Kering scommette sui gioielli (e continua a riorganizzarsi). Nasce la divisione Jewelry
La gioielleria fa sempre più appetito alle case di moda. Come ampiamente esposto nel prossimo numero in uscita di Pambianco Magazine, questo settore si sta confermando come uno dei segmenti più dinamici dell’universo lusso (l’alta gioielleria, nello specifico, secondo le stime di Statista potrebbe chiudere il 2026 con un giro di affari di quasi 92 miliardi di euro, a +4,5%, per superare i 104 miliardi nel 2030). E in questo spaccato, gli attori che si stanno rifacendo gli occhi – e l’offerta prodotto – con tale luccichio sono principalmente le grandi maison, che stanno infatti investendo nel comparto affiancandosi agli storici player, ampliando collezioni, e in alcuni casi anche sperimentando. Una strategia che va nella direzione di inserirsi in un posizionamento sempre più alto.
Tra tutti, Kering è tra i primi colossi del lusso che sta investendo nel jewelry (dopo l’abbaglio di Kering Beauté, la divisione beauty lanciata nel 2023 e rivenduta a ottobre 2025 a L’Oréal per 4 miliardi di euro). Sulla scia della sua fase di ristrutturazione, è di ieri l’annuncio della creazione di Kering Jewelry, una nuova entità progettata per strutturare e accelerare la crescita del business nella gioielleria. Sotto la stessa insegna la nuova divisione riunirà inoltre le maison Boucheron, Pomellato, Dodo e Qeelin. Il gruppo aveva già mosso i primi passi in questa direzione di consolidamento del comparto con l’acquisizione lo scorso dicembre del produttore di gioielli Raselli Franco Group, annunciando un investimento iniziale di 115 milioni di euro nell’azienda nel primo trimestre del 2026. Trattandosi di un’operazione in diverse fasi, la quota iniziale del 20% verrà ulteriormente ampliata fino a raggiungere la piena proprietà entro il 2032. Attualmente in fase di integrazione in società, il produttore di Valenza, fa sapere Kering, è destinato a svolgere un ruolo centrale all’interno della nuova struttura grazie al savoir-faire d’eccezione e alle tecnologie all’avanguardia che possiede in questo ambito.
Ai vertici della nuova divisione il gruppo del lusso ha scelto Jean-Marc Duplaix come nuovo CEO con effetto immediato. Al contempo, gli amministratori delegati delle maison gioielliere riporteranno a lui, rafforzando così l’allineamento strategico e il coordinamento operativo. Duplaix, in scuderia Kering da 14 anni, manterrà anche le sue responsabilità come COO del gruppo, che includono finance, M&A, investor relations, real estate, digital e segreteria generale.
Kering Jewelry sarà strutturata come una piattaforma integrata con l’obiettivo di supportare lo sviluppo delle maison del gruppo, mettendo in risalto la loro identità creativa e favorendo l’evoluzione delle collezioni di fine e high jewelry. Allo stesso tempo, questa organizzazione permetterà a Kering di sfruttare nuove opportunità nel settore, con ricadute positive anche per le sue attività nella moda e nella pelletteria.
“Con Kering Jewelry, dotiamo il gruppo di una piattaforma potente e coerente in grado di sostenere le ambizioni delle nostre maison in un ambito dove creatività ed eccellenza sono inseparabili”, commenta in una nota Luca de Meo, CEO di Kering. “Sono molto lieto della nomina di Jean-Marc: la sua esperienza sarà determinante per esprimere appieno il potenziale del gruppo nella gioielleria”. Proprio nella conference call dello scorso 10 febbraio, in occasione della presentazioni dei dati annuali del gruppo, de Meo aveva presentato la gioielleria come un’area su cui investire ed espandersi ulteriormente.
In attesa della presentazione del piano strategico prevista per il 16 aprile durante il Capital markets day, il gruppo ha già avviato alcune modifiche alla propria struttura. A partire dal primo trimestre 2026, i marchi di Kering saranno organizzati in nuovi segmenti: ‘Fashion & Leather Goods’ (che include Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta, Balenciaga, McQueen e Brioni), con i dati finanziari di Gucci riportati separatamente, la nuova divisione ‘Kering Jewelry’, a cui fanno riferimento come già esposto le altre maison gioielliere, ‘Kering Eyewear’ e infine ‘Corporate & Other’, che comprende i servizi centrali e la maison Ginori 1735. Per ciascun segmento, il gruppo fornirà informazioni su ricavi e performance dei vari canali di vendita, oltre a presentare il fatturato complessivo delle due principali divisioni suddiviso per area geografica.
Sempre nell’ottica di riorganizzazione interna, il gruppo ha recentemente annunciato la creazione di due nuovi centri, ovvero la divisione Industry e quella Client con l’obiettivo di accelerare l’implementazione delle loro strategie.
Lo scorso 10 febbraio Kering ha presentato il suo bilancio 2025, anno chiuso con ricavi per 14,7 miliardi di euro, in calo del 13%, ma in miglioramento nel quarto trimestre (-9%) a a 3,9 miliardi di euro.
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