Alzheimer, nuovo test fai-da-te con puntura del dito: diagnosi più semplice e veloce

Un nuovo test del sangue con puntura del dito potrebbe rivoluzionare la diagnosi dell’Alzheimer. Lo studio mostra un’accuratezza dell’86%.

Gen 22, 2026 - 19:40
Gen 22, 2026 - 19:55
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Alzheimer, nuovo test fai-da-te con puntura del dito: diagnosi più semplice e veloce

Alzheimer, svolta nella diagnosi: un test fai-da-te con una semplice puntura del dito accelera l’individuazione della malattia

Una nuova ricerca scientifica apre la strada a una possibile rivoluzione nella diagnosi precoce del morbo di Alzheimer. Un semplice test del sangue effettuabile a casa, tramite una puntura sul dito, potrebbe in futuro permettere di individuare i primi segnali della malattia in modo più rapido, accessibile e meno invasivo rispetto agli esami attualmente in uso.

Lo studio, condotto da ricercatori dell’Università di Exeter nel Regno Unito e dell’Università di Göteborg in Svezia, suggerisce che questo metodo sperimentale raggiunge un’accuratezza dell’86%, un risultato paragonabile a quello di esami clinici tradizionali.

Una risposta a un problema di diagnosi ancora diffuso

Nel Regno Unito, oltre un terzo delle persone affette da demenza non riceve una diagnosi formale, spesso a causa della complessità dei test, dei lunghi tempi di attesa e della difficoltà di accesso alle strutture specializzate. Attualmente, il cosiddetto gold standard per la diagnosi dell’Alzheimer prevede l’analisi del liquido cerebrospinale, un esame invasivo che richiede visite ospedaliere e personale altamente specializzato.

Il nuovo test potrebbe rappresentare una valida alternativa, riducendo le barriere all’accesso e facilitando l’individuazione precoce della malattia.

Come funziona il test del sangue con puntura del dito

Il metodo sperimentale si basa su gocce di sangue prelevate dal polpastrello, lasciate essiccare su una speciale carta e successivamente analizzate in laboratorio. I ricercatori hanno misurato i livelli di una proteina chiamata tau, considerata uno dei principali responsabili dei danni cerebrali associati all’Alzheimer.

Nel corso dello studio, il test è stato valutato su 337 partecipanti, dimostrando la capacità di distinguere con buona precisione persone sane, soggetti con lieve deterioramento cognitivo e pazienti affetti dal morbo di Alzheimer.

Risultati promettenti pubblicati su Nature Medicine

I dati della ricerca sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Medicine. Secondo il dottor Nicholas Ashton, autore principale dello studio, il vantaggio principale di questo approccio risiede nella sua semplicità operativa.

«Uno dei limiti delle analisi del sangue tradizionali – ha spiegato Ashton – è la necessità di protocolli rigidi, una gestione complessa dei campioni e la spedizione verso centri specializzati. Un test fai-da-te potrebbe superare molti di questi ostacoli».

Verso una diagnosi più accessibile e precoce

Sebbene il test non sia ancora disponibile per l’uso clinico su larga scala, i ricercatori ritengono che questa tecnologia possa in futuro accelerare la diagnosi, favorire interventi tempestivi e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Un approccio simile è già ampiamente utilizzato da chi soffre di diabete per il monitoraggio della glicemia. Applicarlo all’Alzheimer potrebbe segnare un cambio di paradigma nella prevenzione e nella gestione delle malattie neurodegenerative.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia