Liberare le mani dall’eczema cronico è possibile: una nuova opzione terapeutica per i pazienti adulti

L’eczema cronico delle mani è una patologia diffusa e impattante, non solo sul piano fisico, ma anche sociale, emotivo e professionale. Arriva in Italia delgocitinib di LEO Pharma, indicato specificatamente per pazienti adulti affetti da eczema cronico delle mani da moderato a grave per i quali i corticosteroidi topici sono inadeguati o inappropriati. Delgocitinib è un inibitore topico pan-JAK che introduce una nuova prospettiva di gestione a lungo termine della patologia, con benefici rapidi sui sintomi, miglioramento della qualità di vita e un profilo di sicurezza favorevole.
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Una patologia “che si vede”: nell’eczema cronico delle mani, l’impatto non è solo fisico ma diventa anche sociale, emotivo e professionale.
Una patologia cronica visibile, pruriginosa e talvolta dolorosa che limita o impedisce anche i più naturali gesti centrali nelle interazioni umane, come stringere la mano, accarezzare, prendersi cura di qualcuno, ma anche digitare, cucinare, lavorare, creare.
Fino ad oggi, la terapia prevedeva essenzialmente nella prevenzione dei contatti con sostanze potenzialmente dannose, nel ripristino della barriera cutanea con emollienti e nella riduzione dell’infiammazione con i corticosteroidi topici.
Ma, le attuali terapie disponibili, in particolare i corticosteroidi, possono essere inadeguate o non adatte a un uso prolungato e avere severi effetti avversi.
Oggi c’è un’opzione di trattamento innovativa: LEO Pharma ha annunciato la disponibilità in Italia di delgocitinib, primo e unico trattamento inibitore pan-JAK topico indicato specificatamente per i pazienti adulti affetti da eczema cronico delle mani da moderato a grave per i quali i corticosteroidi topici sono inadeguati o inappropriati.
Prima di vedere i benefici della nuova terapia, scopriamo di più su questo eczema, che colpisce prevalentemente le donne (5,6% contro 3,8%) con l’aito di Antonio Costanzo, Vicepresidente della Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMAST).
“L’eczema cronico delle mani è una malattia che colpisce le mani e può colpire in realtà anche i piedi e si manifesta con delle chiazze, infiammazioni persistenti alle mani”.
“È abbastanza frequente: dal 4 fino al 7-8% della popolazione ne può essere affetta, colpisce soprattutto le donne e i lavoratori, chi viene a contatto con sostanze e allergeni con le mani”.
“Una delle categorie più colpite è quella dei parrucchieri, ma anche estetisti, chi fa le unghie, insomma chi viene in contatto con sostanze allergeniche; come anche i cuochi, che toccano farine e alimenti”.
Alcune professioni presentano un rischio maggiore, in particolare dove è più frequente l’esposizione a sostanze irritanti e agenti chimici come pulizie, sanità, ristorazione collettiva e professioni meccaniche.
Per coloro che lavorano in questi settori, la prevalenza dell’eczema cronico delle mani può provocare importanti conseguenze professionali: il 35% dei pazienti con grado da moderato a severo ha usufruito di un congedo per malattia negli ultimi mesi, il 25% non è in grado di lavorare e il 5% ha dovuto rinunciare al lavoro .
I disagi non sono solo al lavoro: “chi ne è colpito non può svitare i tappi delle bottiglie, per esempio, a causa del dolore e dei tagli che a volte presentano sanguinamento”.
“Le mani, inoltre, sono il distretto del nostro corpo a cui sono dedicati più neuroni sensitivi e di movimento nel cervello”.
“Tecnicamente, la definizione della malattia prevede la persistenza di queste manifestazioni per almeno tre mesi oppure la recidiva per più di una volta l’anno. Il problema è trovare la causa: ci sono degli esami, per esempio i patch test che si possono fare, ma a volte non si trova una causa specifica“.
“Le cause possono essere il contatto con gli allergeni, naturalmente, che è quella più frequente, ma anche la stessa dermatite atopica, che è una malattia infiammatoria della pelle, oppure la psoriasi”.
“Il ritardo diagnostico a volte può arrivare a 6 o 7 anni”, afferma Katharina Hansel, Vicepresidente Società Italiana di Dermatologia Allergologica Professionale e Ambientale (SIDAPA).
“il trattamento di prima linea include corticosteroidi topici, spesso a breve termine, mentre per le forme severe può essere utilizzata una terapia sistemica dopo il fallimento dei topici”
“Tuttavia, l’uso di terapie sistemiche può richiedere un monitoraggio aggiuntivo ed è associato a eventi avversi che possono portare a riduzione della dose o interruzione”.
” I corticosteroidi topici sono dei farmaci efficaci, ma che hanno una caratteristica che ne limita l’utilizzo: alla sospensione la malattia di solito torna peggio che prima. Sulla pelle, in particolare, poi possono assottigliare lo strato cutaneo e quindi rendere le mani ancora più sensibili, magari ad altri allergeni”.
Delgocitinib rappresenta, dunque, una nuova possibilità terapeutica per il trattamento dell’eczema cronico delle mani da moderato a severo negli adulti per i quali i corticosteroidi topici risultano inadeguati o inappropriati.
“Si tratta del primo e unico inibitore topico pan-JAK – ha aggiunto Silvia Mariel Ferrucci, Responsabile Servizio di dermatologia allergologica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – Inibisce l’attivazione della trasmissione del segnale JAK-STAT, che svolge un ruolo chiave nella patogenesi della malattia, e interviene sui diversi aspetti della stessa: infiammazione, disfunzione della barriera cutanea e prurito, contribuendo anche al miglioramento della pelle”.
“In sostanza, il JAK è una via usata dalle citochine per scatenare l’infiammazione”.
Delgocitinib inibisce l’attivazione della trasmissione del segnale proinfiammatorio JAK-STAT che svolge un ruolo chiave nella patogenesi della malattia.
Grazie alla somministrazione topica, delgocitinib offre i benefici di un inibitore del JAK con un profilo di sicurezza migliore rispetto alla terapia sistemica e rappresenta un’importante innovazione nella gestione dell’eczema cronico delle mani, perché dai risultati degli studi clinici è risultato efficace e ben tollerato nel breve e nel lungo termine.
I dati clinici hanno riportato un rilevante miglioramento dei sintomi già dopo 1 giorno di terapia per quanto riguarda il prurito e dopo 3 giorni per il dolore”.
“Adesso abbiamo la possibilità di utilizzare questo farmaco che è mirato esclusivamente al tipo di infiammazione che è presente sulle mani, blocca un enzima e questo enzima, una volta bloccato, non permette di segnalare l’informazione infiammazione all’interno delle delle cellule”.
“Ha la caratteristica di poter essere utilizzato anche a lungo, alla sospensione non dà rebound, come invece i cortisoni corticosteroidi sistemici e non assottiglia la pelle, quindi è una terapia che si adatta bene a una patologia cronica come l’eczema cronico delle mani e non si assorbe nel sangue: non c’è quindi tossicità sistemica”.
“Oltre a ciò, è bene ricorda re che Il paziente affetto d questo eczema probabilmente ha un difetto di barriera genetico, quindi deve prestare più cura all’igiene delle mani e utilizzare creme per recuperare la barriera”.
“Oltre ai risultati clinici sulla riduzione della gravità della malattia, per noi è fondamentale sottolineare l’impatto di delgocitinib sulla qualità di vita – ha dichiarato Paolo Melito, Direzione Medica LEO Pharma Italia. Migliorare concretamente la vita delle persone, rispondendo a bisogni terapeutici ancora insoddisfatti, è la mission che guida LEO Pharma. Negli studi di fase 3, oltre 7 pazienti su 10 trattati con delgocitinib hanno ottenuto un miglioramento clinicamente significativo del Dermatology Life Quality Index (DLQI), confermando il valore di questa nuova opzione topica nella gestione dell’eczema cronico delle mani”.
L’approvazione di delgocitinib si basa sui risultati del programma clinico di fase 3 DELTA 3, che comprende gli studi clinici DELTA 1 e DELTA 2 che hanno valutato la sicurezza e l’efficacia della crema delgocitinib rispetto al veicolo della crema.
I risultati degli studi sono stati pubblicati su The Lancet che è considerato uno dei periodici peer-reviewed più influenti al mondo.
Negli studi clinici di fase 3 DELTA 1 e DELTA 2 – pubblicati su The Lancet – il trattamento ha raggiunto gli endpoint primari e secondari, mostrando miglioramenti significativi già nelle prime settimane e un profilo di sicurezza coerente nelle estensioni a 36 settimane dello studio DELTA 3, dimostrando sia efficacia a breve termine che controllo a lungo termine della malattia.
Delgocitinib è approvato nell’Unione Europea e ora anche in Italia per il trattamento dell’eczema cronico delle mani da moderato a grave negli adulti per i quali i corticosteroidi topici sono inadeguati o inappropriati.
Nel 2014, LEO Pharma A/S e Japan Tobacco Inc. (JT) hanno stipulato un accordo di licenza in base al quale LEO Pharma ha ottenuto i diritti esclusivi per sviluppare e commercializzare delgocitinib crema per uso topico in indicazioni dermatologiche in tutto il mondo, escluso il Giappone, dove JT detiene i diritti.
Photo credit Dr.ssa Emanuela Martina
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