Iran, Meloni: “Intervenire nello Stretto di Hormuz è un passo verso il coinvolgimento”

Mar 18, 2026 - 14:00
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Iran, Meloni: “Intervenire nello Stretto di Hormuz è un passo verso il coinvolgimento”

A lungo sollecitata dalle opposizioni per fare chiarezza sulla sua posizione, Giorgia Meloni è intervenuta sul tema del momento: l’invio di navi militari nello Stretto di Hormuz così come chiesto da Donald Trump nelle scorse ore per esercitare ulteriore pressione sull’Iran. La presidente del Consiglio ne ha parlato in un’intervista su Rete4 e ha spiegato la linea del suo governo: dopo i no arrivati da altri leader europei, in primis quelli di Spagna, Germania e Regno Unito, Meloni si accoda e nega che l’Italia invierà imbarcazioni nel Golfo Persico.

La diplomazia rappresenta “la via sempre più essenziale” per promuovere la de-escalation in Medioriente e “garantire la libertà di navigazione e la sicurezza marittima a Hormuz”, ha sostenuto la premier. Negli stessi termini aveva parlato Antonio Tajani, in trasferta a Bruxelles per il Consiglio Affari esteri. “Quello che noi possiamo fare adesso è rafforzare la missione Aspides, quindi parliamo del Mar Rosso”, ha spiegato Meloni. “Sullo Stretto di Hormuz chiaramente è più impegnativo, perché intervenire vorrebbe dire fare oggettivamente un passo avanti verso il coinvolgimento”.

Iran, Meloni: “Intervenire nello Stretto di Hormuz è un passo verso il coinvolgimento”
Petroliere al largo dello stretto di Hormuz. (AP Photo/Altaf Qadri)

La strada da seguire resta quella del rafforzamento del dialogo. “Bisogna fare tutto ciò che è possibile perché si possa parlare tra americani e iraniani per trovare un accordo che garantisca la libertà di navigazione”, ha rimarcato Tajani. Da escludere, perciò, una rimodulazione della missione Aspides, che sì “deve essere rinforzata”, ha ammesso il ministro degli Esteri, ma “per garantire il traffico marittimo nel Mar Rosso e a Suez. Cambiare il mandato è complicato perché è una missione difensiva, dovrebbe essere stravolta”. Cosa che per il momento né l’Italia né l’Unione europea hanno intenzione di fare. Sull’ipotesi di inviare navi militari nello Stretto di Hormuz, anche Matteo Salvini è netto: “Se mandi una nave militare in uno scenario di guerra, entri in guerra. E mi sembra che la presidente del Consiglio su questo sia stata molto chiara”.

Le opposizioni: “Il governo dica no all’uso delle basi in Italia”

Rassicurazioni che sembrano andare incontro alle preoccupazioni della minoranza. Nonostante i continui contatti tra il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e i leader dell’opposizione – rivelati sia da Elly Schlein che Carlo Calenda – nel campo largo è infatti stata richiesta a gran voce una presa di posizione sul dossier da parte del governo.

“Io mi aspetto chiarezza sul fatto che non si faranno trascinare in questa guerra illegale di Trump e Netanyahu, che nemmeno doveva iniziare e di cui non si intravede la fine”, ha detto la segretaria dem. “Siamo preoccupati da alcuni precedenti in cui Meloni non è riuscita a dire di no a Trump”.

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La segretaria del Partito democratico, Elly Schlein. (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

In scia anche il leader M5s, Giuseppe Conte: “L’Italia ovviamente non può mandare le navi, non è coinvolta, deve chiarire assolutamente che non è della partita. La missione Aspides, nel Mar Rosso, è una missione di sicurezza marittima, ma non è che la potenziamo e ci facciamo trascinare indirettamente e ci troviamo coinvolti. Assolutamente il governo non deve lasciarsi trascinare in azioni militari nello Stretto di Hormuz, ma non deve neppure offrire nostre basi a questi attacchi militari di Israele e Stati Uniti che sono assolutamente in violazione del diritto internazionale. No alle nostre basi neppure per supporto logistico”. E a chiedere di rispedire al mittente la richieste avanzate da Trump è anche Avs, con Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni: “L’Italia non può né deve essere coinvolta. Vanno inoltre respinte con fermezza le minacce del presidente americano, che parla di un ‘futuro negativo’ per i Paesi che non aderiranno alla coalizione”.

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