Roma, città blindata per corteo No al referendum e contro la guerra in Iran

Mar 14, 2026 - 21:00
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Roma, città blindata per corteo No al referendum e contro la guerra in Iran

Roma blindata per la manifestazione promossa da diverse sigle, tra cui Potere al Popolo e Unione Sindacale di Base, per sostenere il ‘No’ al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia, previsto il 22 e 23 marzo. Alla protesta hanno aderito anche diversi movimenti contro la guerra e la situazione internazionale. Circa cinquemila persone sono partite alle 14 da Piazza della Repubblica con destinazione Piazza di Porta San Giovanni, attraversando via Luigi Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza dell’Esquilino, via Liberiana, piazza di Santa Maria Maggiore e via Merulana. Imponenti le misure messe in campo dalla questura di Roma per la gestione dell’ordine pubblico.

Bandiere palestinesi, striscioni e slogan contro governo Meloni

Alla manifestazione hanno aderito diverse realtà, dai collettivi studenteschi (come Osa e Cambiare Rotta) ai movimenti per la Palestina tra cui il Global Movement to Gaza, fino ai movimenti di lotta per la casa, i centri sociali e l’Usb. Diversi manifestanti sono arrivati in piazza della Repubblica imbracciando le bandiere della Palestina, Cuba, Venezuela e Iran e la bandiera della Pace. “Vota no, Giorgia Meloni vattene“, “Giù le mani dall’Iran” e “Giù le mani da Cuba socialista”, ma anche “Crosetto torna a Dubai“: questi alcuni degli slogan scanditi durante il corteo, guidato dallo striscione di Potere al Popolo con su scritto ‘Diciamo no all’Italia peggiore, no alla guerra, no al governo Meloni‘.

Bruciate immagini di Meloni, Nordio e Netanyahu

Durante il corteo alcuni manifestanti hanno incendiato due immagini simboliche: nella prima era raffigurata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni mentre teneva al guinzaglio il ministro della Giustizia Carlo Nordio, rappresentato con una museruola, accompagnata dalla frase ‘No al vostro referendum’. Poco dopo è stato dato alle fiamme anche un altro manifesto che mostrava Meloni mentre stringe la mano al premier israeliano Benjamin Netanyahu. Sotto campeggiava la scritta ‘No al vostro genocidio, 75mila civili uccisi, 2 milioni di sfollati’.

A fine corteo flash mob in ricordo bambini morti in Iran

“Israele assassino”, “Giù le mani dall’Iran”. Sono gli slogan rimbalzano tra i palazzi di piazza San Giovanni, a Roma, dove il corteo contro il referendum si ferma davanti a una scena pensata per colpire chi passa. Sull’asfalto sono stati sistemati fagotti bianchi macchiati di rosso, a rappresentare i corpi delle bambine morte nel bombardamento che ha distrutto la scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh di Minab, in Iran, nel primo giorno dei raid attribuiti a Stati Uniti e Israele. Attorno ai teli, matite, quaderni e astucci richiamano l’aula colpita. Accanto, le fotografie di alcune piccole vittime. Un cartello invita a immedesimarsi: “Guarda queste salme: se sei una madre è tuo figlio, se sei un fratello è tua sorella. Se sei umano, fai in modo che non succeda mai più”. In alto sventolano bandiere iraniane e di gruppi della resistenza mediorientale, mentre uno striscione conclude: “Morte al sionismo, morte all’imperialismo, libertà ai popoli”.

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Redazione Redazione Eventi e News