Referendum Giustizia 2026, gli appuntamenti dei leader a pochi giorni dal voto

Mar 17, 2026 - 08:30
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Referendum Giustizia 2026, gli appuntamenti dei leader a pochi giorni dal voto

Piazze, gazebo, volantini; ma anche meme, reel a supporto dell’una o dell’altra tesi, cambi di posizione rinfacciati a suon di post ‘invecchiati male’. Mancano sette giorni al voto del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia e partiti e comitati elettorali si preparano al tutto per tutto.

Gli appuntamenti con i partiti di opposizione

Elly Schlein e Stefano Bonaccini scelgono di giocare ‘in casa’, a Bologna, l’ultima domenica a disposizione. “Voglio rispondere al ministro Nordio: noi vinceremo questo referendum e poi vinceremo le elezioni politiche, andremo al governo e vogliamo essere controllati, perché in democrazia funziona così. Andiamo a votare No al referendum del 22 marzo e poi andremo l’anno prossimo a vincere le elezioni politiche e a cambiare questo Paese”, dice sicura la segretaria Pd.

Il presidente dem concorda: “Mancano pochi giorni. Serve una grande mobilitazione perché credevano di stravincere, oggi temono davvero di perdere. Sono nervosi, hanno paura, straparlano – attacca- Forza, abbiamo l’opportunità di potercela fare, sarebbe un grande segnale. difendiamo la Costituzione, diciamo agli italiani che questa destra si può battere e un minuto dopo il referendum, noi insieme ad Elly e tutto il centrosinistra prepareremo la vittoria del 2027 per mandare a casa il governo Meloni”.

I leader delle opposizioni saranno insieme mercoledì 18 in piazza del Popolo, a Roma, per la manifestazione di chiusura della campagna del Comitato ‘Società Civile per il No nel referendum costituzionale’. Dal palco interverranno, oltre al presidente Giovanni Bachelet, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

Venerdì sera, invece, i leader del campo progressista tireranno la volata al No da palchi diversi. Schlein sarà in piazza Sant’Agostino, a Milano, insieme al sindaco Beppe Sala, mentre in un’altra zona della città, al Teatro Parenti – lo stesso scelto la settimana scorsa da Giorgia Meloni – ci saranno i ‘Progressisti per il Sì’, comitato dall’anima di centrosinistra ma impegnato per l’approvazione della riforma Nordio.

Conte sceglie invece Roma per la chiusura. Il leader M5S dà appuntamento ai suoi con un video postato sui social per venerdì alle 17 al palazzo dei Congressi dell’Eur. Ci saranno, annuncia, Gustavo Zagrebelsky, Enrico Grosso, Marco Travaglio, Andrea Scanzi, Gianrico Carofiglio,Enzo Iacchetti, Ficarra e Picone, Neri Marcorè, Elio Germano, Pif, Stefano Sarcinelli, Francesco Paolo Antoni. “Vi aspettiamo per confrontarci sui veri contributi di questa riforma. Dobbiamo fermarli, dobbiamo votare tutti insieme no”, è il messaggio dell’ex premier.

Weekend di gazebo per Avs: “Anche in questo fine settimana sono centinaia i banchetti in tutta Italia contrassegnati dallo slogan ‘No ai Pieni Poteri’, perché qui al prossimo venerdì occorre continuare e se possibile incrementare ulteriormente ogni sforzo per raggiungere il maggior risultato a favore del No alla controriforma Meloni-Nordio con cui la destra vuole delegittimare il ruolo della magistratura, determinando un controllo politico sulla loro azione”, dice chiaro Fratoianni che sarà martedì a Bari e chiuderà venerdì a Torino in piazza Santa Giulia.

Gli appuntamenti con i partiti di maggioranza

Anche l’altro fronte si prepara all’ultima settimana di battaglia. Il Comitato nazionale Sì Riforma lavora a un evento di chiusura venerdì a Roma insieme a tutti gli altri Comitati del Sì. FdI concluderà la sua campagna giovedì 19. La location scelta, anche in questo caso, è il palazzo dei Congressi dell’Eur. Sarà la responsabile segreteria del partito e sorella della premier (che in quelle ore sarà impegnata a Bruxelles per il Consiglio europeo) Arianna Meloni a introdurre i lavori che prevedono gli interventi, tra gli altri, del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, dell’ex vicepresidente della Corte Costituzionale Nicolò Zanon, la presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo, e dell’ex pm di Mani Pulite Antonio Di Pietro.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio dovrebbe invece chiudere tra Padova e Venezia. Non ci sarà un’iniziativa finale per FI: parlamentari e dirigenti, viene spiegato, continueranno a “stare in modo capillare sul territorio, con iniziative nei mercati e nelle zone popolari”, attivando “tutti gli strumenti per arrivare il più vicino possibile alle case degli elettori”.

Gazebo in tutta Italia anche per la Lega, già da questo weekend. Matteo Salvini si mostra ottimista: “Dicono che Correggio (Reggio Emilia) sia ‘rossa’, ma stamattina alla Fiera di San Giuseppe ho trovato un’accoglienza straordinaria! Volantini esauriti, ragazzi che chiedevano adesivi e braccialetti, signore che chiedevano info sul referendum, tante foto, strette di mano e sorrisi” scrive sui social postando una foto che lo ritrae insieme ai militanti che mostrano i volantini ‘Io voto Sì’.

Verso il referendum: le polemiche social

Non solo piazze e periferie, però. Anche sul web lo scontro si accende e non mancano le polemiche. FdI punta il dito contro il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli colpevole di aver rilanciato sui suoi canali sociale a premier Giorgia Meloni ritratta in un ospedale psichiatrico, con la camicia di forza, mentre uno psichiatra che le chiede: ‘E dimmi Giorgia questi magistrati che liberano spacciatori e pedofili sono qui in questa stanza con noi?’.

“Non è satira né critica politica. È semplicemente linguaggio da hater. E sorprende ancora di più quando a usarlo è un parlamentare della Repubblica”, accusa il deputato di Fratelli d’Italia Antonio Baldelli. “Lo ritiri immediatamente e chieda scusa. Siamo di fronte a un gesto inaccettabile che nulla ha a che vedere con la critica politica, ma che va oltre. Il classico linguaggio d’odio tipico di un leone da tastiera ma stavolta in giacca e cravatta, e quello che è più grave da un parlamentare della Repubblica”, gli fa eco la vicecapogruppo alla Camera Augusta Montaruli.

Attacca invece una vignetta utilizzata dalla Camera Penale di Cosenza il Comitato Giusto Dire No. “Per com’è stata congegnata rappresenta il paradigma della legge Nordio attraverso un’ascia che taglia in due il corpo di un magistrato”, denuncia il presidente Antonio Diell.

“Noi non pensiamo che rappresentare un magistrato fatto a pezzi sia satira, pensiamo che sia l’utilizzo di un linguaggio violento, che inquina il dibattito referendario nel presente e che corre il rischio di inquinare a lungo il rapporto tra le istituzioni di questo Paese, a prescindere dall’esito del voto. Ci auguriamo che non si debba aspettare una settimana prima di ricevere una presa di distanza da parte dei sostenitori del sì e, soprattutto, che questa presa di distanza arrivi. Almeno in questo caso”, conclude.

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