Latte in polvere ritirato, UE: Nessun nesso stabilito con i decessi infantili, ma massima vigilanza

Mar 14, 2026 - 14:00
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Latte in polvere ritirato, UE: Nessun nesso stabilito con i decessi infantili, ma massima vigilanza

Bruxelles – La Commissione europea non ha riscontrato alcuna prova che le norme dell’Unione Europea vigenti siano inadeguate, ma resta impegnata a rivedere continuamente le procedure per migliorare la governance della sicurezza alimentare. Lo ha messo nero su bianco il commissario per la Salute e il benessere degli animali, Olivér Várhelyi, rispondendo a una interrogazione parlamentare in merito al ritiro di diversi lotti di latte in polvere per neonati in Europa per una sospetta contaminazione da cereulide. Un tema caldo, soprattutto dopo che la Francia ha iniziato ad indagare su due decessi infantili potenzialmente collegati alla formula richiamata: caso su cui, ha chiarito Várhelyi non è stato stabilito alcun nesso causale.

Sulla questione ha presentato una interrogazione la deputata croata socialista, Biljana Borzan, “a seguito dei recenti ritiri a livello europeo di latte artificiale per sospetta contaminazione da cereulide (tossina del Bacillus cereus) e alla luce delle indagini in corso da parte delle autorità francesi sui decessi infantili potenzialmente collegati al consumo dei prodotti ritirati, sono sorte serie preoccupazioni circa l’efficacia della governance UE in materia di sicurezza alimentare per i prodotti destinati ai consumatori più vulnerabili”. In questo contesto, l’eurodeputata ha chiesto alla Commissione quando sia stata informata per la prima volta dei sospetti rischi per la salute e in che modo e quando queste informazioni sono state trasmesse agli Stati membri tramite il Sistema di allerta rapida per alimenti e mangimi (RASFF); come valuti l’adeguatezza delle norme UE vigenti in materia di approvvigionamento degli ingredienti, controllo dei fornitori, analisi dei pericoli e obblighi di notifica ai fabbricanti per il latte artificiale; e quali misure immediate ha adottato la Commissione per garantire la piena responsabilità lungo tutta la filiera del latte artificiale.

A rispondere, a nome dell’esecutivo europeo, è stato il commissario per la Salute e il benessere degli animali, Olivér Várhelyi. “Il 10 dicembre 2025 la Commissione europea è stata avvisata della contaminazione da cereulide nei prodotti di un’azienda Nestlé nei Paesi Bassi”, ha precisato Várhelyi, aggiungendo che l’azienda “ha richiamato lo stesso giorno 25 lotti in 16 Paesi europei e ha trattato l’incidente con la massima serietà”. Il sistema europeo di allerta rapida per alimenti e mangimi (RASFF) “è stato emesso il 12 dicembre 2025”, ha precisato il commissario, riferendosi al Rapid Alert System for Food and Feed, lo strumento utilizzato dagli Stati membri per condividere rapidamente informazioni su rischi per la sicurezza alimentare. La vicenda ha assunto una dimensione ancora più sensibile alcune settimane dopo. “Il 20 gennaio 2026 la Commissione è stata informata che la Francia stava indagando su due decessi infantili potenzialmente collegati alla formula richiamata”, ha dichiarato Várhelyi. Allo stesso tempo, il commissario ha sottolineato che “da allora non è stato stabilito alcun nesso causale”.

L’interrogazione solleva interrogativi sulla tenuta del sistema europeo di sicurezza alimentare e sulla capacità delle norme attuali di individuare tempestivamente i rischi lungo la catena di approvvigionamento. Secondo la Commissione, tuttavia, non emergono elementi che indichino carenze strutturali. “Non appena la Commissione è stata informata del richiamo volontario legato all’aumento dei livelli di cereulide riscontrati negli alimenti per lattanti, sono stati attivati i diversi strumenti esistenti per garantire il coordinamento transfrontaliero tra le autorità competenti per la sicurezza alimentare degli Stati membri”, ha spiegato Várhelyi. In particolare, “la Commissione non ha riscontrato alcuna prova che le norme UE vigenti siano inadeguate, ma rimane impegnata a rivedere continuamente le procedure per migliorare la governance della sicurezza alimentare”, ha osservato.

Sul piano scientifico, l’esecutivo europeo ha coinvolto anche l’European Food Safety Authority, l’autorità europea che si occupa di sicurezza alimentare e che fornisce dati scientifici e consulenze indipendenti sui possibili rischi nella filiera alimentare (EFSA). L’indagine sulla possibile origine della contaminazione si estende inoltre aldilà dei confini dell’Unione: la Commissione UE ha esortato le autorità cinesi a indagare sui lotti di olio di acido arachidonico. “In risposta a questo incidente, la Commissione ha intensificato il coordinamento con gli Stati membri condividendo gli avvisi RASFF e attivando la propria rete di coordinatori di crisi. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) è stata incaricata con urgenza di stabilire una dose di riferimento acuta (ARfD) per la cereulide al fine di orientare una gestione armonizzata del rischio. Inoltre, la Commissione ha esortato le autorità cinesi a indagare sui lotti di olio di acido arachidonico contaminati, identificati come fonte della contaminazione della catena di approvvigionamento”, ha chiarito il commissario.

Infine, nonostante l’attenzione politica suscitata dal caso, Bruxelles non prevede al momento una revisione complessiva della legislazione europea sulla nutrizione infantile. “Sebbene la Commissione non stia attualmente pianificando una revisione completa delle norme dell’UE sulla nutrizione infantile”, ha concluso Várhelyi, l’esecutivo europeo “resta impegnato a mantenere i più elevati standard di sicurezza attraverso il monitoraggio continuo e il miglioramento delle misure esistenti”.

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