C’era una volta… la bellezza della Old Hollywood

Gen 2, 2026 - 11:34
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C’era una volta… la bellezza della Old Hollywood

Ci sarà un motivo se, anche a distanza di quasi un secolo, la bellezza della Old Hollywood continua ad affascinarci? Non è nostalgia (anche se in questi anni i trend beauty tornano continuamente), né estetica. L’epoca della Old Hollywood, o vecchia Hollywood, ha scritto un pezzo di storia importante, e così anche i beauty look che si sfoggiavano. Le dive apparivano sugli schermi come figure irraggiungibili, eteree. Distanti dalla comune vita reale.

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E forse, guardando indietro nel tempo, è stata proprio questa distanza a rendere tutto mito. Un mito che si è tramandato nel corso degli anni e che oggi appare ancora eterno e affascinante come non mai.

Quindi… Addentriamoci nell’affascinante storia della bellezza della Old Hollywood.

La bellezza della Old Hollywood e l’influenza dello Studio System

Premessa: per raccontare la bellezza della Old Hollywood, bisogna capirne le origini. Il termine si consolida tra gli Anni 60 e 70 per marcare un confine netto con la New Hollywood, quel nuovo cinema sperimentale di autori emergenti che stava nascendo proprio in quel periodo. E sebbene la definizione di “vecchia Hollywood” circolasse già per indicare i pionieri del muto, è proprio in quegli anni che diventa sinonimo di età dell’oro di Hollywood: quel magico ventennio tra gli Anni 30 e 50 in cui il cinema era sinonimo di grandi studi, dive e storie sognanti.

Rita Hayworth Old Hollywood

Getty Images

E per arrivare alla bellezza della Old Hollywood, è impossibile non citare l’importanza dello Studio System. Si trattava di un meccanismo industriale che non si limitava a produrre film, ma creava vere e proprie stelle nascenti. Gli studi cinematografici gestivano ogni aspetto dell’immagine delle attrici: trucco, capelli, postura, voce, perfino la vita privata. Nulla era lasciato al caso. Lo Studio System era una macchina da produzione infallibile.

Old Hollywood

Getty Images

La bellezza è diventata così un progetto a lungo termine, pensato per funzionare davanti alle luci sui set e alle cineprese, come nella vita reale. I tagli capelli, i colori, le acconciature e anche il trucco venivano scelti non tanto per rispecchiar e la realtà, quanto per creare contrasto, profondità e riconoscibilità sullo schermo.

Il risultato? Un ideale estetico coerente, elegante, quasi immacolato, che trasformava ogni diva in un archetipo preciso e immediatamente identificabile.

Le dive che hanno definito un’epoca

Sono state le donne a rendere questo sistema così celebre. Jean Harlow con il suo biondo platino quasi irreale, costruito per brillare sullo schermo, Anna May Wong con il suo bob e la frangia netta – che sfidava gli stereotipi dell’epoca – Rita Hayworth e le sue onde morbide e sensuali, pensate per accompagnare il movimento del corpo.

E ancora: Veronica Lake, Grace Kelly, Lauren Bacall, Vivien Leigh, Marilyn Monroe. Ognuna incarnava una femminilità diversa, ma tutte condividevano la stessa cura ossessiva per l’immagine.

Vivien Leigh Old Hollywood

Getty Images

La bellezza portata sullo schermo e fuori dal set non è mai stata casuale, ma un modo concreto per occupare lo spazio e lo sguardo del pubblico. È proprio in questi anni, infatti, che nasce il fenomeno del divismo. Come sostiene Cristina Jandelli nel suo libro Breve storia del divismo cinematografico pubblicato nel 2007, «Ogni attore cinematografico interpretava un personaggio, ma solo il divo sa impersonarlo in modo convincente e sovrapponendo ad esso la propria immagine».

E così facendo, si creò una bellezza che non era altro che una dichiarazione di potere.

I codici beauty della Old Hollywood

Come ogni epoca celebre che si rispetti, anche la Old Hollywood aveva i suoi canoni beauty ben precisi e definiti. Partendo dalla pelle, possiamo affermare con certezza che doveva essere uniforme e luminosa, quasi levigata, e questo perché il volto fosse leggibile anche nei primi piani più ravvicinati. Gli occhi delle dive erano enfatizzati con eyeliner e mascara per creare profondità, mentre le sopracciglia, sottili e disegnate, davano struttura allo sguardo.

Getty Images

Le labbra, spesso rosse e perfettamente definite, diventavano simbolo di sensualità (il rossetto rosso ha esercitato molto fascino anche in quegli anni). I tagli capelli e le acconciature erano forse l’elemento più riconoscibile: onde scolpite, righe laterali profonde, volumi studiati al millimetro. Tutto era elegante, ma mai semplice. Ma dietro quell’apparente naturalezza si nascondevano ore di lavoro, prodotti difficili da reperire e una manutenzione altissima.

La Old Hollywood oggi

Che eredità ha lasciato la Old Hollywood? Oggi non è più un modello di bellezza da replicare fedelmente, ma resta indubbiamente una fonte di ispirazione. Vive nei red carpet, nelle sfilate, nei beauty look delle star caratterizzati da onde strette e lucide, labbra definite, pelle luminosa. Ovviamente, tutto con maggiore libertà di espressione.

La tecnologia, il colore, così come le nuove formule cosmetiche hanno cambiato il modo di costruire il glamour, rendendolo meno rigido e più personale. La bellezza classica della Old Hollywood sopravvive anche al tempo, proprio perché si mostra flessibile: non impone più un ideale unico, ma offre codici da reinterpretare. È un’estetica che oggi dialoga con l’individualità, con l’inclusività, con l’idea che anche il glamour possa essere imperfetto (a differenza dell’epoca, dove tutto era controllato).

Il suo segreto? Non è rimasta agli Anni 30 e 50, ma ha dimostrato come può attraversare le epoche, rinnovandosi continuamente.

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