NYU rivoluziona il multilinguismo: arriva il calcolatore che misura quante lingue parli davvero
La New York University presenta il Multilingualism Calculator, uno strumento innovativo che quantifica il multilinguismo reale e la lingua dominante.
NYU crea il “Multilingualism Calculator”,
un nuovo strumento per misurare quanto siamo davvero multilingue
Parlare più lingue è ormai una realtà comune in tutto il mondo, ma definire con precisione cosa significhi essere “bilingue” o “multilingue” non è così semplice. Le etichette tradizionali risultano spesso vaghe e poco scientifiche, rendendo difficile descrivere in modo accurato le competenze linguistiche delle persone.
Per questo motivo, un team di ricercatori della New York University (NYU) ha sviluppato un nuovo strumento chiamato Multilingualism Calculator, pensato per quantificare in modo più preciso quanto una persona sia realmente multilingue.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Bilingualism: Language and Cognition, introduce un metodo basato su due elementi principali:
• l’età in cui una lingua è stata acquisita
• la competenza autovalutata in ascolto, parlato, lettura e scrittura
Combinando queste informazioni, il calcolatore genera un punteggio di multilinguismo, che colloca ogni individuo su una scala che va da monolingue a poliglotta altamente competente.
Lo strumento produce anche un profilo di dominanza linguistica, utile per capire quale lingua risulti più forte rispetto alle altre.
I ricercatori hanno validato il metodo su giovani bilingui e su adulti più anziani, ottenendo risultati molto simili a quelli di valutazioni linguistiche tradizionali molto più complesse.
Il calcolatore supporta circa 50 lingue, inclusa la lingua dei segni, e potrebbe diventare utile in ambito scolastico, clinico e nella ricerca sul linguaggio.
Secondo gli autori, uno dei principali vantaggi del Multilingualism Calculator è la sua semplicità: invece di questionari lunghi e difficili da confrontare, questo strumento offre una misura unica e standardizzata basata su dati facilmente raccolti.
I ricercatori sottolineano inoltre che l’autovalutazione, se accompagnata da adeguati controlli statistici, può rappresentare un metodo affidabile per descrivere la competenza linguistica reale, soprattutto in contesti educativi e scientifici.
Il nuovo approccio potrebbe aiutare insegnanti, medici e specialisti a comprendere meglio i profili linguistici delle persone che vivono in ambienti multilingue, migliorando anche le valutazioni cliniche nei casi in cui la lingua influisce sulle abilità cognitive e comunicative.
In un mondo sempre più interconnesso, strumenti come questo potrebbero diventare fondamentali per studiare il multilinguismo in modo più preciso e per offrire un linguaggio comune tra ricerca, scuola e medicina.
La ricerca della NYU rappresenta quindi un passo importante verso una definizione più chiara e misurabile di cosa significhi, oggi, essere davvero multilingue.
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