Pedaggi, asse inedito tra Galimberti e il “Patto per il Nord”: mozione per la Milano-Meda gratuita

Un’intesa trasversale, che supera gli steccati ideologici in nome del “buon senso” territoriale. Al centro della scena politica varesina finisce la Milano-Meda, la storica arteria lombarda minacciata dall’introduzione di pedaggi che potrebbero pesare come macigni sulle tasche dei pendolari.
A portare la questione sui banchi di Palazzo Estense è stato un fronte che vede il sindaco Davide Galimberti e gli esponenti del Patto per il Nord, Dario Galli, ex senatore e presidente della Provincia di Varese, per anni esponente di spicco della Lega Nord, e il segretario provinciale Gianluca Cenere, insolitamente allineati. La mozione, presentata con l’obiettivo di mantenere la gratuità della strada, punta a impegnare l’amministrazione in una battaglia che travalica i confini cittadini.
«Un salasso da 150 euro al mese»
I promotori dell’iniziativa non usano mezzi termini: portare a pagamento una strada che esiste da settant’anni e che è già stata “strapagata” dai contribuenti è inaccettabile. «Oggi i pedaggi non sono più questione di pochi centesimi – spiegano i sostenitori della mozione – si rischia di pagare tre euro al giorno. Per un lavoratore significa un esborso da 150 euro al mese, una cifra che rischia di superare il costo del carburante. È una scelta fatta solo per fare cassa sulla pelle dei territori settentrionali».
L’elogio a Galimberti e la stoccata alla Lega
A colpire è soprattutto il clima di collaborazione con il primo cittadino del Partito Democratico. «Il PD al nord è fatto di persone capaci che sono cresciute come amministratori locali partendo dal basso – hanno dichiarato gli esponenti del Patto per il Nord – È molto più facile parlare con Galimberti, che è un sindaco bravo e ricettivo, piuttosto che con parlamentari che non hanno mai lavorato o amministrato un giorno».
Il gruppo lancia poi una sfida aperta al centrodestra, e in particolare al Carroccio: «Mi aspetto che tutti votino la mozione, soprattutto la Lega. Sarebbe paradossale se chi è nato protestando contro i caselli, come quello di Gallarate ai tempi di Bossi e Maroni, oggi non votasse contro un nuovo pedaggio dove non c’è mai stato».
Continuità nelle battaglie sui pedaggi
L’iniziativa non è isolata. Il sindaco Galimberti ha ricordato come il Consiglio Comunale si sia già espresso in passato con atti simili, chiedendo la gratuità della Pedemontana e della “tangenzialina” di Lozza. La battaglia per la Milano-Meda si inserisce dunque in un solco già tracciato da Palazzo Estense: difendere la mobilità dei varesini da costi che rischiano di soffocare l’economia locale e il diritto al lavoro.
La palla passa ora all’aula, dove si verificherà se la compattezza istituzionale sul “buon senso” riuscirà a prevalere sulle appartenenze di coalizione.
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