Milano, agente al processo per il pestaggio del trans Bruna: “Usato lo spray urticante per fermare i colleghi”
Ha “pensato alla necessità di non avvicinarsi” a una “persona” che aveva minacciato di “infettarci” e, con lo spray urticante, avrebbe anche “voluto allontanare” i colleghi della polizia locale già intervenuti “per non farli agire ancora”. E’ la versione di V.C., uno degli agenti della polizia locale di Milano a processo nel caso della transessuale ‘Bruna’, la brasiliana che il 24 maggio 2023 sarebbe stata sbattuta a terra, manganellata e presa a calci mentre era ammanettata e infine spruzzata con spray urticante in zona Bocconi, dopo un intervento dei vigili urbani al Parco Trotter e durante la fase di traporto all’Ufficio centrale arresti e fermi (Ucaf). Durante l’esame l’uomo, imputato con un collega (un terzo è stato condannato a 10 mesi in primo grado con l’abbreviato e 2 sono stati prosciolti in udienza preliminare) con le accuse di falso per le presunte menzogne nell’annotazione di polizia di giudiziaria di quella mattina e per concorso causale nelle lesioni aggravate sulla donna, ha riferito quali sono le prassi del Corpo sullo spray al peperoncino durante gli interventi. Il vigile ha detto che “l’indicazione operativa” della Locale è quella “di utilizzare tutta la bomboletta” di spray al peperoncino che “va esaurita” perché così “ci viene insegnato”, ma ha voluto specificare che nel caso della 43enne ciò “non è stato fatto”. “Ho utilizzato 2 brevi getti perché uno non era andato a segno”, ha aggiunto davanti alla giudice della nona sezione penale, Marina Colabrodo, cadendo però in alcune contraddizioni sottolineate dal Tribunale. Ad esempio sui tempi di queste azioni e sull’aver già avuto o meno “contezza” del fatto che ‘Bruna’ fosse già stata colpita alla “testa” prima dell’utilizzo dello spray. Tentennamento che hanno fatto chiedere ai suoi difensori una breve pausa di 5 minuti (concessa) vedendo il 54enne, il giorno dei fatti il più alto in grado dei vigili, “confuso” e non in grado di comprendere le “domande”.
La trans ‘Bruna’ imputata per lesioni e resistenza
La trans ‘Bruna’, che a sua volta è imputata di lesioni aggravate, resistenza, rifiutò di fornire indicazioni sulla propria identità e ricettazione ma è anche parte civile del procedimento con gli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli, “mi è stata segnalata da alcuni cittadini come una persona nascosta”, ha detto il poliziotto della Locale. “L’ho trovata aggrappata a questa ringhiera. Non sapevo se stesse fuggendo, scavalcando, quindi ho fatto qualcosa per bloccare la fuga, ho usato lo spray perché ero memore delle sue minacce”, ha aggiunto con riferimento a presunte frasi proferite rispetto all’essere malata di HIV-AIDS e la possibilità di “infettare” gli agenti. “L’ho fatta sedere al suolo e ho usato sullo spray su una persona che aveva minacciato di infettarci. Ho ritenuto fosse il mezzo più idoneo per non venire a contatto e per bloccare fuga”. Alle domande del Tribunale e della pm Giancarla Serafini su quando ciò si avvenuto ha detto che lo spray urticante è stato utilizzato “prima del colpo alla testa” con il manganello, un altro dei nodi critici perché l’uso del “distanziatore” non è mai stato riportato nella prima informativa redatta dall’agente (è l’accusa di falso). Smentito però dai video che gli sono stati mostrati in aula sulle tempistiche, il 54enne ha specificato meglio: “Ho pensato alla necessità di non avvicinarsi alla persona” e con lo spray avrebbe anche “voluto allontanarli (i colleghi ndr), per non farli agire ancora”. Parlando delle conseguenze mediche ha ribadito di non ricordare o di non aver ritenuto “rilevante” l’arrossamento di occhi e pelle della donna (altro passaggio che manca nelle annotazioni) rilasciata dopo poche ore. “È una condizione temporanea e normale che subiamo anche noi”. Caso diverso se invece subentra “una complicanza respiratoria”. Qui i difensori della trans gli hanno chiesto se si fosse accorto del respiro affannoso. “Ero sicuro che ci fosse affaticamento nel respiro perché serve proprio a quello lo spray – ha concluso -. Ma è una situazione transitoria”
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