Resident Evil Requiem con Path Tracing: spettacolo sì, ma non serve una RTX 5090

Febbraio 25, 2026 - 22:30
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Resident Evil Requiem con Path Tracing: spettacolo sì, ma non serve una RTX 5090

Resident Evil Requiem (qui trovate la nostra recensione) è tra i primi titoli del 2026 ad arrivare sul mercato con supporto completo al Path Tracing fin dal lancio. Non è il primo showcase assoluto della tecnologia, visto che Cyberpunk 2077 resta ancora un riferimento, ma è raro vedere un gioco uscire già con il livello massimo di illuminazione disponibile senza aggiornamenti successivi.

La domanda però è semplice: quanto è pesante davvero? E serve davvero una GPU di fascia altissima per goderselo?

Abbiamo provato il gioco su laptop con RTX 5070 mobile da 8 GB di VRAM e su desktop con RTX 5070 Ti da 16 GB, testando tre momenti distinti dell'avventura: l'introduzione all'aperto con Grace (nuova protagonista) verso il Wrenwood Hotel, la sequenza tra esterni e interni dell'hotel e il tanto atteso ritorno di Leon nella stessa strada, tra pioggia, insegne al neon, riflessi sull'asfalto, combattimenti ed esplosioni. Quest'ultima è senza dubbio la fase più impegnativa.

Il Ray Tracing tradizionale simula il comportamento della luce in modo selettivo: ombre, riflessi e illuminazione indiretta vengono calcolati separatamente.

Il Path Tracing compie un passo ulteriore. Simula il percorso completo della luce con rimbalzi multipli, tenendo conto in modo più accurato di materiali, superfici e luce indiretta, anche quando questa proviene da elementi fuori dall'inquadratura. Il risultato è un'immagine più coerente e naturale, con riflessi molto più credibili e ombre più morbide.

In Resident Evil Requiem si nota soprattutto nelle superfici bagnate, nelle insegne riflesse sull'asfalto e sulle carrozzerie lucide delle auto, nelle vetrate e negli interni illuminati da fonti di luce indiretta. La scena appare più profonda e meno artificiale rispetto al ray tracing classico.

A supportare il Path Tracing in Resident Evil Requiem c'è la suite NVIDIA DLSS 4.5, che non si limita al classico upscaling. La nuova versione introduce un modello Transformer di seconda generazione per la Super Resolution, più sofisticato e addestrato su un dataset più ampio, capace di ricostruire l'immagine con maggiore precisione su bordi, dettagli fini e movimento.

A questo si aggiunge la Dynamic Multi Frame Generation, che può generare più fotogrammi intermedi per aumentare drasticamente il frame rate mantenendo una buona stabilità visiva, e la Ray Reconstruction, attiva automaticamente con il Path Tracing, che sostituisce i tradizionali denoiser migliorando pulizia dell'immagine, stabilità dei dettagli e coerenza dell'illuminazione.

Il risultato è un pacchetto completo che interviene contemporaneamente su qualità dell'immagine, fluidità e latenza, soprattutto in combinazione con NVIDIA Reflex.

La prima piattaforma su cui abbiamo testato Resident Evil: Requiem è un Acer Predator Helios Neo 16S AI con RTX 5070 mobile (8 GB), Intel Core Ultra 275HX e display 2560 x 1600.

Partiamo dalla configurazione estrema: Path Tracing attivo, qualità dei capelli massima, texture, illuminazione, ombre e mesh al massimo, DLSS Performance e Multi Frame Generation 4x. Non ce la fa, nel senso che i frame al secondo sono così bassi che è impossibile giocare. Ma il punto interessante è un altro.

Disattivando il Path Tracing e mantenendo texture e mesh al massimo, le performance restano comunque problematiche. Questo indica chiaramente che il vero impatto non è tanto il Path Tracing quanto le texture ad alta qualità e la complessità delle mesh, che saturano più facilmente gli 8 GB di VRAM.

Con una configurazione più ragionata:

  • QHD+ (2560 x 1.600 pixel)
  • Ray Tracing standard
  • Mesh High
  • Illuminazione e ombre Normali
  • DLSS Performance + Frame Gen 4x

si raggiungono circa 160 fps nelle zone esterne (più demanding) e 200 fps negli spazi più limitati, come edifici o strade limitate. Numeri eccellenti, ma in un survival horror come Resident Evil non ha molto senso inseguire i 200 fps: già a 120 fps l'esperienza è più che fluida.

La vera sorpresa arriva con il Path Tracing "ottimizzato":

  • QHD+ (2560 x 1.600 pixel)
  • Path Tracing attivo
  • Hair off
  • Luci e Ombre Alta qualità
  • Texture qualità Normale
  • Mesh Low
  • DLSS Super Resolution Performance
  • Multi Frame Generation 4x

Risultato? Circa 120 fps nelle aree esterne più pesanti e 140–150 fps negli interni. Il tanto temuto Path Tracing si può insomma attivare anche su schede laptop!

Anche passando la Super Resolution da Performance a Qualità si resta tra 90 e 110 fps. E soprattutto: il Path Tracing non degrada visivamente cambiando modalità di upscaling. I riflessi restano credibili e l'illuminazione mantiene coerenza.

A 1080p con Path Tracing attivo si sale facilmente a 140 fps in esterna e oltre 170 fps negli spazi chiusi. Anche troppo! Se si ha la possibilità 

Una RTX 5070 mobile da 8 GB, quindi, è perfettamente in grado di gestire questa tecnologia in modo convincente.

Sul desktop con RTX 5070 Ti con 16 GB di VRAM dedicata e i5-13600K (che non crea colli di bottiglia evidenti, almeno dai nostri test), collegato a un monitor ultrawide WQHD+, il margine aumenta sensibilmente.

Con:

  • WQHD+ (3.440 x 1.440 pixel)
  • Path Tracing attivo
  • Qualità grafica massima
  • Illuminazione e ombre al massimo
  • Mesh High
  • DLSS Balanced + Frame Gen 4x

si gioca intorno tra i 140 e i 160 fps in esterna, mentre si raggiungono 180–200 fps nelle zone interne o molto limitate.

Disattivando completamente l'upscaling si resta comunque tra 90 e 120 fps, numeri già più che sufficienti per un titolo di questo tipo. Anzi, senza l'upscaling potete godere di una qualità dell'immagine migliore, che su monitor più ampi (per pollici) è un fattore assolutamente da non sottovalutare.

E qui arriva un altro punto interessante: in Resident Evil Requiem non è necessario inseguire frame rate estremi. Non è uno shooter competitivo. Il gioco supporta anche NVIDIA Reflex per ridurre la latenza, ma già intorno ai 120 fps si ottiene un'esperienza estremamente fluida e reattiva.

La risposta breve è no.

Resident Evil Requiem è un titolo impegnativo, e il RE Engine non è mai stato tra i più leggeri in assoluto. Eppure, con una RTX 5070 mobile da 8 GB si può giocare in Path Tracing a frame rate più che solidi, mentre con una 5070 Ti desktop si può spingere quasi tutto al massimo senza compromessi seri.

Il vero collo di bottiglia, oggi, non è tanto il Path Tracing in sé, quanto l'insieme di texture ad alta risoluzione e complessità delle mesh, almeno per quanto riguarda il nuovo tripla A di Capcom.

Questo significa una cosa molto chiara: nel 2026 non servono necessariamente GPU di fascia altissima per godersi titoli graficamente avanzati, anche quando integrano tecnologie come il Path Tracing fin dal lancio.

E forse è proprio questa la notizia più interessante.

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