Truffe telefoniche, tornano le chiamate dall’estero: cosa fare e prefissi da evitare

Mar 19, 2026 - 02:00
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Dopo una fase di relativa calma, nelle ultime settimane sempre più persone in Italia hanno ricominciato a ricevere telefonate e messaggi che, nella maggior parte dei casi – per non dire quasi sempre – nascondono vere e proprie truffe o spam aggressivo. E non si tratta solo di call center italiani: molte chiamate arrivano dall’estero, o almeno così sembra guardando il numero sul display.

Il copione è sempre lo stesso. Una voce registrata propone un lavoro facile, un guadagno immediato o un’opportunità “imperdibile”. Oppure arriva un messaggio su WhatsApp o Telegram con un testo generico e un link da cliccare. Ed è proprio lì che si concentra il rischio: quei collegamenti possono rimandare a pagine di banche o servizi apparentemente autentici, installare malware o consentire ai truffatori di entrare in possesso di dati personali. In altri casi l’obiettivo è spingere l’utente a richiamare, con possibili costi elevati o l’attivazione di servizi a pagamento non richiesti.

C’è però un elemento nuovo che aiuta a capire perché oggi vediamo così tanti prefissi internazionali. Se da un lato sono diminuite in modo evidente le chiamate con numeri italiani falsificati, grazie al nuovo filtro anti-spoofing entrato pienamente in vigore nei mesi scorsi, dall’altro stanno aumentando quelle con numerazioni estere.

NUMERI FALSI E FILTRO ANTI-SPOOFING

Dal 19 novembre dello scorso anno è entrata in vigore la seconda fase del filtro anti-spoofing dell’Agcom dedicata alle numerazioni mobili, dopo la prima tranche attiva da agosto sulle linee fisse. Il sistema è stato introdotto per contrastare una pratica diffusissima: lo spoofing, cioè la falsificazione del numero chiamante.

In passato molte chiamate provenienti dall’estero riuscivano a presentarsi come numeri italiani, spesso cellulari apparentemente normali. Questo aumentava le probabilità che l’utente rispondesse. Il nuovo filtro blocca proprio questo meccanismo: verifica che il numero esista davvero, che sia correttamente assegnato all’operatore e che la provenienza della chiamata sia coerente. Se uno di questi elementi non torna, la telefonata viene fermata prima di arrivare al destinatario.

Per molti utenti il miglioramento è stato immediato. Le telefonate moleste che sembravano arrivare da numeri italiani si sono ridotte drasticamente, in alcuni casi sono del tutto scomparse. Il filtro, però, interviene solo quando una chiamata dall’estero prova a camuffarsi da numero italiano. Non riesce a bloccare le numerazioni estere. Ed è qui che si spiega l’aumento dei prefissi internazionali che oggi compaiono con tanta frequenza sul display.

PREFISSI STRANIERI E NUOVE DINAMICHE

Stanno diventando sempre più comuni chiamate con prefissi come +44, +46, +31, +40 o +34. Non solo Regno Unito, Svezia e Paesi Bassi, ma anche Romania, Spagna e tanti altri Paesi europei. Non significa che ogni chiamata internazionale sia una truffa, ma quando non si hanno contatti in quei Paesi è bene fermarsi un attimo e valutare.

La sensazione di un “boom” di chiamate estere nasce anche dal fatto che, non potendo più presentarsi come numeri italiani falsi, molte telefonate vengono instradate in Italia usando numeri esteri. Il traffico sospetto non è scomparso, si è spostato su numerazioni che non vengono bloccate dal filtro.

Le modalità restano varie. C’è il vishing, cioè il phishing telefonico, con chi chiama che si presenta come operatore bancario, tecnico o rappresentante di un’istituzione per ottenere dati riservati. C’è la truffa del Wangiri, lo squillo breve che spinge a richiamare un numero a tariffazione speciale con addebiti anche significativi. E ci sono i messaggi con link che possono contenere malware o servire a raccogliere informazioni personali.


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Redazione Redazione Eventi e News