Karimunjawa, l’arcipelago segreto di Giava con le spiagge che sembrano inventate
Se si osserva una cartina geografica dell’Indonesia, è possibile notare una sorta di collana lanciata verso nord-ovest da Jepara, città costiera di Giava Centrale. No, non è un gioiello che per sbaglio avete rotto, è “solo” il meraviglioso arcipelago di Karimunjawa, luogo in cui il traffico resta alle spalle, il rumore cala e il tempo rallenta davvero.
Composto da ben 27 isole disseminate nel Mar di Giava (di cui soltanto 7 abitate stabilmente), è un’esplosione di spiagge silenziose, lingue di sabbia, boschi tropicali, reef corallini e piccole baie che sembrano custodite gelosamente dall’acqua. L’area rientra nel Parco Nazionale Marino di Karimunjawa, oltre 110.000 ettari di ecosistemi protetti tra coralli, praterie marine, mangrovie e fondali che variano dai 15 ai 40 metri.
Il nome porta con sé una leggenda linguistica giavanese: “Kremun-kremun saking tanah Jawi” indicava quelle terre viste in lontananza e sfocate nella foschia marina. L’espressione venne attribuita alla tradizione dei Wali Songo, i nove santi legati alla diffusione dell’Islam in questa zona. Parliamo perciò di un’Indonesia quasi del tutto diversa rispetto a Bali o Lombok, con tramonti giganteschi e bambini che salutano lungo la strada.
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