Referendum Giustizia 2026, vittoria del No. Meloni: “Rispettiamo decisione italiani, avanti con determinazione” – La diretta

Mar 23, 2026 - 18:00
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Referendum Giustizia 2026, vittoria del No. Meloni: “Rispettiamo decisione italiani, avanti con determinazione” – La diretta

Il ‘No’ ha vinto nel referendum sulla Giustizia 2026. Le si sono chiuse alle 15 ed è apparso subito chiaro, dai primi instant poll, che i voti contrari alla riforma erano in vantaggio. La premier Giorgia Meloni ha preso atto della sconfitta: “Rispettiamo la decisione degli italiani, andremo avanti con determinazione”.

Referendum Giustizia 2026, i risultati in diretta
Tutte le notizie sul referendum sulla riforma della Giustizia del 22 e 23 marzo in diretta
Inizio diretta: 23/03/26 10:58
Fine diretta: 23/03/26 23:30
Anm: "Ha vinto la Costituzione, voto è punto di partenza"

“Ha vinto la Costituzione”. Così in una nota la Giunta esecutiva centrale dell’Anm che sottolinea come “oggi è un bel giorno per il nostro Paese. Non per la magistratura, ma per tutte le cittadine e i cittadini. Questo risultato tuttavia non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza”. “Abbiamo contribuito a preservare l’autonomia e l’indipendenza della giurisdizione, proteggendo la Costituzione – si legge nella nota -. I cittadini hanno democraticamente confermato la bontà delle nostre scelte e delle nostre indicazioni sui problemi reali della giustizia. Ringraziamo tutti coloro che si sono impegnati con noi in questi mesi a difesa della Costituzione. La relazione con la società civile ha arricchito la magistratura e sapremo trovare gli strumenti perché questa ricchezza sia condivisa e vada a beneficio di tutto il Paese”. “Abbiamo assistito a una mobilitazione importante, che nasce dal confronto con la società civile e che si è tradotta in una partecipazione democratica al voto che restituisce un senso di appartenenza alle istituzioni repubblicane che è il modo migliore per festeggiare gli 80 anni del suffragio universale”, conclude l’Anm.

In sede Anm Napoli brindisi, 'Bella Ciao' e cori contro governo

Nella sede napoletana dell’Associazione nazionale magistrati, mentre il ‘No’ appare in chiaro vantaggio al referendum, alcuni magistrati hanno festeggiato tra brindisi, canti e slogan contro il governo intonando la canzone ‘Bella ciao’ e ‘Chi non salta Meloni è’.

Abbracci e sorrisi, stato maggiore Pd riunito al Nazareno

Stato maggiore del Pd riunito al Nazareno dopo la vittoria del No al Referendum sulla riforma della giustizia. Deputati, senatori e dirigenti si sono ritrovati, tra abbracci e sorrisi, sulla terrazza della sede del partito in attesa della conferenza stampa della segretaria Elly Schlein. “Il popolo c’è. La narrazione che da tre anni fa il Governo, il ‘va tutto benissimo’ non regge la realtà”, commenta il capogruppo al Senato Francesco Boccia. “Adesso per Meloni sarà più difficile cambiare la legge elettorale”, azzarda qualcun altro.

Tajani: "Riconosciamo risultato negativo, basta toni da guerra civile"

“Riconosciamo il risultato negativo, ma il nostro lavoro per cambiare l’Italia continua sulla base del mandato elettorale che abbiamo avuto. Spero che nessuno usi più toni da guerra civile come quelli che abbiamo sentito da alcuni dei nostri avversari in questa campagna referendaria. Vorrei che fosse invece un dialogo pacifico, sereno, attento alle ragioni della controparte. La giustizia è troppo importante per tutti per continuare ad essere materia di una contesa politica inconcludente”. Così in una nota il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani.

Scrutinate tutte le sezioni Italia, affluenza definitiva al 58,93%

L’affluenza definitiva al voto per il referendum sulla riforma della Giustizia, quando sono state scrutinate tutte le sezioni in Italia, è del 58,93%.

Tajani: "Riforma giustizia rimane sul tavolo, non rinunceremo mai"

“La riforma della giustizia rimane un tema sul tavolo, e non rinunceremo mai ad occuparcene. Durante la campagna per il voto tutti hanno riconosciuto che questa necessità esiste, pur dividendosi sulle soluzioni. Io voglio ringraziare dal profondo del cuore i milioni di cittadini che ci hanno ascoltato, nonostante la complessità tecnica della materia”. Così in una nota il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani. “Non sono voti con un colore politico, sono voti per una giustizia giusta. E noi non lasceremo inascoltata la richiesta che hanno espresso. Ringrazio in particolare le decine di migliaia di volontari, di attivisti di Forza Italia, così come quelli che non hanno tessera di partito, che si sono mobilitati negli ambienti più diversi per il Sì. È stato un impegno civico di straordinario valore, saranno una grande risorsa per il Paese anche in futuro”, ha aggiunto.

Conte: "Apriamo a primarie che non siano di partito"

“Non possiamo soffocare la primavera di democrazia e la richiesta che arriva da questo voto”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte commenta dalla sede del partito i dati dello spoglio delle urne sul referendum della giustizia. “Per la leadership del centrosinistra ci apriamo a primarie che non siano di apparato partitico ma aperte come occasione per tutti i cittadini”.
“Serve una discussione ampia per trovare il o la migliore interprete del programma di alternativa”, continua. “Oggi c’è un fatto nuovo. Non è più un criterio tra i tanti. Questa primavera democratica si apre all’insegna della partecipazione. Questa affluenza sta a significare che i cittadini vogliono scegliere”.

Calenda: "Italia si mobilita contro, voto è giudizio su Governo"

“Come ampiamente e pubblicamente previsto ha prevalso il No. L’Italia ha una tradizionale propensione a mobilitarsi ‘contro’ che è stata favorita anche da una campagna sbagliata e inutilmente aggressiva della destra che ha determinato una reazione di rigetto del paese che va oltre il merito della riforma. E’ chiaro che dietro ai numeri di questa partecipazione – comunque straordinaria e positiva, soprattutto di questi tempi – c’è anche un giudizio sulla qualità del governo nell’affrontare i problemi economici, sociali e internazionali. Io credo che la vicinanza, mai smentita, a Trump abbia danneggiato molto Meloni e l’esecutivo. Esiste la necessità di dare rappresentanza a chi vuole che il paese cambi e che oggi si trova intrappolato tra gli opposti estremismi di destra e sinistra”. Così il leader di Azione Carlo Calenda.

Tajani: "Ci inchiniamo a volontà popolo, per governo non cambia nulla"

“Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l’importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l’Italia più libera. Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto”. Così in una nota il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani. “Per l’attività di governo non cambia nulla: lo abbiamo detto per tutta la campagna elettorale, noi abbiamo unicamente chiesto un voto sul merito della riforma, non un voto sull’esecutivo. Il voto sul governo sarà l’anno prossimo alla scadenza della legislatura e allora, non oggi, gli italiani decideranno se abbiamo lavorato bene o male. E di sicuro troveranno ancora una volta insieme Forza Italia con le altre forze del centro-destra”, aggiunge.

Conte: "Zero riforme in 4 anni, è avviso di sfratto a Meloni"

“Meloni può dire quel che vuole ma non può trascurare che arriva dalla popolazione un avviso di sfratto rispetto al fallimento di un’unica riforma vera che hanno portato in 4 anni”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte commenta dalla sede del partito i dati dello spoglio delle urne sul referendum della giustizia.
“Il governo non può pensare di proseguire senza assumersi la responsabilità politica di questo passaggio – aggiunge – e noi lo batteremo alle urne”.

Conte: "Voto politico, hanno creduto più in De Raho che in Santanchè"

Quello che arriva dal referendum “è un voto molto politico”, gli italiani “hanno creduto più in De Raho che in Santanchè”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte commenta dalla sede del partito il voto sul referendum della giustizia.

A Napoli il No supera il 75%

A Napoli, quando sono state scrutinate 877 sezioni sulle 883 totali, il no è al 75,51% con 262.726 voti. Il Sì, invece è al 24,49% con 85.190 preferenze.

M5s Europa: "Grande vittoria della democrazia"

“La vittoria chiara e inequivocabile del no al referendum sulla giustizia è prima di tutto una grande vittoria della democrazia. Gli italiani hanno dimostrato di credere in una giustizia indipendente, autonoma e capace di garantire diritti e tutele senza pressioni politiche. Oggi ha vinto la Costituzione e ha perso l’arroganza del potere”. Così la delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo in una nota. “La vittoria del no rappresenta anche un monito per le Istituzioni europee. Troppe volte in passato abbiamo subito i silenzi e le pacche sulle spalle della Commissione europea sui continui attacchi allo Stato di diritto nel nostro Paese. I cittadini italiani oggi hanno ribadito che non possono essere compromessi quando sono in gioco i diritti e la libertà. Questo è il monito che la maggioranza dei cittadini italiana manda al governo Meloni ma anche a tutta l’Ue”, conclude la nota. 

Pascale: "Tajani non ha leadership, tolga nome Berlusconi da simbolo"
Francesca Pascale

 “Ovviamente oggi non è una giornata felice, mi dispiace moltissimo perché nel simbolo di Forza Italia c’è scritto ‘Berlusconi presidente’ e quel cognome o si onora e si rispetta oppure si mette il cognome di chi rappresenta quel partito. E quindi se Tajani è così forte all’interno di Forza Italia, se è stato così bravo a fare il tesseramento – cosa che Berlusconi non amava, non amava il partito delle tessere – se è così forte metta il suo cognome e vediamo quanti voti riesce ancora a prendere Forza Italia. Tajani è stato bravissimo per questo percorso fatto senza Berlusconi ma per me non ha mai avuto la leadership. Non sono nella condizioni di dire che dovrebbe dimettersi ma c’è una comunità che non si sente rappresentata. Dovrebbe rendersi conto che quando si è amati a metà bisogna fare i conti con l’introspezione”. Così Francesca Pascale conversando con i cronisti nei pressi di Montecitorio a proposito dell’esito del referendum sulla giustizia. “Non voglio puntare il dito contro gli altri ma purtroppo i partiti sono chiusi e mi dispiace fortemente che Forza Italia continua ad essere un partito chiuso – prosegue -. Molti ci provano, Occhiuto ad esempio, ad avanzare e a scalare il partito, a immaginare di dare un aspetto diverso e più progressista, però si fa fatica. In Forza Italia mi rappresenta una parte minoritaria, e sono molto grata al lavoro che ha fatto Giorgio Mulè. Berlusconi ne sarebbe molto orgoglioso”. 

Conte: "Nuova primavera politica, cittadini vogliono cambiare pagina"

“Il risultato mi sembra chiaro, anzitutto larghissima partecipazione e chiara sonora vittoria del No, questo ci rallegra molto. L’impegno è stato enorme del M5S e di altre forze progressiste del Paese”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte commenta dalla sede del partito i dati dello spoglio delle urne sul referendum della giustizia. “Questo risultato sottolinea la grande rimonta perché fino a qualche mese fa il Sì era dato in netto vantaggio – prosegue -, si apre una nuova stagione, una nuova primavera politica dove i cittadini sono protagonisti, vogliono voltare pagina e chiedono nuova politica più attenta alle persone e meno a tutelare i politici dalle inchieste”.

Sì in vantaggio in 3 regioni, guida Friuli Venezia Giulia con 54,51%

Il Sì al referendum sulla giustizia è in vantaggio in 3 regioni in Italia, con dati non anocra definitivi ma che si vanno consolidando. A guidare la pattuglia il Friuli Venezia Giulia dove il sì è al momento al 54,51% (no al 45,49%). Seguono il Veneto (58,01 sì e 41,99% no) e la Lombardia (53,77% sì e 46,23% no).

 

Bachelet: "Abbiamo difeso onore toghe, risultato serve a tutti"

Abbiamo “semplicemente difeso l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e anche l’onore della magistratura rispetto a una campagna di denigrazione francamente inqualificabile”. Così Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Società Civile per il No, intervenendo in conferenza stampa a Roma. “Siamo contenti, pensiamo che questo risultato non serve a noi, neanche magistrati, ma serve a tutti i cittadini, alla loro uguaglianza di fronte alla legge e, quindi, serve anche ai nostri avversari. Penso che nel medio e lungo periodo saranno contenti di non aver vinto”, ha aggiunto.

In Campania il No è al 65,48%

Il No è in vantaggio in molte regioni italiane, quando le sezioni non sono state ancora del tutto scrutinate, ma i dati iniziano a consolidarsi. Dai dati presenti sul portale Eligendo del Ministero dell’Interno, la Campania guida le regioni italiane che hanno votato No, con il 65,48% delle preferenze espresse contro la riforma della giustizia (il sì è al 33,91%). Seguono la Sicilia con il 61,25% dei No (sì al 38,75%) e la Basilicata con 60,34% per il No (il Sì è al 39,66%).
Di seguito le altre regioni: Liguria (57,56% sì e 43,44% no); Sardegna (59,22% No e 40,78% sì); Toscana (No 58,12% e 41,88% il Sì); Emilia Romagna (57,11% no e 42,89% sì); Calabria (56,73% no e 43,27% sì); Lazio (54,99% No e 45,01% Sì); Abruzzo (51,73% no e 48,27% sì); Marche (53,81% sì e 46,19% no); Molise (53,76% no e 46,24% sì) Piemonte (53,14% no e 46,86% sì); Puglia (57,09% no e 42,91% sì); Trentino Alto Adige (50,6% No e 49,4% sì); Umbria (51,66 no e 48,34% sì).

Sala: "Vittoria No ci dice che Paese è contendibile"

“Il No dei milanesi e degli italiani è una gran bella notizia. Sono personalmente soddisfatto per l’affluenza alle urne a Milano. Che questo Referendum fosse ampiamente politicizzato è fuori di dubbio. Ma come ho avuto modo di dire pubblicamente, anche venerdì dal palco del NO, andava data una forte risposta politica. E questa risposta è arrivata. Con questa vittoria si ottengono due risultati: si ribadisce che la Costituzione non è immodificabile, ma qualunque modifica deve portare ad un miglioramento delle regole democratiche. E in secondo luogo, questa vittoria ci dice che il Paese è contendibile. Ripartiamo da qui”. Così il sindaco di Milano, Beppe Sala, commentando sui social il risultato del referendum sulla riforma della giustizia.

 

Grosso (Giusto Dire No): "Oggi ha vinto la Costituzione"

“Oggi ha vinto la Costituzione ed ha perso chi voleva affievolire le garanzie e l’indipendenza della magistratura. Abbiamo trattato gli elettori da adulti e gli elettori hanno saputo rispondere da persone adulte”. Così il presidente del Comitato Giusto Dire No Enrico Grosso, dopo la vittoria del No al referendum. Poi ha aggiunto: “Siamo molto soddisfatti del risultato e che il nostro messaggio sia stato capito. La maggioranza degli italiani ci ha premiato per la nostra sincerità”.

 

Nordio: "Prendo atto decisione popolo, no a significato politico"

“Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall’articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale”. Così il Ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito al risultato del referendum sulla riforma costituzionale. “Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell’elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l’alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia”, aggiunge Nordio.

Applausi e lacrime, festeggiano le toghe di Milano

Applausi, abbracci e anche qualche momento di commozione in Tribunale di Milano. È il clima che si respira in queste ore nella sala della sezione milanese della Anm dove decine di magistrati si sono riuniti per attendere l’esito definitivo del voto del referendum sulla giustizia, seguendo i primi exit in poll in tv. Sono scoppiati applausi scroscianti di fronte ai dati che danno il ‘No’ in netto vantaggio pure di fronte all’invito ad attendere lo spoglio definitivo. Presenti per alcuni minuti, al primo piano del palazzo di giustizia nell’aula dedicata a Guido Galli ed Emilio Alessandrini, anche alcuni legali che pubblicamente si sono schierati in questi mesi contro la riforma costituzionale, come gli avvocati Mauro Straini, Eugenio Losco e Giacomo Lunghini.

Meloni: "Rispettiamo decisione italiani, andremo avanti con determinazione"

“La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L’abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini e i cittadini hanno deciso e noi come sempre rispettiamo la loro decisione”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video pubblicato sui social. “Resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia – sottolinea la premier – ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato”. “Andremo avanti come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l’Italia e verso il suo popolo”, conclude Meloni.

 

Magi: "Meloni ha meritato di perdere, ora stop legge elettorale"

“Da favorevole alla separazione delle carriere dei magistrati dico che Meloni ha meritato di perdere questo referendum. E ha fatto un danno al Paese. La riforma Nordio era scritta male e propagandata peggio”. Lo afferma il segretario di +Europa Riccardo Magi. “Scritta male, perché il governo ha chiuso ogni spazio di confronto: non un autentico iter costituzionale, nessuna apertura agli emendamenti. Hanno ignorato anni di lavoro e proposte precedenti, anche radicali. Propagandata peggio perché Meloni in questa campagna referendaria ha mostrato che la deriva orbaniana nel nostro Paese è già in atto: quando la Presidente del Consiglio interviene su inchieste in corso, suggerisce imputazioni, contesta giudici, non è più solo comunicazione aggressiva ma qualcosa di più grave: è un’idea di potere che travolge la separazione dei poteri e lo stato di diritto costituzionale. Meloni e il suo governo prendano atto del fallimento e tolgano di mezzo una pessima e antidemocratica legge elettorale. Ora riformare la giustizia tocca a chi è davvero garantista: giustizia significa anche depenalizzazione, fine dell’uso politico del diritto penale e dei “pacchetti sicurezza”, carceri dignitose. E va costruita un’alternativa politica, anche su queste battaglie, al governo di Giorgia Meloni”, conclude Magi.

Sallusti (Sì Riforma): "Battaglia persa ma niente drammi"

“È stata una battaglia persa, ma che rifarei dall’inizio alla fine, ne prendiamo atto senza particolari drammi. Io non sono un soggetto politico, né questo comitato è un soggetto politico. La prima osservazione è che di riforma della giustizia se ne parlerà tra tanti e tanti anni e ancor più la stagione riformista non dico che viene archiviata, ma subisce un forte rallentamento”. Lo ha detto Alessandro Sallusti, portavoce del Comitato Sì Riforma, a SkyTg24. “Sono certo che al governo non abbiamo dei bambini che vanno via con il pallone perché hanno perso la partita. Con grande responsabilità toccherà al governo ricucire gli strappi che ci sono stati in questa campagna elettorale”, ha aggiunto.

 

Zanon: "Ci abbiamo messo la faccia, combattuto contro falsità"

“Noi siamo orgogliosi di averci messo la faccia. Abbiamo combattuto una battaglia, secondo noi, di civiltà giuridica. Abbiamo dovuto combattere fin dall’inizio contro affermazioni palesemente false. Ricordate quei manifesti in stazione che parlavano del magistrato sotto controllo del governo? Questo è un messaggio che ha fatto effetto secondo noi. Secondo noi, anche spaventato una parte di elettorato moderato. Noi abbiamo impostato la campagna referendaria sul merito. Se c’è un rimprovero che nessuno può farci è di non aver parlato del testo”. Sono le prime parole del presidente del comitato Sì Riforma Nicola Zanon a commento dei primi risultati del referendum costituzionale che vede il No in vantaggio.
“Al momento il risultato non è definitivo, ma c’è un paese abbastanza spaccato. Non sulla costituzione ma sul sentimento nei confronti della magistratura. Credo che da domani bisognerà rimettere insieme le macerie che questa campagna ha creato”.

Landini: "Maggioranza Paese chiede anche cambiamento politiche economiche"

“Credo che la maggioranza di questo Paese chiede un cambiamento anche delle politiche economiche e sociali. Con questo voto oltre alla difesa della democrazia e della magistratura, credo ci sia la richiesta di una diversa politica che rimetta al centro il lavoro, il valore della pace e il valore dell’eguaglianza sociale”. Così il leader della Cgil, Maurizio Landini, parlando in conferenza stampa a Roma.

Avs: "Da domani serve coraggio opposizioni, stop tentennamenti"

“Abbiamo visto crescere un’onda, hai voglia a dire che il risultato non è politico. E’ un dato clamoroso. Da qui in avanti cambia la musica. La prima cosa da fare, lo dico a Elly Schlein e Giuseppe Conte, è mettiamo in campo un’alternativa, prendiamoci un impegno, invece di cambiare la Costituzione impegniamoci per attuarla. Se a partire da domani le opposizioni costruiscono una proposta coraggiosa e la fanno vivere non solo nel Palazzo ma anche nel Paese, penso che questo voto possa rappresentare un passo decisivo”. Così il coportavoce di Avs Nicola Fratoianni ai microfoni di la7. “Azione, ancor più che Iv, si sono impegnati pancia a terra a favore del referendum e farà i conti con il suo errore, noi faremo i conti con il nostro risultato – ha aggiunto – da domani serve coraggio, poca ambiguità e stop tentennamenti: una proposta coraggiosa”. La vittoria del No al referendum “è un segnale politico rilevante, è una sconfitta politica per Giorgia Meloni – ha aggiunto Angelo Bonelli – La Costituzione va applicata, non va smontata come la destra vorrebbe fare. Oggi i piani di Giorgia Meloni, delle sue riforme elettorali e costituzionali successive, penso al premierato, cadono d’emblée in una giornata straordinaria per la democrazia italiana”.

Renzi: "Meloni ha perso tocco magico, possiamo vincere politiche"

“Spero che il centrosinistra rapidamente vada alle primarie perché da oggi è chiaramente ed evidentemente nelle condizioni di vincere le politiche. E’ evidente che la partita di oggi segna la fine del tocco magico di Meloni. Io ci sono passato, quando un leader perde il tocco magico, in tanti se ne vanno”. Così il leader di Italia viva Matteo Renzi intervenendo a ‘Radio Leopolda’.

Renzi: "Io mi sono dimesso, Meloni abbia coraggio e prenda atto voto"

“Meloni si deve dimettere? Non voglio dire quello che deve fare, io mi sono dimesso da presidente del Consiglio, da segretario del Pd e non mi sono dimesso da parlamentare perché non ero parlamentare. Sono uscito da Chigi che non avevo un lavoro, poi sono tornato quanto ho preso i voti. Per prendere atto di un risultato del referendum ci vuole coraggio. Io penso che in politica ci sono tanti Don Abbondio, ma non si può perdere un referendum e uscire fischiettando”. Così il leader di Italia viva Matteo Renzi intervenendo a ‘Radio Leopolda’.

Bachelet: "Contento per vittoria, come quella partigiana"

“Sembra proprio che il no abbia vinto, io sono molto contento. E’ stata una battaglia per la difesa dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura”. Così Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Società Civile per il No, ai microfoni del Tg1. “Sono contento e penso sia una vittoria come quella della lotta partigiana o del referendum con pochissimo margine tra monarchia a Repubblica e non solo per noi ma anche per tutti quelli del Sì, perché è una garanzia per tutti i cittadini e tutti saranno contenti nel lungo periodo che abbia vinto il no”, ha aggiunto.

A Milano il No è al 58,17%, il Sì al 41,83%

In base alle 587 sezioni scrutinate sulle 1.249 totali, a Milano il No è in vantaggio con il 58,17% dei voti, il Sì è al 41,83%.

A Roma il No è al 60,83%, il Sì al 39,17%

In base alle 1.546 sezioni scrutinate sulle 2.559 totali, a Roma il No è in vantaggio con il 60,83% dei voti, il Sì è al 39,17%.

YouTrend: "Vittoria del No, vantaggio incolmabile"

Secondo le proiezioni di YouTrend per Sky TG24 al referendum della giustizia, ha vinto il No. Questo è quanto rileva l’istituto di ricerca diretto da Lorenzo Pregliasco stando ai dati parziali. “Vittoria del No al Referendum costituzionale della giustizia, con 20.932 sezioni su 61.533 il vantaggio è ormai incolmabile”, si legge sull’account X di YouTrend.

FdI: "Riforma era in programma centrodestra, agenda non cambia"

“Era un provvedimento che noi avevamo nel programma elettorale, avevamo il dovere di portarlo avanti perché era un impegno che avevamo assunto nei confronti degli italiani a cui abbiamo chiesto esprimersi”. Così il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, allo speciale di La7 sul referendum sulla giustizia. Se adesso serve una riforma elettorale? “Non credo che cambi la nostra agenda parlamentare – ha spiegato -, perché come avevamo detto fin dall’inizio le vicende attinenti alla consultazione referendaria era sganciata”.

Conte: "Ce l'abbiamo fatta, viva la Costituzione"

 “Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!”. Così il leader M5S Giuseppe Conte sui social.

A Napoli il No al 76,10%

In base alle 716 sezioni scrutinate sulle 883 totali, a Napoli il No è in vantaggio con il 76,10% dei voti, il Sì è al 23,9%.

Dati reali con metà sezioni scrutinate, Sì al 45,37% No al 54,63%

Scrutinate circa la metà delle sezioni (30.242 su 61.533), secondo i dati riportati dalla piattaforma Eligendo del Viminale il Sì al referendum sulla riforma della giustizia si attesta al 45,37% mentre il No raggiunge il 54,63%.

Renzi a Meloni: "Quando popolo parla palazzo deve ascoltare"

“C’è un fatto politico enorme. C’è una sconfitta sonora del Governo e del modo arrogante con il quale ha voluto fare questa riforma costituzionale. Quando il popolo parla, cara Giorgia Meloni, il palazzo deve ascoltare. Questo è il messaggio che arriva forte e chiaro”. Così il leader di Italia viva Matteo Renzi intervenendo a ‘Radio Leopolda’.

FdI: "Detto dall'inizio che non incideva sul governo"

“Noi avevamo detto fin dall’inizio che questo referendum non incideva sulle sorti del governo, né in un senso né nell’altro. Lo abbiamo detto prima e lo diciamo adesso”. Così il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, allo speciale di La7 sul referendum sulla giustizia.

Bignami (FdI): "Quando italiani votano risultato sempre da accettare"

“È ovvio che quando gli italiani si esprimono è sempre da accettare quello che è il risultato e come si esprimono, tanto più che in questa tornata c’è stata un’affluenza particolarmente significativa, elevata, e credo che sia sempre una buona notizia”. Così il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, allo speciale sul referendum su La7.

Giani, affluenza incredibile, orgoglioso della Toscana e di Firenze

“Un’affluenza incredibile. Vedremo dove si è indirizzata”. Così il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, parlando con i giornalisti dei dati sulla partecipazione al voto al Referendum sulla giustizia. In Toscana l’affluenza ha superato il 66%. “Sono molto felice perché comunque io credo nel referendum, nelle varie forme in cui si esprime – ha proseguito – Credo profondamente nella democrazia. Per un esponente del Partito Democratico è l’essenza. Il fatto che si ritorni a votare è un fatto molto importante. Significa che in questo caso i toscani, gli italiani hanno capito quanto fosse importante. Comunque sia, io mi sento orgoglioso di vedere la Toscana, di vedere la mia città, Firenze, in testa alle classifiche nazionali. Siamo sempre una regione che sa dare alla democrazia il valido contributo delle idee e della partecipazione”.

A Venezia affluenza del 63,13%

Il Servizio elettorale del Comune di Venezia ha reso noto i dati sull’affluenza alle urne alle ore 15 di oggi, lunedì 23 marzo, per il referendum confermativo della legge costituzionale recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” di domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026.
L’affluenza finale rilevata è di 115.714 elettori su 183.292 aventi diritto, pari al 63,13%.

 

In Valle d'Aosta affluenza al 58,59%

La percentuale di affluenza definitiva al voto in Valle d’Aosta è stata del 58,59 %, con 57.390 votanti sui 97.949 cittadini chiamati al voto.

Caiazza (Sì Separa): "Voto politico, campagna mistificazione formidabile"

Il No in vantaggio al referendum sulla giustizia? “Aspetterei ancora un po’, il segnale sembrerebbe questo e in democrazia si prende atto dei risultati. Questo è stato un voto certamente politico che ha in larga parte trasceso il contenuto tecnico. Noi abbiamo cercato di concentrare l’attenzione dei sindaci sul reale contenuto della riforma”. Lo ha detto Gian Domenico Caiazza, presidente del Comitato Sì Separa, a SkyTg24. “Certamente nel fronte del Sì sono state commesse delle imprudenze o delle leggerezze comunicative”, ha aggiunto. “Sul significato politico non voglio prendere un terreno sul quale non ho titolo, bisognerà distinguere fra il voto metropolitano e quello in provincia, fra il Nord, il Centro e il Sud. Questa era ed è una grande occasione di riforma e di modernizzazione della giustizia in questo Paese. Si tenga conto della forchetta strettissima del voto”, ha detto ancora. “Per me il dato certamente più condizionante è stata una campagna formidabile di mistificazione del contenuto della riforma. Se” lo sostiene “il procuratore capo della più grande procura d’Europa, il cittadino dà fiducia a lui e non certo a me”, ha sottolineato Caiazza.

A Bologna affluenza al 71,64%

Per il referendum costituzionale hanno votato 207.897 elettori, pari al 71,64% dei cittadini aventi diritto Si è votato in 445 seggi ordinari. Il totale degli aventi diritto nel Comune di Bologna è di 290.209.

Speranza (Pd): "Ma che bella giornata!"

“Ma che bella giornata!”. Lo scrive sui social il deputato Pd ed ex ministro della Salute Roberto Speranza, mentre è in corso lo spoglio delle schede del referendum sulla riforma della giustizia.

In Alto Adige affluenza definitiva al 38,88%

Il dato definitivo sull’affluenza in Alto Adige è del 38,88%, il più basso d’Italia. Non una novità in senso assoluto, visto lo storico disinteresse della popolazione di madrelingua tedesca per questo tipo di consultazioni elettorali. Anche i dati scorporati mostrano un andamento simile: nelle città l’affluenza resta a buoni livelli (Bolzano 58,46%, Laives 57,38%, Merano 46,45%), mentre nei paesi di montagna ci sono i dati più bassi in assoluto (Malles Venosta 19%, Curon Venosta 16,96%, Martello 18,06%). A livello regionale, il dato si assesta intorno al 52%, trainato dall’affluenza in provincia di Trento che supera il 65%.

Seconda proiezione Opinio-Rai, sì 46,1% no 53,9%

In base alla seconda proiezione del Consorzio Opinio Italia per la Rai per il referendum sulla riforma della giustizia, il No è al 53,9%, il Sì è al 46,1%.

Affluenza Liguria oltre 62%, tra province in testa Genova e Spezia

Urne chiuse da un’ora anche in Liguria, arriva il dato sull’affluenza che conferma la regione sopra la media nazionale in attesa dell’esito del voto referendario sulla giustizia. Alle 15 di oggi, numeri del ministero dell’Interno, su base ligure aveva votato il 62,24% degli aventi diritto, contro il 58,89% su base italiana. Tra le province liguri in testa lo Spezzino con il 63,85% dei cittadini al voto, segue Genova col 63,37, poi savonese e imperiese.

 

Caiazza (Sì Separa): "In ogni caso metà Paese voleva riforma"

“In ogni caso metà del Paese voleva questa riforma”. Così l’avvocato Giandomenico Caiazza, presidente del comitato Sì Separa, intervistato a Rai1 commenta i primi exit poll sul referendum.
“I precedenti referendum costituzionali hanno visto una forchetta tra il sì e il no di almeno del 20% – aggiunge -. Per esempio nel referendum Renzi e ancora di più quello sulla riduzione dei parlamentari. Stiamo parlando di un distacco in questo momento di pochissimi punti”. “Se questo è l’ordine di grandezza – prosegue -. Noi stiamo parlando di un paese su un tema di questa importanza diviso radicalmente in due”.

A Napoli affluenza definitiva al 49,51%

A Napoli l’affluenza definitiva è al 49,51% sulla base delle 883 sezioni della città. Il numero di votanti è stato di 352132 sui 711257 aventi diritto.

A Milano affluenza parziale al 65%

Con la chiusura delle urne, il primo dato dell’affluenza parziale al referendum per la riforma della Giustizia a Milano si attesta al 65,13%, sulla base di 857 sezioni esaminate su 1.249, su un totale di 951.417 elettrici ed elettori aventi diritto. Le operazioni di voto si sono svolte regolarmente nelle 1.249 sezioni allestite in 162 sedi scolastiche su tutto il territorio cittadino, senza particolari criticità.

Nel corso delle giornate di domenica 22 e lunedì 23 marzo, l’Amministrazione comunale ha garantito l’apertura straordinaria dell’Ufficio Elettorale di via Messina 52/54, del salone centrale di via Larga 12 e delle sedi anagrafiche decentrate, per il rilascio delle tessere elettorali e delle carte di identità in urgenza. Complessivamente, dal 1° febbraio ad oggi, sono state rilasciate 71.935 tessere elettorali, a supporto della partecipazione al voto. Il 69% in più se paragonato al medesimo periodo relativo all’appuntamento referendario dell’anno scorso – quando il Comune di Milano ha erogato 42.375 tessere elettorali – e addirittura il 95% in più rispetto al settembre 2022, in occasione delle elezioni politiche, con 36.866 tessere.

L’organizzazione della consultazione ha coinvolto 3.747 scrutatori e 1.249 presidenti di seggio, altrettanti segretari, oltre al personale comunale impegnato nelle attività di coordinamento e assistenza, in collaborazione con le Forze dell’Ordine. L’Amministrazione ha inoltre garantito, come per ogni consultazione elettorale, i servizi di voto assistito e domiciliare per le persone più fragili, nonché l’accessibilità delle sezioni elettorali.

“Siamo felici – afferma l’assessora ai Servizi civici Gaia Romani – per l’alta partecipazione registrata, che si è tradotta anche in un grande impegno da parte degli uffici comunali. In quattro anni e mezzo questo è già il sesto appuntamento elettorale per la città, un dato che restituisce la dimensione del lavoro sostenuto dall’Amministrazione. Un indicatore significativo è rappresentato dal numero di tessere elettorali erogate in questo periodo, in aumento di oltre il 69% rispetto al referendum dello scorso anno. Una mole così rilevante di consultazioni avrebbe potuto generare criticità: al contrario, in questi anni si è fatto tesoro delle esperienze precedenti, migliorando progressivamente l’organizzazione. Siamo quindi complessivamente soddisfatti del risultato e desidero ringraziare i dipendenti comunali, insieme a tutti i cittadini e le cittadine che hanno prestato servizio ai seggi, per il contributo fondamentale al regolare svolgimento delle operazioni. Proprio a partire da questo impegno, chiediamo un adeguamento dei compensi per chi lavora ai seggi. Come sul mancato voto ai fuori sede, credo si sia persa un’occasione importante. Esprimo invece soddisfazione per l’introduzione del registro unico e per l’abolizione del cognome del marito per le donne coniugate, due passi avanti giusti e necessari che aspettavamo da tempo”.

Prima proiezione Opinio-Rai, sì 46,9%, no 53,1%

Secondo la prima proiezione del Consorzio Opinio Italia per la Rai, relativa al referendum sulla riforma della giustizia, il sì è al 46,9%, il No è al 53,1%.

 

Secondo instant poll Swg-La7, No al 50-54%, Sì al 46-50%

Il secondo instant poll di Swg per La7 indica ancora la prevalenza del No al referendum sulla riforma della giustizia, con una forchetta compresa tra il 50% e il 54%. Il Sì si attesterebbe invece tra il 46% e il 50%. La copertura del campione è dell’87%.

Dirigenti Avs seguono spoglio a Roma, in sede Corso Rinascimento

Dirigenti e parlamentari di Avs stanno seguendo questi primi momenti dello spoglio del referendum presso la sede di Corso Rinascimento. Sono già arrivati Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Fiorella Zabatta, i capigruppo Peppe De Cristofaro e Luana Zanella. Lo rende noto l’ufficio stampa.

Lega: "Minacce a Diaco per il Sì, solidarietà"

“La più forte e sincera solidarietà della Lega al giornalista Pierluigi Diaco, vittima di una vergognosa ondata di insulti, minacce di morte e odio sui social solo per aver espresso liberamente la sua opinione a favore del ‘Sì’ al referendum. Nascondersi vigliaccamente dietro una tastiera gettando odio perché qualcuno osa non allinearsi al coro è a dir poco riprovevole. Chi aspira al pensiero unico, chi vuole imporre il silenzio con la paura invece del confronto civile avrà sempre la nostra condanna unanime”.
Così i parlamentari della Lega in Vigilanza Rai, Giorgio Maria Bergesio, Ingrid Bisa, Stefano Candiani, Elena Maccanti, Clotilde Minasi ed Elena Murelli.

Si è dimesso il presidente di Anm Cesare Parodi

Il presidente dell’Anm, Cesare Parodi, ha comunicato pochi minuti fa ai colleghi le sue dimissioni irrevocabili, per motivi strettamente personali dal ruolo al vertice della presidenza dell’Associazione Nazionale Magistrati.

Attesa a Roma in comitato 'Giusto Dire No' per risultati

C’ è attesa, tra i vertici del Comitato nazionale Giusto Dire No per lo spoglio relativo al referendum costituzionale presso lo spazio Extra Libera, ex cinema confiscato alla criminalità organizzata e oggi restituito alla collettività e gestito dall’associazione Libera contro le mafie, in via Stamira 5.
Sono presenti il presidente onorario Enrico Grosso e il presidente esecutivo Antonio Diella.

Affluenza parziale, con metà sezioni scrutinate dato è al 58,55%

Con 30.587 seggi scrutinati su 61.533 il dato parziale sull’affluenza si attesta al 58,55%. Lo riporta la piattaforma Eligendo del Viminale.

Primo exit poll Opinio-Rai, 47-51% il sì, 49-53% il no

Secondo il primo exit poll del Consorzio Opinio Italia per la Rai, al referendum sulla riforma della Giustizia il Sì è tra 47-51%, il No tra il 49-53%.

Primo instant poll Swg-La7, No avanti con il 49-53%, Sì al 47-51%

Il primo instant poll di Swg per La7, sul referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia, dà il No avanti con una forchetta percentuale tra il 49 e il 53%, mentre il Sì otterrebbe consensi stimati tra il 47 e il 51%. La copertura del campione è del 79%.

 

Instant poll Sky Tg24, No 49,5%-53,5% e Sì 46,5%-50,5%

L’instant poll di YouTrend per Sky TG24 indica la prevalenza del No al referendum sulla riforma della giustizia, con una forchetta compresa tra il 49,5% e il 53,5%. Il SÌ si attesterebbe invece tra il 46,5% e il 50,5%. L’affluenza si attesta in una forbice compresa tra il 56% e il 60%.

Urne chiuse, inizia lo spoglio delle schede

Le urne per il referendum sulla riforma della Giustizia si sono chiuse alle 15. Ora comincerà subito lo spoglio delle schede.

La Russa: "Solidarietà a Diaco per minacce ricevute"

“Solidarietà a Pierluigi Diaco per le minacce e gli insulti ricevuti a seguito delle sue dichiarazioni sulle intenzioni di voto”. Lo scrive sui social il presidente del Senato Ignazio La Russa.

Fontana: "Solidarietà a Diaco e condanna per intimidazioni"

“Esprimo solidarietà a Pierluigi Diaco a seguito delle gravi minacce e degli insulti ricevuti per il solo fatto di aver dichiarato il proprio voto al referendum. Fatti ignobili, che condanno con fermezza. Auspico che, dopo l’acceso confronto referendario, si possano abbassare i toni e il dibattito pubblico si svolga entro i confini del rispetto reciproco”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

Malan (FdI): "Solidarietà a Diaco vittima di vergognoso odio social"

 “Desidero esprimere solidarietà a Pierluigi Diaco vittima da giorni di un linciaggio social a sfondo omofobo inaccettabile e vergognoso per aver espresso il proprio favore alla riforma della giustizia. Diaco è un professionista esemplare e ciò cui stiamo assistendo rappresenta una inaccettabile offesa alla libertà di pensiero e di voto. Mi auguro che tutti, a prescindere dall’appartenenza politica, facciano sentire la propria vicinanza a Pierluigi Diaco censurando senza alcuna ambiguità questo odio social”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan. 

Salvini: "Minacce vergognose, solidarietà a Diaco"

 “Minacce inaccettabili, vigliacche e vergognose. Solidarietà a Pierluigi Diaco. Chi non tollera le idee altrui non ha argomenti, ha solo odio”. Lo scrive su X il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, dopo gli attacchi e le minacce di morte al giornalista e conduttore tv che ha espresso la sua preferenza per il Sì al referendum sulla giustizia.

Forza Italia invita alle urne parafrasando Borghese: "Manca ancora il tuo voto"

Forza Italia, sugli account social ufficiali del partito, invita al voto nelle ultime due ore utili chi non lo avesse già fatto, parafrasando la celebre frase usata in tv dallo chef Alessandro Borghese: “Nulla è deciso, manca ancora il TUO voto, che potrebbe confermare o ribaltare il risultato (Cit.)”, scrive FI, invitando poi direttamente alle urne: “Se non sei ancora andato al seggio, cosa aspetti? Hai tempo fino alle 15”. 

Più democrazia Trento: "Senza quorum più partecipazione"

“In attesa della chiusura definitiva dei seggi, un dato appare già evidente: in assenza di quorum, la partecipazione cresce e il confronto democratico torna finalmente a concentrarsi sul merito delle scelte. Il quorum, al contrario, incentiva l’astensione strategica, alimenta l’idea che votare sia inutile e trasforma il non voto in uno strumento politico. È un meccanismo che indebolisce la democrazia e svuota il significato della partecipazione”. Così Alex Marini, presidente di Più democrazia in Trentino, sottolineando che “il referendum costituzionale ha già dimostrato, nei fatti, che è possibile superare il cosiddetto ‘quorum virtuale’ del 50 per cento che nei referendum abrogativi rappresenta ormai un ostacolo strutturale alla volontà popolare. La lezione è chiara: l’unico modo per superare davvero il quorum è eliminarlo”.

Meloni: "Affluenza? Democrazia è buona notizia"

“In generale la democrazia è una buona notizia”. Così la premier Giorgia Meloni, all’uscita del seggio di Spinaceto, a Roma, dove si è recata questa mattina per il voto al referendum sulla giustizia, rispondendo a una domanda di LaPresse sul dato per l’affluenza. 

Al suo ingresso al seggio, la presidente del Consiglio ha chiesto quale fosse l’affluenza agli scrutatori, che hanno risposto: “Ieri era più alta, oggi di meno”.

Meloni ha votato a Roma

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha votato per il Referendum sulla Giustizia presso il seggio in zona Spinaceto, nel quadrante sud di Roma.

A Bologna affluenza al 58,69% alle 23 di ieri

Ieri domenica 22 marzo, alle ore 23, per il Referendum costituzionale hanno votato a Bologna 170.330 elettori, pari al 58,69% dei cittadini aventi diritto. Si vota in 445 seggi ordinari. Il totale degli aventi diritto nel Comune di Bologna è di 290.209. 

A Milano affluenza al 53,22% alle 23 di ieri

A Milano l’affluenza registrata al Referendum costituzionale sulla riforma della giustizia alle ore 23 di ieri si attestava al 53,22%. 

Sindaco Trento: "Alta affluenza segno di vitalità democratica"

“Al di là dell’esito del Referendum, l’affluenza alle urne superiore alle aspettative è un segnale di vitalità democratica. Grazie a chi ha fatto funzionare la complessa macchina del voto a Trento: i 107 presidenti di seggio, i 320 scrutatori e i 40 dipendenti comunali che hanno tenuto aperti gli uffici nel weekend. Grazie anche ai 79 studenti trentini temporaneamente all’estero che hanno votato nelle ambasciate e ai 500 studenti fuori sede impossibilitati a tornare a casa che si sono fatti nominare rappresentanti di lista pur di esercitare il proprio diritto al voto. Speriamo che alla prossima tornata elettorale venga normata la possibilità di voto nel luogo di domicilio e che non sia più necessario ricorrere a questo escamotage”. Così il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, commentando l’affluenza alle urne, che in Trentino alle 23 di ieri aveva superato il 51 per cento. 

Tajani: "Partita finisce quando arbitro fischia"

“‘Partita finisce quando arbitro fischia’ diceva sempre il grande Vujadin Boskov. Si vota anche oggi, fino alle 15!”. Lo scrive su X il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani. 

Salis (Avs): "Ogni voto conta"

“Eccomi, sono rientrata in tempo per votare! È molto importante il tuo contributo, anche se di solito scegli di non recarti alle urne. I seggi oggi restano aperti fino alle 15. Ogni voto conta!”. Lo scrive su Facebook l’europarlamentare di Avs, Ilaria Salis.

Meloni: "Pronta per il voto, partecipare è importante"

“Pronta per il voto. Ricordate: c’è tempo fino alle 15 di oggi per recarsi al seggio. Partecipare è importante”. Così la premier Giorgia Meloni su X, riferendosi al voto per il Referendum sulla giustizia, postando una foto con in mano la scheda elettorale. 

Referendum: seggi riaperti, si vota fino alle 15

Alle 7 si sono riaperti i seggi per Referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Alle 23 di ieri è stato di 46,07% il dato nazionale definitivo dell’affluenza. e prossime rilevazioni saranno alle ore 15 di lunedì, quando – concluse le operazioni di voto – comincerà lo spoglio. 

Questo articolo Referendum Giustizia 2026, vittoria del No. Meloni: “Rispettiamo decisione italiani, avanti con determinazione” – La diretta proviene da LaPresse

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Redazione Redazione Eventi e News