Sla, la spiaggia accessibile dello Scaletto Senza Scalini tiene a battesimo la “Casa di Silvia”

Mar 25, 2026 - 08:30
 0
Sla, la spiaggia accessibile dello Scaletto Senza Scalini tiene a battesimo la “Casa di Silvia”

Nel primo giorno di primavera, sabato 21 marzo sulla spiaggia di Savona che Silvia amava è stato posato il primo mattone de La Casa di Silvia. Non un gesto simbolico, ma una scelta concreta: trasformare una casa che rischiava di essere perduta in un luogo restituito alla comunità.

«Non è un caso che tutto questo sia accaduto nel primo giorno di primavera. Perché questa storia parla esattamente di questo: rinascita». Sono queste le parole con cui Alberto Fontana, delegato del Consiglio direttivo nazionale di Aisla e promotore dell’iniziativa, ha richiamato il senso del progetto, chiarendone anche la funzione concreta: la Casa di Silvia sarà messa a disposizione delle persone con Sla e delle loro famiglie come luogo accessibile e attrezzato, dove poter trascorrere periodi di vita al mare, durante tutto l’anno.

La Casa di Silvia: un bene per tutti

«Non è solo una casa. È una scelta precisa: rendere possibile ciò che troppo spesso non lo è», conclude Fontana. «Restituire tempo, spazio e normalità alle persone e alle famiglie. Aisla si assume questa responsabilità insieme alla famiglia Codispoti, ai volontari, alle istituzioni e a tutti coloro che hanno riconosciuto in questa storia un bene che riguarda tutti».

La delegazione Aisla in occasione della posa del primo mattone

Anche il luogo scelto per l’evento non è stato scelto a caso. La cerimonia si è svolta sulla spiaggia pubblica dello Scaletto Senza Scalini, luogo simbolo di accessibilità e inclusione della città di Savona.
«Diciotto anni fa è iniziato tutto da qui, da uno scaletto semplice. Poi abbiamo capito che non bastava togliere gli scalini fisici: bisognava togliere quelli mentali. È così che questo spazio è diventato un luogo per tutti», racconta Ugo Capello della cooperativa Scaletto senza scalini: «Oggi questa casa è un sogno che si realizza e un valore per tutta la città».

A confermarlo Riccardo Viaggi, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Savona, che ha espresso piena disponibilità e ostegno al progetto. «Quella di Aisla diventa anche una responsabilità pubblica e costruzione di valore condiviso. La Casa di Silvia è esattamente questo: una risposta concreta che nasce da una storia e diventa patrimonio di tutti».

La Casa di Silvia prende forma anche così: per stratificazione di gesti, per responsabilità condivise, per fiducia.

La casa disponibile dalla prossima estate

A breve inizieranno i lavori di ristrutturazione dell’immobile, di circa 80 metri quadrati, per renderlo pienamente operativo e metterlo a disposizione delle persone con Sla e delle loro famiglie a partire dalla prossima stagione estiva.

Occorreranno nuove risorse, ma un primo tratto di strada è già stato costruito insieme: l’acquisto dell’immobile è stato possibile grazie al contributo delle Sezioni territoriali Aisla – da Savona-Imperia a Brescia, da Asti alla Calabria, da Como al Friuli-Venezia Giulia, da Genova a Varese – e al sostegno di una rete di amici e donatori che hanno scelto di esserci. Tra questi, la Fondazione Vialli e Mauro, la Fiascolata di Dego e la Cooperativa Spazio Aperto.

Da sx Pino Codispoti, e Fulvia Massimelli , presidente nazionale Aisla in occasione del rogito

La posa del primo mattone è avvenuta in una cerimonia semplice, essenziale. Non un rito, ma un passaggio. Un inizio. A segnare questo momento, una lastra di ardesia ligure, incisa con parole che non chiedono spiegazioni: “Qui nasce la casa di Silvia. Un luogo di accoglienza e libertà. 21 marzo 2026. La vita è bellissima.” A realizzarla è stata Fazzari Marmi.

Un contributo arrivato in silenzio, senza richiesta, senza esposizione, che Aisla ha scelto di rendere noto: Franco Cavuto, titolare, dopo aver verificato tempi e fattibilità, ha deciso di includere questo lavoro tra le donazioni a sostegno del progetto. Un gesto riservato, che restituisce il senso più autentico di ciò che è accaduto: una comunità che si muove, che partecipa, che aggiunge, ciascuno per la propria parte. E forse è proprio qui il punto. Non nella cerimonia, ma in ciò che ha reso possibile quel momento. Perché questa casa, ancora prima di essere costruita, è già abitata.

Abbracci, a sinistra Pino Codispoti, papà di Silvia

«Se questa casa oggi esiste, è perché Silvia ci ha insegnato a non arrenderci mai. Per vent’anni abbiamo vissuto ogni giorno insieme, dentro la malattia, ma senza lasciare che fosse lei a definire tutto. Questa casa non è un ricordo. È il modo che abbiamo trovato per continuare a prenderci cura, anche adesso. Se potrà essere utile anche solo a una persona, allora tutto questo avrà senso. Perché la vita, come ricordava sempre Silvia, nonostante tutto resta una cosa bellissima. E trova sempre il modo di ricominciare», a dirlo Pino Codispoti, papà di Silvia.

Nell’immagine in apertura da sx. Micarelli (Dg Aisla), Pino Codispoti (papà di Silvia), Zanoni (Affari Gen. Aisla), Anceschi (Raccolta Fondi Aisla) – tutte le immagini sono da ufficio stampa

L'articolo Sla, la spiaggia accessibile dello Scaletto Senza Scalini tiene a battesimo la “Casa di Silvia” proviene da Vita.it.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Redazione Eventi e News