Robot autonomi svelano leffetto di Idalia sul Golfo
Non tutte le trasformazioni lasciate da un uragano sono visibili a occhio nudo e quando nell’agosto 2023 l’uragano Idalia ha attraversato la Florida, l’impatto non si è fermato alle coste, ma ha attivato qualcosa di apparentemente invisibile ai nostri occhi, ma non alle tecnologie di osservazione più evolute. che. Sotto la superficie del Golfo del Messico si è innescato un processo che è stato documentato da una combinazione di satelliti e robot oceanici autonomi.
A raccontarlo è uno studio pubblicato su Frontiers in Marine Science, che ricostruisce come la tempesta sia stata in grado di riorganizzare la struttura chimica e biologica delle acque fino a 50 metri di profondità. I primi dubbi erano nati dalle osservazioni satellitari, che avevano già individuato un aumento della clorofilla in superficie, ma c'era molto di più da scoprire.
Utilizzando un saildrone di superficie e un galleggiante Biogeochemical Argo, ovvero strumenti autonomi capaci di raccogliere dati anche durante condizioni estreme. Il galleggiante, sono state registrate le variazioni di temperatura, salinità, ossigeno e nitrati, che hanno infine svelato una seconda fioritura, questa volta tra i 20 e i 50 metri di profondità. Questa sarebbe stata invisibile ai sensori spaziali, e ha confermato che il comportamento del Golfo era già stato influenzato da elementi presenti prima dell’arrivo di Idalia.
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