Sono state annunciate le nuove vincitrici dei Rolex Awards

Nel 1976, mentre celebrava il cinquantesimo anniversario dell’Oyster – il primo orologio da polso impermeabile – Rolex istituiva un programma destinato a superare i confini dell’orologeria. Nascevano i Rolex Awards, e avevano un obiettivo dichiarato: sostenere progetti capaci di produrre benefici concreti per l’umanità e per il pianeta. Cinquant’anni dopo, nel 2026, il programma entra in una nuova fase e annuncia cinque nuove vincitrici, tutte donne, provenienti da Indonesia, Nigeria, Perù, Cina e Stati Uniti.
L’edizione 2026 coincide con il cinquantesimo anniversario degli Awards e con il centenario dell’Oyster. Un doppio passaggio simbolico che segna l’evoluzione di un’iniziativa oggi pienamente integrata nella Perpetual Planet Initiative, il quadro strategico attraverso cui Rolex coordina le proprie attività in ambito ambientale, scientifico e sanitario.
Dal 1976 a oggi, i Rolex Awards hanno sostenuto centosessantacinque vincitori in oltre sessantasette Paesi. I risultati dichiarati dal programma delineano un impatto significativo: oltre cinquanta milioni di alberi piantati; centotrentasetta specie in via di estinzione e trentadue ecosistemi protetti, tra cui 57.600 chilometri quadrati di foresta amazzonica; centinaia di nuove specie scoperte; venticinque spedizioni scientifiche completate; cinquanta tecnologie innovative sviluppate; milioni di persone coinvolte o beneficiarie dei progetti.
Con il 2026 il programma diventa annuale, superando la precedente cadenza biennale. Le candidature possono essere presentate in inglese, spagnolo o cinese e vengono valutate presso la sede di Ginevra con il supporto di esperti indipendenti. I criteri dichiarati includono originalità del progetto, impatto potenziale e capacità di leadership del candidato.
I nuovi volti dei Rolex Awards operano in ambiti che spaziano dalla conservazione ambientale alla salute pubblica, con un tratto comune: l’integrazione tra scienza, comunità locali e soluzioni applicabili su scala più ampia.
Binbin Li (Cina) lavora alla tutela del panda gigante, specie di cui restano meno di duemila esemplari allo stato selvatico. Nelle foreste montane della Cina centrale, l’habitat dei panda coincide con aree di pascolo del bestiame. Il progetto di Li sviluppa modelli di pascolo sostenibile che conciliano economia locale e conservazione. Il premio consentirà di estendere queste soluzioni ad altre catene montuose.
Farwiza Farhan (Indonesia) difende l’ecosistema di Leuser, a Sumatra, l’ultimo luogo in cui elefanti, tigri, oranghi e rinoceronti convivono allo stato selvatico. Attraverso il coinvolgimento delle comunità e reti di monitoraggio guidate da donne, il suo lavoro contrasta deforestazione e sviluppo non regolato. Il sostegno del premio rafforzerà la presenza delle comunità nei processi decisionali ambientali.
Pardis Sabeti (Stati Uniti) opera nella prevenzione delle epidemie in Africa occidentale. Genetista medica, applica tecnologie e algoritmi alla diagnosi precoce delle malattie infettive. Il finanziamento permetterà di sviluppare e testare in Sierra Leone uno strumento diagnostico portatile per intercettare focolai virali prima della diffusione su larga scala.
Rachel Ikemeh (Nigeria) è riconosciuta per aver contribuito al recupero del colobo rosso del Delta del Niger. Il suo modello di conservazione comunitaria ha protetto oltre 5.839 ettari di foresta, almeno tredici specie minacciate e migliorato le condizioni di vita di più di duemilacinquecento persone. Il nuovo progetto prevede la creazione di un centro di formazione e di un programma educativo mobile.
Rosa Vásquez Espinoza (Perù) ha dimostrato scientificamente il legame tra deforestazione amazzonica e declino delle api senza pungiglione, impollinatori essenziali per la biodiversità e la sicurezza alimentare. La sua ricerca ha contribuito a un precedente legale che ha garantito protezione a queste specie. Il premio sosterrà l’espansione di un corridoio di habitat protetti guidato da comunità indigene nell’Amazzonia settentrionale.
L’evoluzione dei Rolex Awards riflette un cambiamento più ampio. Se in origine il marchio era associato principalmente al sostegno dell’esplorazione, oggi l’attenzione si concentra sulla salvaguardia degli ecosistemi e sul rafforzamento delle capacità locali. La Perpetual Planet Initiative, lanciata nel 2019, riunisce oltre trenta partner e i 165 vincitori storici, con attività articolate in tre aree: oceani, paesaggi, scienza, salute e tecnologia.
Un elemento distintivo del programma è il supporto di lungo periodo. I vincitori non ricevono solo un finanziamento iniziale, ma entrano in una rete di competenze e relazioni che ne accompagna lo sviluppo nel tempo.
A cinquant’anni dalla fondazione, i Rolex Awards non rappresentano soltanto una ricorrenza. Il passaggio a un formato annuale e l’integrazione strutturale nella Perpetual Planet Initiative indicano una strategia di continuità.
Nel solco tracciato nel 1976, il tempo non è solo la misura dell’attività di un marchio, ma la dimensione entro cui si valutano i risultati. Le cinque Vincitrici del 2026 operano in contesti geografici e scientifici diversi, ma condividono un obiettivo: trasformare conoscenza e iniziativa in impatto verificabile. È su questa continuità tra visione e applicazione che si fonda oggi l’identità dei Rolex Awards.
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