere la realtà. L’aspetto interessante è che ci sarà un cambiamento, un riscatto per Rosalba, grazie alla solidarietà femminile, in quanto conoscerà prima Leda (Flavia Gatti) e incontrerà successivamente per varie problematiche notarili anche Roberta (Maria Vera Ratti), quindi avrà a che fare sia con la sua competenza lavorativa che con quel lato umano di comprensione femminile che non guasta mai. Leda e Roberta, che sono molto più giovani come età rispetto a Rosalba, la sapranno consigliare e risollevare ma sarà proprio lei ad autodeterminarsi e a capire quale direzione prendere”.
Rosalba è una donna che effettivamente tende ad essere focalizzata quasi completamente sulla relazione con il marito, a non seguire le sue passioni …
“Abbiamo girato in questo bar chiamato Barracuba perché il marito di Rosalba compie dei frequenti viaggi di lavoro proprio a Cuba, quindi ha tappezzato tutto il locale di foto che li ritraggono insieme in quel Paese. Nel corso della storia si viene a scoprire che il bar è di esclusiva proprietà del mio personaggio, ma lei sembra quasi non tenerne conto, perché quando si sta insieme ad un’altra persona è tutto in comune. Se pensiamo anche solo al nome scelto per il locale dal marito è come se il sogno di vita di Rosalba fosse totalmente associato all’uomo che ha sposato e mi fa rabbia pensare che a volte questo possa accadere, perché se poi arriva una delusione, se quel sogno si infrange, ci troviamo comunque deprivati di qualcosa che è nostro, che avremmo potuto sviluppare in un altro modo. E’ un personaggio che fa riflettere, in cui tante donne si possono ritrovare. All’inizio mi aveva colpito il suo modo di vestirsi stile anni Sessanta, con le vestagliette, le ciabatte, mi sembrava fin troppo depresso questo lato estetico, però amo tutti i personaggi che interpreto e non li giudico ovviamente, per cui tutte le caratteristiche che presentano rispecchiano la loro realtà. Rosalba sicuramente imparerà tante cose e pagherà sulla sua pelle alcuni errori di valutazione. Ad un certo punto ritroverà se stessa e aprirà gli occhi, facendo i conti con la realtà e non con il sogno di vita perfetto che si era immaginata”.
E’ una serie che vede protagonisti quattro giovani attori e attrici (Maria Vera Ratti, Flavia Gatti, Alessio Lapice, Erasmo Genzini), come si è trovata a lavorare con loro?
“E’ stato bello sentire questa empatia e questo ascolto da parte loro. Nonostante apparteniamo a generazioni diverse, è stato come conoscersi da tempo. C’era un’atmosfera di freschezza. Nel cast della serie c’è un mix perfetto per intercettare i gusti di un pubblico variegato”.
A fare da sfondo alla serie c’è la magnifica città di Sorrento …
“La settimana trascorsa a Sorrento per le riprese è stata bellissima. Questa città diventa un’altra protagonista straordinaria della serie perché il suo mare, anche quando c’è la burrasca, la suascogliera, il golfo regalano una vista mozzafiato e un colpo al cuore. Tutta la costiera ha un impatto molto emotivo per me in quanto mio padre era campano e da piccola sono stata spesso a Sorrento quindi conservo dei ricordi nitidi ad esempio dell’albergo Tasso dove avevamo soggiornato o di un altro hotel a Sant’Agata sui due Golfi. E’ stupendo tornare per lavoro nel mio posto del cuore”.
Che cosa ha aggiunto al suo percorso artistico e umano questa serie?
“Ogni esperienza sicuramente aggiunge qualcosa. Lavorare su questo personaggio non è stato qualcosa di scontato perché anche io a livello sentimentale sono stata una ragazza, una giovane donna e ora una donna che si è illusa facilmente, che è caduta nel tranello del proiettare sull’altro la propria felicità e sulla coppia qualcosa di già deciso in quanto immaginato, in quanto visto nella propria testa, nel proprio cuore, ma la vita non funziona così. Quindi ho ripercorso questo tipo di emotività, di bisogno che è legato a certe fantasticherie, che negano appunto l’accesso alla realtà, alla congruenza, all’essere veramente presenti e vedere le cose come vanno, momento per momento, accettando che le situazioni possano modificarsi e che le persone possono essere diverse da come le abbiamo immaginate. Più vado avanti nel mio percorso e meno sono giudicante in quanto tutti possiamo cambiare idea e lo facciamo continuamente, possiamo essere fragili in tante situazioni della vita, quindi è chiaro che se una persona ti ferisce ne esci arrabbiato e a volte molto depresso. Ho toccato con mano e sono entrata in queste situazioni, pertanto Rosalba mi ha lasciato la sensazione di rientrare in quel tipo di fuoco, di devastazione che si prova quando ti crolla il mondo addosso nell’ammettere che le cose non stanno come le avevi pensate e desiderate. Questa serie mi ha permesso di andare a ripescare e mettere le mie emozioni a disposizione del personaggio, rispettandone la natura, perché comunque Rosalba è anche una donna che ha una certa forza e lo dimostra quando deve prendere delle decisioni importanti”.
Nella sua carriera ha lavorato con tanti importanti registi, tra cui Max Croci, che ricordo conserva di lui?
“Era un regista e un amico meraviglioso, mi manca molto. Avremmo potuto fare tantissime altre cose belle insieme, era una persona con una cultura cinematografica incredibile, era bellissimo parlare con lui di un testo piuttosto che di un film da vedere, era un uomo molto elegante nell’animo. Ci sono persone con cui è più facile lavorare perché ci si capisce con uno sguardo e Max era tra queste. E’ andato via troppo presto”.
C’è una sfumatura del femminile o una tematica in particolare che ancora non ha avuto modo di affrontare attraverso i suoi personaggi e che le piacerebbe trattare?
“Ce ne sono tante. Mi piacerebbe lavorare ad esempio sulla follia, un tema a me molto caro. Mi sento vicina alle donne soprattutto perché riconosco anche quelle parti più fragili in me che non raccontiamo facilmente. Il cinema e il teatro fortunatamente ci danno la possibilità di aprire dei varchi. Ho la sensazione di essere un condominio abitato da tante donne diverse, non sempre però riusciamo a trasferirlo a chi potrebbe affidarci un personaggio che appunto esula dalla nostra immagine o da quello che comunichi in quel frangente. Vorrei poter far emergere anche la mia parte più buffa o quella disagiata in certi momenti di malessere, di depressione. Speriamo che possano arrivare delle storie diverse”.
In quali progetti la vedremo prossimamente?
“Il 28 maggio uscirà “Innamorarsi e altre pessime idee”, una commedia con Lino Guanciale, Andrea Delogu, Ilenia Pastorelli, Claudio Colica, Davide Devenuto. Interpreto una psicologa in crisi e mi diverte pensare che a volte i personaggi in qualche modo è come se intercettassero qualcosa di tuo. In questi anni infatti ho studiato psicologia e sono diventata counselor”.
Con Andrea Delogu avevate già avuto modo di recitare insieme nel film “Divorzio a Las Vegas” …
“Esattamente. Avevamo già lavorato in quell’occasione ed è stato bellissimo. Abbiamo legato fin dal primo istante e poi ci siamo ritrovate a Las Vegas e ne abbiamo combinate delle belle. Ogni volta che rivedo Andrea è sempre piacevole, è una persona divertente, che stimo molto, quindi spero di poter fare degli altri progetti con lei”.
Un’ultima curiosità, sulla sua pagina Instagram in home c’è scritto: “recito, leggo, ballo, medito, cucino, scrivo, ascolto, sempre più ardisco” …
“Ho indicato alcune cose che mi piace fare e poi ho aggiunto sempre più ardisco in quanto si riferisce ad una mancanza di coraggio che ho potuto riscontrare a volte nella mia natura, nel tempo. E’ come se non avessi avuto quello slancio di andare oltre, di spaccare tutto, fare la rivoluzione che volevo. Quindi ardire è rischiare, ma anche sperimentare, fare qualcosa di sconveniente, spostarsi da un’idea fissa. Quando ho cominciato a studiare psicologia mi sono resa conto che dovevo crearmi dei piccoli terremoti, uscire dalla comfort zone, mettermi alla prova, e continuo a farlo”.
di Francesca Monti
Si ringraziano Patrizia Biancamano e Giulia Massari
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