Iran, Meloni da Fedez: “L’Italia non intende partecipare a un attacco contro Teheran”

Mar 18, 2026 - 14:00
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Iran, Meloni da Fedez: “L’Italia non intende partecipare a un attacco contro Teheran”

A sorpresa, Giorgia Meloni depone l’ascia di guerra contro Fedez e partecipa al suo “Pulp Podcast“. “L’Italia non partecipa a questo attacco nei confronti dell’Iran e non intende partecipare. Il nostro lavoro è favorire una de-escalation”, ha dichiarato la presidente del Consiglio al microfono del rapper milanese e di Mr. Marra. L’intervista andrà in onda giovedì alle 13.

Sollecitata sulle questioni geopolitiche mondiali, Meloni ha affermato che “Stiamo vivendo una evidente crisi del diritto internazionale, con decisioni unilaterali che si moltiplicano e istituzioni sempre meno efficaci”. La premier ha poi parlato del rapporto tra Europa e Stati Uniti e degli investimenti per la difesa comunitaria: “Se chiedi a qualcuno di farsi carico della tua sicurezza, non lo fa gratis”, ha specificato Meloni, ricordando che “per anni abbiamo accettato di dipendere da Washington per la difesa, dalla Russia per l’energia e dalla Cina per le materie prime”.

Tra i commenti al video pubblicato su Instagram per annunciare l’appuntamento con la premier, c’è anche quello del responsabile della comunicazione digitale di Meloni, Tommaso Longobardi, che scrive: “Con buona pace di chi pensa che informazione e dibattito debbano restare nelle mani di pochi, confinati sempre negli stessi luoghi, per preservare un’esclusiva che il tempo ha già superato”.

Referendum, Meloni: “Voto non è su di me ma su riforma, non mi dimetto”

Meloni ha parlato anche del referendum sulla riforma della Giustizia di domenica e lunedì prossimo. “Non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia. Anche chi non condivide questo governo dovrebbe valutare nel merito una riforma che punta a migliorare il funzionamento del sistema”, ha dichiarato la presidente del Consiglio, come si legge in una nota diffusa da Pulp Podcast. Nel corso della puntata, prosegue il comunicato, vengono affrontati i principali punti della riforma, tra cui la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, il nuovo assetto disciplinare della magistratura e il sistema di selezione dei membri di quelli che sarebbero i nuovi Consigli superiori della magistratura e dell’Alta Corte.

“Separare le carriere significa rafforzare il principio costituzionale del giudice terzo e imparziale”, le parole della premier che affronta anche il metodo con cui verrà costruita la lista dei candidati, tra cui il Parlamento potrà selezionare i membri laici. Meloni chiarisce che con la successiva legge di attuazione la lista dovrà essere approvata con una maggioranza qualificata dei tre quinti, rendendo necessario il coinvolgimento delle opposizioni: “La lista dovrà essere costruita insieme all’opposizione. Io voglio mantenere la soglia dei tre quinti, perché significa che nessuna maggioranza potrà decidere da sola”.

Se dovesse vincere il Referendum il fronte del Sì, spiega Meloni, è intenzione del governo inserire nella legge d’attuazione una norma che impedisca, almeno per un periodo di tempo, a chi fa politica di entrare al Csm: “In questo modo possiamo rafforzare ancora di più l’incapacità della politica di incidere in questo meccanismo, perché questo è l’obiettivo della riforma”. Se invece dovesse vincere il No, Meloni ribadisce quanto detto in passato: “Non mi dimetterei perché è mia intenzione terminare il mandato, portare a termine il lavoro e confrontarmi al cospetto degli italiani, facendomi poi giudicare sul complesso del lavoro che ho fatto. Quindi, se tu oggi voti No solo per mandare a casa la Meloni, potrebbe esserci il rischio che ti tieni sia la Meloni sia una giustizia che non funziona. Non mi sembra un affarone”.

Nella nota diffusa da Pulp si precisa che “proprio sul tema del Referendum il podcast ha ospitato esponenti di entrambi gli schieramenti, quello del Sì e quello del No, facendo sedere al tavolo l’ex magistrato Gherardo Colombo, il magistrato Nicola Gratteri, Antonio Di Pietro, Carlo Calenda e Nicola Fratoianni. Gli autori e i conduttori hanno inoltre tentato più volte di invitare la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, così da poter offrire anche a loro lo stesso spazio per perorare la propria posizione. La segretaria del Pd ha declinato l’offerta in data 17 marzo, mentre nessuna risposta è arrivata dal leader 5 Stelle”.

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Redazione Redazione Eventi e News