Mentre in Ue rallenta il Green deal, la Cina rafforza la governance delle riserve naturali

PECHINO – La Cina ha presentato una nuova normativa sulle riserve naturali, a dimostrazione di un impegno a rafforzare la governance, chiarire le responsabilità e migliorare l’applicazione della legge in materia di tutela ambientale. Insomma il Paese vive in uno stato di riforma continua e permanente. Il premier Li Qiang ha firmato un decreto del Consiglio di Stato per promulgare le norme aggiornate, che entreranno in vigore il 15 marzo 2026. La nuova normativa è composta da cinque capitoli e 48 articoli.[1] Una caratteristica fondamentale della nuova normativa è una definizione più chiara del ruolo delle riserve naturali nel quadro della governance ecologica cinese. Le riserve naturali sono designate come specifiche aree terrestri o marine istituite principalmente per proteggere ecosistemi rappresentativi, habitat di specie rare e in via di estinzione e importanti siti del patrimonio naturale.
Il documento sottolinea che la tutela ecologica rimarrà la priorità assoluta, richiedendo al contempo un migliore coordinamento tra gli sforzi di conservazione e lo sviluppo socio-economico.[2] Promuove inoltre riforme del sistema di gestione, delineando chiaramente le responsabilità delle autorità di vigilanza e degli enti di gestione sul campo, con l’obiettivo di affrontare annosi problemi di sovrapposizione dei controlli e di scarsa chiarezza nella rendicontazione. In termini di attuazione, i regolamenti standardizzano le procedure per l’istituzione e l’adeguamento delle riserve naturali e introducono controlli più rigorosi sulle attività umane. Le attività all’interno delle zone centrali e cuscinetto saranno soggette a restrizioni più severe, rafforzando il principio secondo cui la protezione dell’ambiente ha la precedenza sullo sfruttamento delle sue risorse. In particolare, le normative riviste rafforzano le responsabilità legali in caso di violazioni, sottolineando l'intenzione del governo di migliorare il rispetto delle norme e l’applicazione delle stesse.
I funzionari affermano che le sanzioni più severe sono concepite per garantire che le norme di conservazione siano non solo ben definite, ma anche efficacemente applicate. La misura fa parte di un più ampio sforzo per modernizzare il sistema di governance ambientale cinese e promuovere l’obiettivo di costruire “a beautiful China” attraverso una protezione ecologica più sistematica e basata sulla legge. Rispetto alla versione del 2017, la revisione del Regolamento sulle Riserve Naturali del 2026 segna un sostanziale aggiornamento del quadro giuridico cinese per le aree protette. Nelle Disposizioni Generali, la precedente attenzione alla conservazione e all’uso razionale è stata sostituita da un chiaro principio di priorità alla protezione ecologica, con lo sviluppo esplicitamente subordinato agli obiettivi di protezione. L’ambito di applicazione del regolamento è stato ampliato da un focus principalmente terrestre a includere formalmente le riserve naturali marine, mentre il linguaggio di governance ora enfatizza la civiltà ecologica e la governance ecologica integrata piuttosto che la semplice gestione amministrativa.
Anche le disposizioni finanziarie sono state rafforzate, richiedendo che la protezione delle riserve naturali sia integrata nei bilanci pubblici e sostenuta attraverso molteplici canali di finanziamento. In termini di istituzione, adeguamento e abolizione, il regolamento del 2017 consentiva una notevole flessibilità amministrativa e forniva una limitata chiarezza procedurale. La revisione del 2026 risponde definendo chiaramente le autorità di approvazione a diversi livelli governativi e imponendo requisiti scientifici e legali più rigorosi per le modifiche dei confini o l’abolizione. Sono ora necessarie valutazioni di impatto ambientale obbligatorie, riducendo il rischio di aggiustamenti arbitrari dovuti a pressioni di sviluppo a breve termine e rafforzando il processo decisionale basato su dati scientifici.
I cambiamenti più sostanziali riguardano la protezione e la gestione ambientale. Mentre il quadro normativo precedente si basava su una zonizzazione relativamente statica e su ampie restrizioni alle attività, la normativa rivista introduce un approccio più sistematico e dinamico. La terminologia della zonizzazione è stata allineata al sistema unificato cinese delle aree protette e le attività umane nelle zone centrali sono ora vietate in linea di principio. Le responsabilità di gestione dell’ambiente sono assegnate in modo più chiaro tra le istituzioni nazionali, locali e di riserva, mentre il monitoraggio ecologico continuo, la valutazione del rischio e la pianificazione della risposta alle emergenze sono diventati obblighi di legge piuttosto che raccomandazioni politiche non vincolanti. Allo stesso tempo, la legge consente formalmente l’accesso controllato del pubblico, la ricerca scientifica e l’educazione ambientale nelle zone appropriate, garantendo una elevata certezza del diritto per attività di sviluppo pubbliche e scientifiche a basso impatto.
Anche l’applicazione e la responsabilità sono state notevolmente rafforzate. Mentre le norme del 2017 si basavano su violazioni definite in modo ampio e sanzioni relativamente lievi, la versione del 2026 elenca gli atti illegali in modo più preciso, inasprisce le sanzioni ed estende i poteri di controllo includendo le agenzie di pubblica sicurezza e di polizia marittima. Le normative riviste riconoscono esplicitamente il diritto di cittadini e delle organizzazioni a segnalare eventuali violazioni, istituzionalizzando la cosiddetta supervisione sociale. È importante sottolineare che la nuova normativa introduce anche una più chiara responsabilità per i funzionari governativi che abusano di potere o trascurano i propri doveri, colmando le lacune di lunga data nell’applicazione delle norme causate dall’inazione normativa.
Infine, le disposizioni supplementari trasformano le normative da uno strumento autonomo a una componente integrata del più ampio sistema giuridico ecologico cinese. Il coordinamento esplicito con la legislazione sui parchi nazionali e altre leggi ambientali garantisce la coerenza nella governance delle aree protette e riduce la frammentazione. Nel complesso, queste modifiche riflettono il passaggio da un regolamento di base sulla conservazione a un moderno quadro di governance ecologica caratterizzato da una protezione più rigorosa sia livello terrestre che marino e un’autorità facilmente identificata caso per caso. È possibile dedurre, con grande auspicio, che tutto ciò comporterà un’applicazione più rigorosa del diritto dell’ambiente nel suo insieme a livello nazionale.
[1] https://english.www.gov.cn/policies/latestreleases/202602/09/content_WS6989e8aac6d00ca5f9a08feb.html
[2] Regolamento su Riserve Naturali (《中华人民共和国自然保护区条例》) promulgata dal Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese (Ordinanza Numero 830, entrata in vigore da March 15, 2026), www.forestry.gov.cn/c/www/szxx/659705.jhtml
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