Teatro La Fenice celebra il Venerdì Santo con Antonio Vivaldi

Mar 31, 2026 - 03:30
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Teatro La Fenice celebra il Venerdì Santo con Antonio Vivaldi

Venezia, 30 mar. (askanews) – Nella sera del Venerdì Santo, il Teatro La Fenice celebrerà la festività pasquale attraverso le emozioni della musica, con un concerto composto da pagine suggestive tratte dal repertorio sacro – firmate da Vivaldi, Lotti e Pergolesi – affidato a interpreti di grande prestigio. Ne saranno protagonisti il direttore d’orchestra Michael Hofstetter, al debutto alla testa dell’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice, e due soliste d’eccezione, il soprano Giulia Bolcato e il contralto Teresa Iervolino. Nei due concerti in programma al Teatro La Fenice venerdì 3 aprile 2026 ore 20.00 (turno S) e sabato 4 aprile ore 17.00 (fuori abbonamento), nell’ambito della Stagione Sinfonica 2025-2026, il maestro bavarese dirigerà la Sinfonia Al Santo Sepolcro in si minore rv 169 di Antonio Vivaldi, il Credo in fa maggiore di Antonio Lotti e lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi. Maestro del Coro Alfonso Caiani. Al continuo, Alberto Busettini al cembalo; Silvio Celeghin all’organo e Francesco Tomasi alla tiorba.

La tradizione veneziana riserva alla celebrazione della Settimana Santa un’attenzione in linea con quello che è il momento forse più importante dell’anno liturgico: di norma, con la messa In coena Domini della sera del Giovedì Santo, cessava ogni attività musicale, che veniva ripresa solo con la celebrazione della messa pasquale, quando la resurrezione di Cristo ‘liberava’ anche la voce degli strumenti musicali. In epoca antica le composizioni pensate per queste festività godevano di una diffusione e di un’importanza molto significativa, sia in termini di produzione strettamente liturgica sia per i riflessi in ambito addirittura oratoriale. La presenza di due composizioni musicali (una sonata e una sinfonia) realizzate da Antonio Vivaldi (1678-1741) e che portano nel titolo proprio la definizione Santo Sepolcro, è certamente legata a questa tradizione, anche se non è facile capire con certezza l’occasione particolare per la quale vennero scritte, verosimilmente a breve distanza l’una dall’altra, probabilmente sul finire degli anni Venti e in seguito al viaggio che Antonio e il padre, Giovanni Battista, avevano percorso proprio a Vienna e in Boemia, familiarizzando con l’importante tradizione dei ‘sepolcri’. Lo spirito della composizione sembra mirato ad accrescere la carica espressiva d’una profonda meditazione della Passione di Cristo. Gli studiosi vivaldiani, con il decano Michael Talbot in testa, si sono inoltre affannati a cercare una destinazione e una occasione particolare per la realizzazione di queste due composizioni. Assai convincente suona l’ipotesi avanzata da Cesare Fertonani circa un possibile incarico attribuito al celebre maestro della Pietà da parte della Chiesa e del Monastero del Santo Sepolcro, che allora sorgeva dirimpetto alla chiesa della Pietà nell’area ricoperta oggi – a partire dalla soppressione in epoca napoleonica – dall’edificio della caserma Aristide Cornoldi. Si tratta di un’ipotesi molto convincente sia per la sua semplicità sia per i riti che nella Settimana Santa venivano organizzati in questa chiesa proprio davanti a una statua miracolosa del Cristo morto là custodita.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia