Mozione urgente del Pd in Consiglio regionale: “Servono più posti letto convenzionati nelle RSA e nuclei Alzheimer”

Mar 2, 2026 - 20:00
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Mozione urgente del Pd in Consiglio regionale: “Servono più posti letto convenzionati nelle RSA e nuclei Alzheimer”
residenza di malnate

Una revisione strutturale e gestionale delle Residenze sanitarie assistenziali, con maggiori risorse, più posti letto a contratto e un riequilibrio tra quota sanitaria e quota sociale. È quanto chiede il Partito Democratico con la mozione urgente n. 457 che sarà discussa domani in Consiglio regionale.

Il documento impegna la Giunta a un intervento organico sul sistema delle RSA lombarde, alla luce di una trasformazione demografica e sanitaria che, secondo i dem, non è più sostenibile con le regole attuali.

Una popolazione sempre più anziana e fragile

Secondo le proiezioni Istat, entro il 2035 la popolazione over 80 in Lombardia crescerà del 41% . Un dato che, sottolinea la mozione, comporterà un aumento significativo del fabbisogno di assistenza residenziale e semiresidenziale.

Oggi in Lombardia sono presenti 739 RSA, con oltre 68.500 posti letto autorizzati, quasi 65.000 accreditati e più di 57.000 a contratto con il servizio sanitario regionale. L’indice di copertura rispetto alla popolazione over 65 è pari al 2,85%, superiore alla media italiana (2,33%) ma ancora lontano da quella europea (5,4%).

Il sistema è composto in larga parte da enti non profit, che rappresentano circa il 70% dell’offerta complessiva.

Nel frattempo, il profilo degli ospiti è cambiato radicalmente: oltre il 61% presenta una grave compromissione delle capacità cognitive e il 44% degli ospiti assistiti in regime di servizio sanitario regionale ha una diagnosi di demenza o Alzheimer. Il 99,7% è non autosufficiente.

Più risorse e revisione delle tariffe

Il primo punto della mozione riguarda l’equilibrio tra componente sanitaria e componente sociale. Il Pd chiede una revisione graduale del sistema tariffario, con un incremento del 5% annuo nel triennio 2026-2028 della tariffa giornaliera riconosciuta alle RSA.

L’obiettivo è adeguare i contributi regionali ai costi reali di gestione, segnati da aumenti per personale ed energia, e ridurre la quota di compartecipazione a carico delle famiglie, che negli ultimi anni è cresciuta in modo significativo.

Nelle intenzioni del gruppo dem, l’intervento economico complessivo dovrebbe valere circa 200 milioni di euro nel triennio, anche per compensare il blocco dei posti letto a contratto che, secondo i firmatari, andrebbero invece aumentati.

Più posti letto a contratto, soprattutto nei nuclei Alzheimer

La mozione chiede di incrementare gradualmente del 5% i posti letto a contratto e del 10% quelli nei nuclei Alzheimer nel triennio 2026-2028.

Attualmente sono circa 8.000 i posti non contrattualizzati: l’obiettivo del Pd è portarli a contratto con il sistema sanitario regionale, riducendo liste d’attesa e ricorso alla solvenza privata.

Il contributo regionale, secondo la proposta, dovrebbe essere collegato anche a parametri qualitativi: rette calmierate, migliori condizioni contrattuali per il personale, apertura delle RSA al territorio con servizi domiciliari e collaborazione con Comuni e Case di comunità.

Alzheimer e rette: chiarezza e ristori

Un altro nodo è quello delle prestazioni sociosanitarie ad alta integrazione sanitaria. La recente giurisprudenza ha riconosciuto in alcuni casi il diritto delle famiglie all’esonero dal pagamento della retta per pazienti affetti da Alzheimer o patologie neurodegenerative.

Il Pd chiede alla Regione di adottare linee guida per chiarire la ripartizione degli oneri e, nei casi in cui le sentenze abbiano dato ragione ai cittadini, prevedere meccanismi di ristoro economico per le RSA, così da evitare squilibri finanziari. A livello nazionale sono stati stanziati 100 milioni su questo tema, ma in assenza di una norma definitiva le risorse non sono ancora utilizzabili.

Standard, personale e farmaci

La mozione sollecita anche una revisione del minutaggio assistenziale minimo di accreditamento, oggi ritenuto non più adeguato rispetto alla complessità degli ospiti , e un aggiornamento dei requisiti strutturali in sede di Conferenza Stato-Regioni. Tra le richieste, il riconoscimento nei finanziamenti regionali della formazione continua del personale e il rimborso dei farmaci inclusi nei piani terapeutici anche per gli ospiti in RSA, come avviene per chi è assistito a domicilio.

Sperimentazione e fondi per le strutture

Il Pd propone inoltre la sperimentazione di Centri di Valutazione e Prenotazione pubblici (CVP) in seno ad ATS e ASST, per orientare le famiglie nella scelta della struttura e gestire in modo più trasparente le liste d’attesa. Infine, la mozione chiede di valorizzare il ruolo del non profit nei futuri accreditamenti e di ripristinare il fondo FRISL per finanziare, anche a tasso zero, interventi di adeguamento delle strutture sociosanitarie.

La discussione in aula dirà se la maggioranza accoglierà, in tutto o in parte, le dieci proposte contenute nel documento. Per il Pd, si tratta di un passaggio non più rinviabile: con una popolazione sempre più anziana e fragile, il sistema delle RSA è chiamato a una riforma strutturale.

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