L’ex Leicester Ulloa contro Ranieri: “Bravo allenatore ma come persona è un disastro. Gli dissi che non avrei mai giocato più per lui”

Mar 16, 2026 - 23:30
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L’ex Leicester Ulloa contro Ranieri: “Bravo allenatore ma come persona è un disastro. Gli dissi che non avrei mai giocato più per lui”

L'ex attaccante delle Foxes spara a zero contro il suo allenatore: ecco cos'è successo tra i due.

Leonardo Ulloa contro Claudio Ranieri, suo allenatore ai tempi del Leicester capace di vincere a sorpresa la Premier League 2016. Le parole dell'ex attaccante argentino al podcast Offsiders, che raccontano la tensione e lo strappo tra i due. 

"Come allenatore Ranieri è molto bravo, come persona un disastro. Eravamo a Los Angeles, avevo due offerte da parte di club di Premier League che mi avrebbero raddoppiato l'ingaggio e permesso di giocare, cosa che al Leicester non succedeva. Perché sì siamo diventati campionati, ma io non giocavo. Allora mi siedo con lui e gli dico: 'Claudio, ho queste due offerte per andarmene altrove a guadagnare di più'. Lui però mi risponde: 'No, Leo, voglio che tu resti con me perché mi servi. Quest'anno faremo la Champions League, il campionato e le coppe nazionali, avrai molto più spazio in campo'. Quindi mi disse che non avrebbero preso nessuno, ma l'ultimo giorno di calciomercato in Inghilterra sbam, 30 milioni per Slimani".

 

"Allora gli ho detto che non ci stavo, sono andato nel suo ufficio e mi ha risposto che non lo sapeva, che era una questione riguardante il club. Gli ho detto un bel po' di cose. Lui in realtà voleva che rimanessi perché Slimani e Mahrez a metà stagione sarebbero partiti per la Coppa d'Africa. Quando me ne sono reso conto, sono andato da Ranieri a dirgli: 'Non giocherò mai più per te, né ora né a dicembre quando avrai bisogno di me'. Da quel momento in avanti, le cose hanno iniziato ad andare a rotoli. Non è stato il Leicester a trattarmi male, ma Ranieri. Gli ho detto che me ne sarei fregato, praticamente ho smesso di allenarmi e ho iniziato a sentire fastidi ai quadricipiti. Ho rispettato i miei programmi con la società ma non mi sono allenato. Ne ho parlato con i leader dello spogliatoio, spiegando che non era contro di loro o una questione per il gruppo, ma che non avrei più voluto giocare per quell'allenatore e che non avrei voluto saperne più nulla".

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Redazione Redazione Eventi e News