Kering conferma i 54 licenziamenti in Italia di McQueen: il sito di Novara il più colpito

Mar 16, 2026 - 13:30
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Kering conferma i 54 licenziamenti in Italia di McQueen: il sito di Novara il più colpito
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Il piano di revisione della forza lavoro di Alexander McQueen in Italia ha preso avvio. Giovedì è stata avviata la procedura di licenziamento collettivo che prevede 54 esuberi e riguarda i siti produttivi italiani del marchio: Scandicci (Firenze), Novara e Parabiago (Milano). La sede più colpita è quella di Novara, dove sono previsti 38 esuberi su 105 lavoratori. Si tratta del taglio di circa un terzo dei 181 dipendenti in Italia del marchio che fa capo al gruppo Kering.

La decisione rientra nella strategia avviata con l’ingresso di Luca de Meo a capo di Kering. “McQueen conferma l’apertura delle procedure di licenziamento collettivo che riguardano le attività del marchio in Italia. Tale decisione – segnala la nota del gruppo – seppur difficile, è coerente con la revisione strategica delle attività del marchio su scala globale annunciate a novembre, ed è parte dello sforzo del Gruppo volto a riportare l’azienda a una redditività sostenibile nei prossimi tre anni, ponendo al tempo stesso le basi per il suo futuro a lungo termine. Continueremo a dialogare con i nostri dipendenti e con i loro rappresentanti durante questo periodo critico e restiamo pienamente impegnati a sostenerli lungo tutto il processo e la fase di transizione.”

I sindacati hanno espresso contrarietà sottolineando come una misura del genere “rischia di avere un impatto sociale e occupazionale estremamente rilevante”, riportano le segreterie nazionali e territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil. “Riteniamo pertanto indispensabile – affermano – che, nell’ambito della procedura prevista dalla normativa vigente, si apra un confronto serio, trasparente e approfondito con le organizzazioni sindacali, finalizzato a verificare tutte le possibili soluzioni utili a ridurre o evitare gli esuberi annunciati”.

Lo scorso febbraio de Meo, in occasione della presentazione dei risultati annuali di Kering, parlando con gli analisti aveva ammesso che: “In casi complessi come quello di McQueen, dove il brand registra perdite significative, la soluzione è molto semplice: dobbiamo ristrutturare. Dobbiamo riportare McQueen a un livello accettabile in termini di costi di struttura e investimenti. Poi, più avanti, vedremo che cosa farne”. Come riporta Wwd, in quell’occasione il CEO aveva inoltre precisato che “il marchio ha accumulato pesanti perdite aprendo 135 negozi in tutto il mondo e lasciandosi diventare eccessivamente dipendente dalle vendite di sneaker, che a un certo punto rappresentavano l’80% dei ricavi”, affermato che più della metà di quei negozi potrebbe essere chiusa “senza pietà”, con alcune sedi trasferite ad altri marchi del gruppo. Parlando poi con la stampa, de Meo aveva escluso la vendita del marchio nelle condizioni attuali, affermando: “McQueen rappresenta il 4-5% del fatturato del gruppo, ma con grosse perdite. Io faccio business, guardo la performance finanziaria. Non gestisco un’opera di beneficenza, gestisco un’azienda”.
Lo scorso ottobre McQueen aveva avviato una revisione strategica riducendo del 20% la forza lavoro nella sede di Londra.

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Redazione Redazione Eventi e News