L'AI può essere ritenuta responsabile per una sparatoria? Il caso ChatGPT in Florida

Aprile 23, 2026 - 10:30
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Nella tarda mattinata del 17 aprile 2025, un 20enne è entrato nel campus della Florida State University a Tallahassee e ha aperto il fuoco: il bilancio è di due morti e sette feriti. È stato identificato come Phoenix Ikner, studente dello stesso istituto. L'analisi dei suoi dispositivi eseguita in sede di indagine ha fatto emergere un'intensa attività su ChatGPT durante la pianificazione dell'assalto. Ora il chatbot di OpenAI è formalmente accusato dal procuratore generale James Uthmeier. Può essere ritenuto responsabile dell'accaduto?

IL RUOLO DI CHATGPT NELLA SPARATORIA IN FLORIDA

Ikner ha chiesto all'intelligenza artificiale quale tipo di pistola e di munizioni portare con sé, l'efficacia di un'arma a breve distanza, in quale fascia oraria trovare più persone e dove si riuniscono solitamente. Insomma, tutti elementi utili per stabilire come, quando e in quale luogo colpire per causare il maggior numero di vittime. Per questo motivo, il servizio (dunque chi lo gestisce) potrebbe essere ritenuto colpevole di favoreggiamento.

OpenAI respinge ovviamente in modo fermo l'accusa e ribadisce di essere attivamente coinvolta al fianco delle autorità per le indagini sul caso. La tesi difensiva è la stessa di sempre, quando qualcosa va storto durante l'utilizzo di algoritmi e modelli: si tratta di informazioni che sarebbe stato comunque possibile trovare online, attraverso un qualsiasi motore di ricerca, ChatGPT si è limitato a renderle consultabili seguendo un'altra strada.


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Redazione Redazione Eventi e News