Pasqua di morte: ennesima strage in mare, ma Salvini festeggia mostrando il crocefisso

Aprile 8, 2026 - 16:30
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Pasqua di morte: ennesima strage in mare, ma Salvini festeggia mostrando il crocefisso

Sono partiti da un porticciolo vicino a Tripoli sabato mattina. Su una barca un po’ più corta di 15 metri. Adatta a trasportare, al massimo, una ventina di persone. Loro invece erano almeno 100, forse 110 o 120. Il mare sabato era alto. Burrasca. Hanno navigato tra grandi difficoltà per una quindicina di ore, percorrendo una settantina di miglia. Direzione Lampedusa. Poi la barca si è rovesciata. I più agili, i più forti, sono riusciti ad arrampicarsi sulla chiglia. Gli altri sono stati travolti dalle onde. Quando, dopo diverse ore, sono arrivati i soccorsi hanno trovato solo 32 superstiti. Più due persone morte. I dispersi, cioè le persone che sono affogate e andate a fondo, sono tre tra le settanta e le ottanta. In gran parte, sembra, del Bangladesh, Pakistan ed Egitto.

Settanta o ottanta morti. L’ordine di grandezza, per fare un esempio in Italia… è quello della terrificante strage di Bologna del 1980. la più sanguinosa degli anni del terrorismo. La risonanza di questa tragedia però è stata molto più modesta. Qualche titolo sugli online. Ma soprattutto silenzio. Il governo non si è interessato della vicenda, non gli è sembrata una cosa di rilievo. Eppure i ministri lo sanno bene qual è la ragione principale di questa tragedia ennesima: il ritardo nei soccorsi. E perché tardano? Perché il governo ha fatto piazza pulita delle Ong che svolgevano una funzione essenziale prima che fossero decimate dai decreti spazzanaufraghi. Quei decreti sono i colpevoli di questa tragedia. Chi li ha votati, forse non se ne rende neppure conto. Pensate che il ministro Salvini, il campione di quella che chiama la “remigrazione”, ha diffuso un biglietto di auguri pasquali con un Crocefisso. Ma che c’entra il Crocefisso? Chissà se Salvini ha mai letto quel passo del Vangelo che attribuisce a Gesù questa frase: “Siate maledetti…perché ero straniero e non mi avete accolto”.

Solo la Chiesa, anche stavolta, si è mobilitata. Monsignor Giancarlo Perego, direttore della fondazione Migrantes, ha scritto questa breve nota: “Si pensa a tutto in questa Pasqua tranne a loro, alle persone in fuga dalle guerre combattute anche con le nostre armi. Alcuni si meravigliano e si irritano perché parliamo di morte, di diritti negati in questa Pasqua. Sono gli Erode della comunicazione e della politica. Speriamo che l’Europa alzi gli occhi sul Mediterraneo e finalmente tuteli chi richiede asilo, con una missione europea nel Mediterraneo e la cessazione degli accordi con la Libia, dove, quelli che fermano e trasportano nei campi le persone in fuga nel Mediterraneo sono gli stessi che lucrano mettendoli in mare. Il caso Almasri lo dimostra. L’Italia e l’Europa sono incapaci di tutelare invece gli interessi dei migranti in fuga, sempre più numerosi da dieci anni a questa parte e sempre più soli. Una vergogna”.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia