Salute, il 48 per cento delle sigarette elettroniche in Europa proviene da fonti irregolari

Mar 14, 2026 - 14:00
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Salute, il 48 per cento delle sigarette elettroniche in Europa proviene da fonti irregolari

Bruxelles – Il mercato europeo delle sigarette elettroniche è sempre più influenzato da canali di approvvigionamento irregolari. È quanto emerge da un nuovo studio del Fraunhofer Institute for Integrated Circuits IIS, che analizza la dimensione e le dinamiche del mercato parallelo delle e-cigarette in Europa. ”Per la prima volta siamo riusciti a mappare il mercato sommerso delle sigarette elettroniche in Europa, sulla base di analisi commerciali e della catena di approvvigionamento, statistiche doganali e segmentazione del mercato”, dichiara Uwe Veres-Homm, responsabile dell’analisi dei rischi e della localizzazione presso il Fraunhofer IIS. Si tratta di un mercato dal valore stimato di circa 6,6 miliardi di euro, con una crescita prevista fino a 10,8 miliardi di euro entro il 2030.

Secondo lo studio, circa il 48 per cento del mercato europeo delle sigarette elettroniche proviene da fonti irregolari, tra mercato grigio, commercio illegale e importazioni private di prodotti non conformi o non tassati. Di questi, il 35 per cento può essere chiaramente attribuito al commercio illegale; circa il 13 per cento sono importazioni private di prodotti non approvati o non tassati. Nel complesso, il mercato irregolare delle e-cigarette in Europa cresce a un ritmo stimato di circa l’8,6 per cento all’anno. “Il 90 per cento dei prodotti irregolari destinati al mercato europeo proviene dalla Cina”, spiega Uwe Veres-Homm, con la città di Shenzhen che rappresenta il principale polo produttivo globale del settore (con una produzione del 70 per cento).

La diffusione di tale mercato irregolare comporta significative perdite fiscali per gli Stati membri e per l’Unione Europea, oltre a generare una forte concorrenza sleale nei confronti dei rivenditori e dei produttori che operano nel rispetto delle normative. Ne è un esempio la Germania, di cui la perdita fiscale stimata per il 2024 è stata di circa 119 milioni di euro.

Il rapporto sottolinea anche il ruolo delle catene logistiche internazionali. Le sigarette elettroniche prodotte in Cina arrivano spesso in Europa attraverso spedizioni di piccole dimensioni, difficili da controllare in modo sistematico. All’interno dell’UE, Germania, Paesi Bassi e Belgio rappresentano importanti hub logistici per la distribuzione dei prodotti nel mercato europeo. Secondo la Commissione Europea, ogni giorno arrivano nell’Unione Europea circa 12 milioni di pacchi di e-cigarette, un volume che rende estremamente complesso il controllo sistematico delle spedizioni. Questa merce “elude i controlli di qualità e di tutela dei consumatori e sono estremamente redditizie per i produttori – ha sottolineato Horst Manner-Romberg, amministratore delegato della MRU Beratungs- und Verlagsgesellschaft mbH, che ha collaborato con Fraunhofer IIS -. Le differenze di prezzo all’interno del mercato interno dell’Unione europea creano inoltre incentivi al contrabbando e alle reimportazioni dai paesi confinanti, mettendo sotto enorme pressione i fornitori legali”.

Il commercio di sigarette elettroniche provenienti da fonti irregolari solleva anche problemi di sicurezza e tutela dei consumatori, poiché questi prodotti possono (e riescono) ad aggirare i controlli di qualità, le norme di etichettatura e le procedure di autorizzazione previste dalla normativa europea. Lo studio suggerisce tre misure che possono essere adottate indipendentemente dalle maggioranze politiche. Per prima cosa definizioni e classificazioni dei prodotti uniformi: molte distorsioni derivano dal fatto che prodotti identici sono registrati, classificati e tassati in modo diverso nei vari Stati membri dell’Ue. Poi tracciabilità digitale e piattaforma dati centrale: le tecnologie per la trasparenza della catena di approvvigionamento, come la serializzazione basata su blockchain o la valutazione dei rischi supportata dall’intelligenza artificiale, possono aiutare a distinguere i flussi di merci legali da quelli illegali. È importante che questi dati confluiscano in una piattaforma centrale internazionale che colleghi la produzione, l’importazione, il consumo e, soprattutto, le violazioni delle normative, consentendo così una sorveglianza olistica del mercato. Infine, cooperazione con i paesi di origine.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia