La lezione, il ritorno al thriller di Stefano Mordini

Mar 4, 2026 - 21:00
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La lezione, il ritorno al thriller di Stefano Mordini

Si apre in tribunale: un’accusa di violenza che si scioglie all’improvviso, una ritrattazione che lascia nell’aria una parola tossica – “esagerare”. È da lì che parte La lezione, thriller che riporta Stefano Mordini alle sue atmosfere preferite dopo la parentesi internazionale di Race for Glory. E da lì comincia anche lo scivolamento della protagonista, Elisabetta Sferzi (Matilda De Angelis), giovane avvocata con un passato recente di abusi, dentro un presente che non smette di sembrarle minaccioso.

Ha appena difeso il professor Angelo Walder (Stefano Accorsi), docente universitario accusato da una studentessa. Lui ora vuole rivalersi contro l’ateneo che lo ha reintegrato solo formalmente, lasciandolo ai margini. Intanto l’ex compagno di lei, Daniele (Marlon Joubert), violento e ossessivo, ha terminato il periodo di controllo giudiziario per stalking. Coincidenze? Suggestioni? Paura fondata? Quando iniziano ad arrivare segnali concreti – la sensazione di essere seguita, un video che la riprende di nascosto – il film dovrebbe farci vacillare insieme a lei.

Dovrebbe. Perché il problema non è l’idea, ma la gestione del sospetto. Il film parla di stalking, controllo, potere maschile che si traveste da protezione. Mostra uomini che si avvicinano “per precauzione”, che sorvegliano, che consigliano. Walder stesso è presenza ambigua: colto, misurato, ma sempre troppo presente. E attorno a Elisabetta gravitano figure maschili – colleghi, amici, confidenti – che oscillano tra sostegno e invasione. Al centro c’è una donna che rifiuta di essere liquidata come suggestionabile o paranoica.

Il tema è forte e attuale, e la regia è elegante, controllata, visivamente curata. Trieste, con la Barcolana a riempire le strade, fa da contrappunto allo chalet isolato nei boschi dove Elisabetta si rifugia: uno spazio che dovrebbe rassicurare e invece amplifica ogni rumore, ogni scricchiolio, ogni pensiero.

Ma un thriller vive di incertezza, e qui l’incertezza dura poco. Le traiettorie sono leggibili, le ambiguità sembrano predisposte con troppa evidenza. La paranoia resta soprattutto della protagonista, non diventa mai davvero nostra. Si intuisce presto dove il film andrà a parare, e l’attesa finisce per sostituire il dubbio.

Non è un brutto film. È compatto, ben interpretato, sostenuto da una prova intensa di De Angelis e da un Accorsi che lavora sull’ambiguità con misura. Scorre senza cedimenti evidenti. Ma resta la sensazione di un’opera che preferisce spiegare piuttosto che insinuare, che mantiene sempre il controllo anche quando racconta la perdita di controllo.

La Lezione arriverà nei cinema italiani il 5 marzo 2026.

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