Presunti dossier sul Secolo XIX, scontro tra maggioranza e opposizione in consiglio regionale

Mar 18, 2026 - 03:00
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Presunti dossier sul Secolo XIX, scontro tra maggioranza e opposizione in consiglio regionale
consiglio regionale

Genova. Mattinata di dibattito in consiglio regionale sul caso dei presunti dossier dello staff di Bucci contro Il Secolo XIX. Il presidente ligure ha preso la parola a inizio seduta e ha rilanciato: “Siamo parte lesa, nessun comportamento illecito”. Il Pd durante la discussione ha annunciato un esposto alla Corte dei conti.

Gli interventi dell’opposizione

“Ribadiamo con forza la necessità di fare piena chiarezza su una vicenda che riteniamo grave e che coinvolge direttamente il comportamento di chi governa – ha accusato il capogruppo del Pd Armando Sanna -. Proprio per tutelare l’immagine della Liguria chiediamo che quanto emerso venga discusso apertamente e senza ambiguità. Preoccupa il tentativo di minimizzare i fatti, mentre è evidente che la vicenda ha assunto una rilevanza che va oltre i confini regionali. Ancora una volta la Liguria finisce sotto i riflettori a causa di quanto accaduto. Esprimiamo la nostra grave preoccupazione per la reiterata inadeguatezza del presidente della giunta nel garantire il rispetto dei principi di trasparenza, legalità e corretto esercizio del potere pubblico”.

Le dichiarazioni di Bucci sono state irricevibili – continua Stefano Giordano del M5s -. Non siamo di fronte a una polemica politica o a un problema di comunicazione. Siamo di fronte a fatti che, per come sono stati riportati, pongono una questione seria sul rapporto tra istituzioni e informazione. Il punto non è ribadire il diritto di critica, mai messo in discussione. Il punto è un altro, cioè capire se, accanto alla critica, sia esistito un sistema di interlocuzioni, segnalazioni, report e attività che abbia travalicato quel confine. Su questo, oggi, non abbiamo avuto risposte chiare. Inoltre, non abbiamo capito se quei materiali esistano oppure no, chi li abbia prodotti, con quale funzione e se siano stati utilizzati per incidere sull’attività di un giornale. Ed è esattamente questo il cuore della questione”.

“Le comunicazioni del presidente Marco Bucci su questa vicenda non ci hanno convinto assolutamente – interviene Gianni Pastorino della Lista Orlando -. Quello che emerge è un modo di agire che non condivido e che evidenzia una difficoltà evidente del centrodestra nel rapporto con i mezzi di informazione. Non comprendo nemmeno questo proliferare di messaggi in chat, questo continuo intervenire in modo improprio: è un modo di fare politica che non mi appartiene. Ribadisco con chiarezza che, al di là della legittima critica nei confronti degli organi di stampa, i giornalisti devono sentirsi sempre liberi da qualsiasi forma di pressione o di potere”.

“Come si può credere alle parole di Bucci, dopo tutte le balle che ha raccontato in questi anni? La carriera del presidente è costellata da annunci irrealizzati e promesse infondate – accusa Selena Candia, capogruppo di Avs -. “Se fosse confermata l’accusa di avere utilizzato lo staff regionale per schedare i giornalisti e le testate scomode, chiederemo al presidente regionale di risarcire i liguri per il danno erariale. Il personale della Regione deve essere utilizzato per attività pubbliche e istituzionali, non per perseguire finalità personali e di dubbia moralità. Per i dipendenti della Regione, è tassativamente vietato interferire nelle campagne elettorali di altri enti pubblici”.

Gli interventi della maggioranza

“L’opposizione sta alimentando una campagna mediatica e politica che cambia versione di giorno in giorno – commenta Rocco Invernizzi, capogruppo di Fratelli d’Italia -. La vicenda che riguarda il presidente Bucci è un equivoco strumentalizzato, amplificato e trasformato in una polemica politica costruita ad arte. Un copione che, purtroppo, abbiamo già visto molte volte con sterili tentativi di delegittimazione di chi amministra la Regione. Il modus operandi della sinistra lo conosciamo bene: ogni volta che la sinistra perde il confronto democratico e non riesce a convincere gli elettori con le proprie idee, tenta di delegittimare l’avversario. Quando il voto non premia le loro proposte, si cerca di spostare il terreno dello scontro sul fango, sull’insinuazione, sulla polemica costruita”.

“Non c’è stato alcun dossieraggio – rimarca Sara Foscolo, capogruppo della Lega -. Sul conflitto del direttore del Secolo XIX con Regione Liguria, che è parte lesa, il presidente Marco Bucci non si faccia distrarre da polemiche costruite a tavolino. La Lega e la maggioranza sono al suo fianco oggi come ieri, quando ci siamo candidati con lui. Mi piacerebbe sapere dall’attuale sindaco di Genova, o sindaca come preferisce lei, se non abbia mai dovuto chiamare un direttore di un giornale per lamentarsi di qualche articolo. Un sindaco che, proprio ieri, ha fatto pesanti dichiarazioni contro il centrodestra sull’indipendenza degli organi di stampa. Facciamo chiarezza: questa è l’ennesima polemica costruita ad arte e cavalcata dalle sinistre per delegittimare chi governa”.

Quindi Matteo Campora, capogruppo di Vince Liguria: “Trasformare un semplice lavoro di rassegna stampa in quello che viene definito dossieraggio sembra più un tentativo evidente di strumentalizzare politicamente una vicenda ancora tutta da chiarire, con attacchi che sembrano più dettati dalla convenienza politica che dalla ricerca della verità. E allora forse dovremmo porci una domanda più generale: chi politicamente accusa oggi, ha la certezza che da quelle parti il rapporto tra politica e informazione sia davvero limpido? Forse chi oggi grida allo scandalo sembra non voler guardare ciò che accade molto vicino ai suoi occhi. Tante cose non tornano”.

“Esprimiamo la piena solidarietà al presidente Bucci, quello che si sta vedendo sui giornali negli ultimi giorni è deplorevole – aggiunge Marco Frascatore, capogruppo di Orgoglio Genova -. Quando un giornale dichiara e pubblica che il presidente di una regione mente, ci troviamo di fronte ad vero e proprio attacco alle istituzioni. Un attacco che non ha motivo di esistere se non quella strumentale e che nasce da un comportamento legittimo. La critica, anche quando è dura o scomoda, è una parte fondamentale della democrazia ed è stata proprio questa l’essenza del rapporto tra il presidente Bucci e il direttore del Secolo XIX. Senza la possibilità di criticare giornali, media o posizioni editoriali, si rischia di creare una zona intoccabile che non giova a nessuno”.

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