Ospedale Galliera, percorso a tappe per la “fusione” con San Martino e Villa Scassi

Genova. Entro il 30 aprile il centro trasfusionale dell’ospedale Galliera passerà all’Azienda ospedaliera metropolitana, entro il 31 luglio sarà la volta del laboratorio analisi. Sono questi i prossimi passaggi in vista dell’integrazione funzionale, frutto della riforma della sanità varata dalla giunta Bucci, che porterà l’ospedale di Carignano a fondersi di fatto con gli altri poli genovesi, San Martino e Villa Scassi. Il tutto sarà regolato da un’apposita convenzione la cui stipula “è in corso in questi giorni”, come ha riferito in consiglio regionale l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò in risposta all’interrogazione di Stefano Giordano (M5s).
“L’ospedale Galliera si integra funzionalmente con Aom e l’integrazione funzionale comporta che Aom e il Galliera mettano a disposizione il rispettivo personale impegnato nell’attività oggetto dell’integrazione funzionale, l’utilizzo a titolo gratuito dei locali e delle dotazioni strumentali all’esercizio dell’attività e l’integrazione, appunto, di flussi informativi e di sistemi informativi”, ha spiegato Nicolò.
“La convenzione – ha proseguito – prevede anche la necessità di creare percorsi condivisi in attività in oggi non presenti all’interno dell’ospedale Galliera, quale l’ematologia, la nefrologia, la chirurgia toracica, la cardiochirurgia, il centro grandi ustionati, la camera iperbarica e di prevedere la condivisione clinica nel monitoraggio delle infezioni ospedaliere”.
Nicolò ha poi confermato che l’Evangelico lascerà la gestione dell’ospedale di Voltri perché non è più in grado di sostenerla. La struttura rientrerà quindi con ogni probabilità all’interno dell’Aom.
“Come a suo tempo l’ospedale di Voltri è stato ceduto all’Ospedale Evangelico, avevamo detto in tempi non sospetti che, nel momento in cui avessimo ricevuto una richiesta formale di difficoltà, problematiche e criticità nella gestione, ce lo saremmo ripreso, e così faremo – ribadisce l’assessore -. Abbiamo dichiarato ai sindacati che lo riacquisiremo all’interno del sistema sanitario regionale, e verosimilmente all’interno dell’Azienda ospedaliera metropolitana. Da ora in avanti inizieranno tutte le varie interlocuzioni, i passi necessari, sindacali, giuridici e amministrativi finalizzati a garantire che l’ospedale di Voltri mantenga le sue priorità e le sue peculiarità. Per noi è un ospedale strategico, perché è in una posizione baricentrica molto importante nell’estremo Ponente genovese e all’interno lavorano unità operative complesse, vedi il punto nascita, che per noi è fondamentale che rimanga operativo, funzionante e potenziato”.
Giordano (M5s): “Troppe ombre e confusione sulla pelle dei cittadini”
“Il nuovo assetto sanitario metropolitano? Allo stato attuale è segnato da troppe ombre e confusione sulla pelle dei cittadini – controbatte Stefano Giordano del M5s -. Su un punto decisivo” a proposito della convenzione Galliera-Aom “è mancato un chiarimento fondamentale: il ripiano del disavanzo relativo agli esercizi 2024 e 2025, determinante per la stabilità finanziaria e per la stessa definizione dell’accordo convenzionale. Si tratta di una componente economica che negli anni passati è sempre stata affrontata con puntualità e trasparenza. Oggi, invece, l’assessore ha svicolato”.
“Il nodo economico – ricorda Giordano – non è un dettaglio tecnico, ma la base su cui si regge l’intera operazione di riassetto. Non si può parlare di riforma strutturale senza spiegare come verranno garantiti gli equilibri di bilancio e con quali risorse si intenda intervenire sul ripiano dei conti. Temiamo anzi che proprio nelle non risposte di oggi si nasconda la motivazione del passo indietro dell’Evangelico. E forse, se ancora oggi siamo qui a parlare di una convenzione tra Regione e Galliera che sembrava già pronta per essere firmata da tempo, la ragione è proprio di natura economica”.
Ospedali di terzo livello, i timori del Pd: “Accentramento di poteri e risorse”
Oggi in aula anche il tema degli ospedali di terzo livello, previsti nella legge delega di riforma del servizio sanitario nazionale varata dal governo Meloni, che si configurano come strutture di eccellenza a bacino nazionale o sovranazionale. L’assessore Nicolò ha spiegato che l’Azienda ospedaliera metropolitana potrebbe avere le carte in regola per rientrare in questa definizione.
“La riforma sugli ospedali di terzo livello rischia di accentrare poteri e risorse, indebolendo il ruolo delle Regioni e la rete territoriale – paventa il consigliere Pd Enrico Ioculano -. Dietro l’idea dei super ospedali si nasconde lo spostamento delle decisioni e dei finanziamenti verso pochi grandi poli. Il disegno di legge delega per la riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale introduce una nuova categoria di strutture di eccellenza con bacino nazionale. Ma il punto politico è chiaro: se le risorse e le leve decisionali si concentrano a livello centrale e in pochi grandi soggetti (grandi ospedali, mondo accademico, enti privati non profit o religiosi) il rischio è quello di alterare l’equilibrio del sistema sanitario regionale. È necessario che la Regione esprima una posizione chiara in sede di Conferenza Stato-Regioni, chiarendo se intenda difendere l’autonomia regionale e l’equilibrio della rete sanitaria ligure oppure accettare un progressivo accentramento delle funzioni e delle risorse”.
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