Teejana Beenessreesingh lascia la poltrona di CEO di DoDo
Teejana Beenessreesingh ha lasciato la guida di DoDo dopo meno un anno dalla nomina. La sua uscita si inserisce nel processo di riorganizzazione interna di Kering nel segmento jewellery.
Secondo quanto riportato da Business of Fashion, lo step down della CEO è stato confermato direttamente dal colosso del lusso francese e si inserisce in un più ampio riassetto strategico che sta interessando l’intero perimetro della gioielleria. In una nota ufficiale, Kering ha precisato che “Teejana ha lasciato il gruppo a seguito di una razionalizzazione dell’organizzazione, senza più un ruolo dedicato di CEO in DoDo”, aggiungendo che “questa decisione non è in alcun modo legata alle performance del brand”.
Il cambiamento arriva in un momento chiave per il gruppo, con il CEO Luca de Meo impegnato a definire la propria visione strategica, che sarà illustrata agli investitori in occasione del capital markets day previsto a Firenze nelle prossime settimane. Come ricostruito da BoF e come già anticipato, la revisione organizzativa coinvolge in modo particolare il comparto jewellery, considerato una leva di crescita in una fase complessa per il settore del lusso.
Nello specifico, in questo contesto, Kering ha infatti recentemente istituito una divisione dedicata, Kering Jewelry, che riunisce sotto un’unica insegna le maison di gioielleria Boucheron, Pomellato, DoDo e Qeelin, oltre al fornitore Raselli Franco acquisito di recente. La nuova struttura è guidata dal chief operating officer Jean-Marc Duplaix, con i CEO dei singoli brand che riportano direttamente a lui. L’obiettivo è “mettere in comune le risorse, rafforzando al contempo l’allineamento strategico e il controllo operativo”, in linea con la volontà del gruppo di accelerare lo sviluppo in una delle categorie più resilienti del lusso.
Nel nuovo assetto, la posizione di CEO di DoDo non sarà oltretutto sostituita: le responsabilità verranno integrate sotto la guida di Sabina Belli, CEO di Pomellato. Una scelta che riflette un modello sempre più centralizzato, orientato a generare sinergie e maggiore efficienza tra i marchi della divisione.
Secondo quanto ricostruisce il magazine britannico, Beenessreesingh – entrata in DoDo nel giugno dello scorso anno dopo quasi cinque anni in Bottega Veneta, dove ricopriva il ruolo di chief of staff – era stata chiamata per rafforzare l’appeal e l’espansione internazionale del brand. Tuttavia, con il cambio di assetto manageriale e l’uscita di Francesca Bellettini dal ruolo di deputy CEO per assumere la guida di Gucci, sarebbero emerse divergenze sulle priorità strategiche con il nuovo riporto diretto, secondo fonti vicine al dossier.
Fondata in Italia negli anni Novanta, DoDo rappresenta il marchio più accessibile del portafoglio jewellery del gruppo, con un posizionamento orientato a un pubblico più giovane e prezzi significativamente inferiori rispetto a Pomellato e Boucheron. Proprio per questo il brand è considerato strategico come punto di ingresso nell’ecosistema Kering per le nuove generazioni di clienti.
I dati più recenti evidenziano inoltre come la divisione ‘Other Houses’, che include i brand jewellery, abbia registrato un calo del 6% a 2,9 miliardi di euro, pur a fronte di una crescita definita “dinamica” per il comparto gioielli e di un’accelerazione specifica per DoDo.
Come evidenziato dalla testata britannica, i movimenti ai vertici – incluso quello di DoDo – rappresentano segnali di un riassetto più ampio, con la gioielleria destinata a giocare un ruolo sempre più centrale nella strategia futura del gruppo, anche come leva per ridurre la volatilità del business moda.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




