Meglio lamentarsi che battersi
Sembra non esserci nulla che possa fermare la determinazione del centrosinistra europeo (intendo, in sostanza: liberali, verdi e socialisti) a rendere possibile e sostenere una solida e stabile maggioranza del Partito popolare con le destre e l’estrema destra del Parlamento europeo.
Tra pochi mesi si torna a votare per l’elezione del presidente del Parlamento europeo, e il centrosinistra ha già da tempo ceduto: sarà ancora la popolare Roberta Metsola, figura di contenuta statura politica, che si farà così tre mandati, un unicum, in un sistema che, non a caso, prevede invece un mandato che dura solo la metà di una legislatura, per evitare egemonie, per favorire il cambiamento e le coalizioni.
Il centrosinistra ha accettato, per non disturbare le manovre di vero sottopotere che sta conducendo, per vicepresidenze (che agiscono in rappresentanza del presidente, non hanno una “dimensione propria”) qualche presidenza di Commissione, qualche segretario, qualche dirigente del Parlamento. Ma non i ruoli chiave, quelli restano saldamente nelle mani del PPE, dal Segretario Generale in giù.
Così come con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, la “maggioranza di opposizione” preferisce fare la vittima, lanciare grandi anatemi a chi cancella le politiche sul clima (che, guarda caso, sarebbero state anche molto utili da quando c’è quel presidente USA tanto amato dalle destre, che però sta tagliando le fonti energetiche agli europei) a chi non tutela i diritti umani, a chi non protegge la stampa. Dal centrosinistra si levano continuamente parole fierissime, contro gli atti di una maggioranza opposta, tenuta però in piedi proprio da un centrosinistra che non ha il coraggio di mettere il PPE di fronte alla necessità di realizzare un’alleanza pubblica e formale con la destra estrema. Però, così, i popolari permettono di mantenere la presidenza del Consiglio Europeo al socialista Antonio Costa.
Non importa se tutte le politiche sostenute dal centrosinistra sono regolarmente cancellate dal presidente del PPE, Manfred Weber, nelle sue alleanze, non importa se l’influenza vera (non in focose dichiarazioni o mozioni non legislative) è prossima allo zero: sempre meglio avere incarichi, anche se non si conta nulla.
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