Padre Romanelli: «A Gaza come dopo uno tsunami»

Aprile 30, 2026 - 14:30
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Padre Gabriel Romanelli (Vatican News)Padre Gabriel Romanelli (Vatican News)

«Senza entrare in analisi politiche o militari, ho cercato di dare una testimonianza pastorale, sacerdotale, umana». In una intervista a Radio Marconi così padre Gabriel Romanelli – parroco della Sacra Famiglia, unica parrocchia cattolica della regione di Gaza – definisce il senso del suo libro Le rovine e la luce, appena pubblicato da Piemme con prefazione del Patriarca di Terra Santa, cardinale Pierbattista Pizzaballa.

La tregua non esiste

Romanelli descrive la situazione nella Striscia come uno scenario post-tsunami: «Alcune città non esistono più, altrove manca l’elettricità, l’acqua non è sufficiente, le fognature sono distrutte. Generi alimentari che prima erano spariti ora si possono trovare, ma a prezzi che la maggior parte delle persone non può permettersi». La tregua di fatto non esiste: «Sentiamo le esplosioni, a volte arrivano schegge o pallottole e il pericolo ci costringe a sospendere l’attività». La possibile ricostruzione viene vanificata dai prezzi altissimi dei materiali necessari, ma l’aspetto più grave restano le persone: «Vivono in uno stato di degrado enorme, hanno perso tutto, la casa, il lavoro, la macchina, le malattie sono all’ordine del giorno». In questo quadro la comunità cattolica, «piccola, ma molto attiva», cerca «di guarire le ferite dell’anima facendo del bene. Siamo riusciti a riaprire la scuola parrocchiale, le altre due sono piene di rifugiati. Stiamo lavorando con l’oratorio, nelle cliniche, con l’assistenza di 3000 studenti…».

«Il cessate il fuoco è stato necessario, però serve di più – sottolinea il parroco -. L’unica soluzione è la pace, una pace giusta per tutti, e noi siamo convinti che tra Palestina e Israele sia possibile». Ma si può sperare? «Sembra che i responsabili non vogliano decidere di far cessare la guerra. Davanti a noi abbiamo rovine, materiali e morali, ma siamo convinti che tanti uomini e donne siano molto più buoni di quello che possiamo immaginare. Quando ero ragazzino mi hanno insegnato che, invece di maledire le tenebre, bisogna accendere una candela: cerchiamo di farlo».

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia