L’Italia prima in Europa: la norma UNI 11621-8 definisce i 12 profili professionali dell’intelligenza artificiale

Maggio 1, 2026 - 01:00
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L’Italia prima in Europa: la norma UNI 11621-8 definisce i 12 profili professionali dell’intelligenza artificiale

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L’Italia prima in Europa: la norma UNI 11621-8 definisce i 12 profili professionali dell’intelligenza artificiale



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La norma UNI 11621-8:2026 elaborata da UNI/CT 526 – UNINFO con il coordinamento del Dipartimento per la trasformazione digitale individua dodici figure professionali dell’AI, dal Chief AI Officer all’AI Research Scientist, in coerenza con l’AI Act europeo e la Legge 132/2025

Pubblicato il 30 apr 2026



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L’Italia è il primo Paese in Europa ad aver adottato uno standard nazionale che definisce in modo sistematico i profili di ruolo professionale nel settore dell’intelligenza artificiale. La norma UNI 11621-8:2026, pubblicata il 30 aprile 2026, è il risultato del lavoro della Commissione Tecnica UNI/CT 526 – UNINFO, coordinata dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, con il contributo della Commissione Tecnica 533 “AI” di UNI.

Il documento “Attività professionali non regolamentate – Profili di ruolo professionale per l’ICT – Parte 8: Profili di ruolo professionale relativi all’Intelligenza Artificiale (IA)” offre un quadro di riferimento condiviso per la qualificazione e la certificazione delle competenze in ambito AI, e si rivolge a imprese, pubbliche amministrazioni, università, ITS Academy e organismi di certificazione.

Il contesto normativo: AI Act e Legge 132/2025

La pubblicazione si colloca in un momento di forte evoluzione del quadro regolatorio europeo. Il Regolamento (UE) 2024/1689 – AI Act impone che i sistemi di intelligenza artificiale siano sviluppati e gestiti da soggetti dotati di competenze digitali adeguate. La norma UNI 11621-8 traduce questo obbligo legislativo in un insieme strutturato di ruoli e competenze operative.

Sul fronte nazionale la Legge 23 settembre 2025, n. 132 recepisce i medesimi principi nell’ordinamento italiano, promuovendo percorsi di alfabetizzazione, formazione e certificazione delle competenze sull’AI.

“Con la pubblicazione della norma UNI 11621-8:2026, siamo i primi in Europa ad aver rilasciato uno standard, coerente con l’AI Act e con la normativa nazionale, che mira a rafforzare il perimetro delle competenze e le relative responsabilità nell’Intelligenza Artificiale”, dichiara Alessio Butti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale. “I 12 profili definiti dalla norma rappresentano uno strumento operativo per imprese, pubbliche amministrazioni e sistema formativo, perché consentono di qualificare e certificare le competenze in modo omogeneo”.

I dodici profili e la filiera professionale dell’AI

Ogni profilo è articolato secondo la metodologia della UNI 11621-1 e allineato all’e-Competence Framework europeo (UNI EN 16234-1). Per ciascuno sono specificati missione, compiti principali, risultati attesi, competenze, conoscenze, abilità e indicatori chiave di prestazione (KPI).

Le dodici figure coprono l’intera filiera: dalla governance strategica (Chief AI Officer, AI Consultant, AI Product Manager) alle figure più operative dello sviluppo (AI Algorithm Engineer, AI Deep Learning Engineer, AI Machine Learning Engineer, AI Natural Language Processing Engineer), passando per la gestione dei dati (AI Data Engineer, AI Data Scientist), la sicurezza (AI AI Security Specialist), l’interfaccia uomo-macchina (AI Prompt Engineer) e la ricerca di base (AI Research Scientist).

Ricapitolando, le 12 figure sono:

  • Chief AI Officer (CAIO)  
  • AI Consultant  
  • AI Product Manager  
  • AI Prompt Engineer  
  • AI Algorithm Engineer  
  • AI Deep Learning Engineer  
  • AI Data Engineer  
  • AI Data Scientist  
  • AI Security Specialist  
  • AI Machine Learning Engineer  
  • AI Natural Language Processing Engineer  
  • AI Research Scientist  

Nel loro insieme queste figure delineano un ecosistema professionale che va ben oltre le competenze tecniche di sviluppo, includendo esplicitamente ruoli di supervisione, consulenza e sicurezza – dimensioni che l’AI Act considera centrali per un’adozione responsabile dei sistemi di intelligenza artificiale.

Per le imprese manifatturiere che stanno integrando strumenti di AI nei processi produttivi la norma offre un riferimento concreto per strutturare team interni con competenze certificate, superando l’ambiguità che spesso caratterizza le job description in questo dominio. Per gli enti formativi rappresenta invece una bussola per progettare percorsi di upskilling e reskilling allineati alle effettive richieste del mercato.

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Redazione Redazione Eventi e News