Pedopornografia, il giornalista accusato non risponde al gip
Si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha comunque reso dichiarazioni spontanee il giornalista arrestato nei giorni scorsi insieme a un’insegnante nell’ambito di un’indagine per presunto concorso in violenza sessuale su minori e per reati legati alla produzione e detenzione di materiale pedopornografico.
L’uomo è comparso oggi, 17 marzo, davanti al giudice per le indagini preliminari di Roma, Angela Gerardi, per l’interrogatorio di garanzia. Il 48enne ha ricostruito la propria versione dei fatti, “prendendo le distanze dalle accuse e chiarendo le circostanze in cui avrebbe conosciuto la donna”, una docente di 52 anni residente in provincia di Treviso. Gli atti d’indagine saranno trasferiti alla procura di Venezia, competente per territorio rispetto ai reati contestati.

La difesa valuterà se impugnare la nuova ordinanza cautelare che verrà emessa. Nel frattempo, sono arrivati i primi accertamenti forensi sul telefono dell’indagato, fermato alla stazione Termini; le analisi hanno evidenziato contatti con utenti stranieri e scambi di immagini tramite canali Telegram riconducibili a circuiti pedopornografici. L’inchiesta è iniziata dopo la denuncia dell’ex compagno della donna, insospettito dal racconto della figlia, che aveva scoperto sul computer materno conversazioni e file illeciti condivisi con un uomo poi identificato nel giornalista, già vicedirettore di un telegiornale nazionale e dirigente della comunicazione in una società a partecipazione pubblica.
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