“Financial Times”: documenti interni di Deutsche Bank rivelano rapporti privilegiati con Epstein
Documenti interni e migliaia di email pubblicati dal dipartimento di Giustizia statunitense mostrano come Deutsche Bank abbia mantenuto rapporti stretti con il finanziere statunitense Jeffrey Epstein – deceduto nel 2019 dopo essere stato condannato per reati sessuali – tra il 2013 e il 2019, nonostante le preoccupazioni interne per i rischi di riciclaggio e reputazionali. Come si legge sul quotidiano britannico “Financial Times”, dopo essere stato escluso dall’istituto di credito JPMorgan nel 2013, Epstein trasferì centinaia di milioni di dollari alla banca tedesca, che arrivò a gestire decine di conti e autorizzò numerose operazioni finanziarie complesse. Nel periodo in cui Deutsche Bank amministrò i suoi fondi, Epstein inviò circa 875 mila dollari a presunte modelle straniere e prelevò in media 200 mila dollari l’anno in contanti. La banca ha successivamente pagato circa 225 milioni di dollari tra multe e risarcimenti e ha riconosciuto “errori” nell’aver accettato Epstein come cliente. Il rapporto con Epstein nacque quando il banchiere Paul Morris passò da JPMorgan a Deutsche Bank portando con sé il cliente. Nonostante la condanna penale per reati sessuali, la banca decise di non sottoporre il caso a un comitato reputazionale e approvò rapidamente l’apertura dei conti. Nel 2013 furono trasferiti inizialmente circa 180 milioni di dollari e Epstein venne considerato un cliente strategico anche per la sua rete di contatti tra i grandi patrimoni. I dirigenti della banca speravano infatti di attrarre nuovi clienti facoltosi grazie alle sue relazioni personali.
All’interno dell’istituto non mancarono dubbi e segnalazioni di rischio. I sistemi di controllo evidenziarono trasferimenti verso donne nell’Europa orientale e in Russia, operazioni tramite società offshore e movimenti finanziari complessi tra trust collegati a Epstein. Alcuni dipendenti espressero preoccupazioni anche per i rapporti con personalità influenti e per il coinvolgimento di collaboratori come Ghislaine Maxwell, socia e compagna di Epstein. Nonostante diversi rapporti di operazioni sospette, la banca continuò a gestire i conti e approvò perfino l’aumento dei limiti di prelievo in contanti e l’apertura di nuovi conti fiduciari. Epstein fu inserito nel gruppo dei clienti più importanti della banca, con patrimoni superiori ai cento milioni di dollari, e generò consistenti ricavi dalle operazioni di trading. Nel 2018 la banca accelerò persino l’apertura di nuovi conti fiduciari su richiesta urgente del finanziere, nonostante fossero noti i suoi precedenti penali e le relazioni con figure politicamente esposte. Alcuni responsabili interni difesero ripetutamente il cliente sostenendo che era stato approvato più volte dal management. Solo alla fine del 2018, dopo l’aumento dell’attenzione mediatica e nuove verifiche sui trasferimenti di denaro, Deutsche Bank decise di interrompere il rapporto con Epstein, concedendo tuttavia proroghe per il trasferimento dei fondi e continuando a eseguire pagamenti anche nel 2019. Dopo l’arresto del finanziere nel luglio dello stesso anno, molti conti risultavano ancora formalmente aperti anche se con saldi minimi. Un banchiere responsabile dei rapporti con Epstein, peraltro, venne successivamente licenziato per carenze nella gestione del cliente.
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