«Tre giorni con San Francesco», l’omaggio al Poverello richiama ed emoziona

Mar 31, 2026 - 07:00
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«Tre giorni con San Francesco», l’omaggio al Poverello richiama ed emoziona
Tre giorni francescana ErbaLa festa finale in piazza

Un’ampia partecipazione popolare ha sancito l’ottimo esito della «Tre Giorni con San Francesco», svoltasi a Erba dal 27 al 29 marzo, su iniziativa delle Parrocchie cittadine – Santa Maria Nascente, Santa Maria Maddalena, Santa Marta e San Maurizio, che fanno capo alla Comunità pastorale Sant’Eufemia e alle quali si sono affiancate Santi Pietro e Paolo (Arcellasco), San Cassiano (Buccinigo) e Santa Maria Assunta (Casiglio) – e del Centro Missioni Estere dei Cappuccini (uno degli Ordini che costituiscono la Famiglia francescana) di piazzale Cimitero Maggiore 5 a Milano. La manifestazione è stata patrocinata dal Comune di Erba.

Gli 800 anni dalla morte del Santo patrono d’Italia sono stati celebrati da eventi che hanno messo in primo piano, di volta in volta, la preghiera, la solidarietà e la missione, la cultura e l’animazione.

Tre giorni francescana Erba
La partenza della Via Matris

Con Maria e Francesco

Nella serata del 27 marzo, malgrado la temperatura rigida, numerosi fedeli hanno preso parte alla Via Matris, il percorso a piedi dal Camposanto di Crevenna all’Eremo San Salvatore. Un appuntamento tradizionale, caratterizzato dalla meditazione itinerante sui dolori della Madonna, al cui cuore di Madre è stato affidato «il dolore di tutti coloro che soffrono a causa dell’odio e delle ingiustizie e tutti coloro che non sono in pace con se stessi, con gli altri, con il creato e con Dio, facendoci vicini ai popoli che stanno soffrendo per le guerre», come è stato detto nell’introduzione.

L’altra figura di riferimento lungo il cammino è stato lo stesso Francesco, «autentico interprete e testimone della misericordia di Dio verso gli uomini e le donne da lui incontrate». Del Santo si è sottolineata la volontà di «andare incontro all’altro, al diverso, al lontano, all’inaspettato»; la presenza accanto a noi «ogni volta che scegliamo la pace invece della guerra, l’accoglienza invece dello scarto, la preghiera invece del rumore»; la capacità di riconoscere «in ogni creatura un riflesso della Vita immortale», così che «Dio, l’umanità e la natura formano un’unica, profonda armonia».

I testi delle meditazioni sono stati attinti dall’archivio di Antoniano.it e da analoghi riti celebrati nelle diocesi di Conversano-Monopoli e Novara, con uno spazio dedicato al Magnificat di Alda Merini. Nella riflessione finale fra Giovanni Cropelli, direttore del Centro Missioni Estere dei Cappuccini, ha espresso gratitudine per avere vissuto questa esperienza all’Eremo (luogo “storicamente” francescano) e per avere rivisto, dopo tanti anni, don Ettore Dubini (vicario parrocchiale di Crevenna e ideatore della “Tre Giorni”), «con il quale mi sento profondamente in sintonia nella spiritualità francescana». Al cospetto della croce che ha guidato la processione, fra Cropelli ha ricordato che «Gesù ci ha chiesto di stare dietro a lui e di seguirlo, e quindi, come lui, di andare incontro agli altri, accoglierli, ascoltarli, rispettarli». Di San Francesco ha ricordato l’esempio di servizio: «Ha voluto che ci chiamassimo Frati minori, quelli che vengono per ultimi, dietro a tutti. All’inizio e alla fine della sua parabola si è spogliato completamente, rinunciando a tutto ciò che poteva dare luce alla sua persona. Una lezione per il nostro tempo, in cui invece è proprio l’esaltazione del proprio io a provocare divisioni, lacerazioni e conflitti».

Tre giorni francescana Erba
Musica a «Pane in Piazza»

Pane sold-out

Sabato 28 marzo grande richiamo ha avuto l’evento centrale dell’iniziativa, «Pane in Piazza», la kermesse che dalla storica sede di Piazza Duomo a Milano si è trasferita per una volta nel cuore della Brianza, in piazza Vittorio Veneto, dentro e fuori il porticato del mercato cittadino.

Grazie all’impegno dei fornai del territorio e al servizio dei Cappuccini e dei loro volontari, focacce, pizze, pane dolce e salato, biscotti e altri prodotti confezionati sono stati messi a disposizione della popolazione, che ha potuto ritirarli con un’offerta libera destinata a un progetto missionario: costruire un panificio e una scuola di panificazione nella missione cappuccina di Bambui (Camerun), per dare lavoro ai giovani e cibo ai più poveri ed emarginati, in particolare ai detenuti minorenni del carcere di Bamenda, reclusi in condizioni disumane. La proposta ha riscosso molto interesse, al punto che i prodotti, sfornati più volte nell’arco della giornata, sono andati esauriti circa un paio d’ore prima del previsto orario di conclusione (si potrà comunque continuare a contribuire sul sito www.missioni.org – pagina «Dona ora», causale «Un panificio per Bambui»).

Ai presenti i Cappuccini hanno distribuito pubblicazioni e materiale informativo e promozionale relativo ai loro progetti missionari. La giornata è stata inoltre allietata dalla musica e dalle canzoni intonate dallo stesso fra Cropelli e da un suo confratello. Era presente anche Cesare Marinoni, della rinomata famiglia di panificatori milanesi che da sempre affianca i Cappuccini nell’organizzazione di «Pane in Piazza».

Tre giorni francescana Erba
Un momento della serata musicale

Arte e spiritualità

Sempre sabato, in serata, la chiesa di Santa Maria Nascente ha ospitato «San Francesco, il poeta», evento che, tra poesia, musica e spiritualità, ha messo in risalto lo spessore artistico e culturale del Santo, considerato uno dei fondatori della lingua italiana per il suo Cantico delle Creature, primo componimento poetico scritto in volgare, anziché in latino.

In una armoniosa alternanza tra suoni, parole narrate e parole cantate, Franco Fiolini (clarinetto e sax), Ivana Milanja (chitarra e voce), Pierpaolo Vigolini (tastiere e voce) e l’attore Gabriele Dragoni hanno evocato la parabola di Francesco: nato da famiglia agiata, legato alla cultura occitana per l’influenza della madre di origine provenzale, cultore della letteratura dei trovatori, dopo la sua conversione di vita ha trovato la sua vera vocazione di «giullare di Dio», innamorato di «Madonna Povertà» e libero di servire. Tra brani che hanno spaziato nella musica d’autore – da Morricone a Gershwin – e in composizioni originali del duo Fiolini-Vigolini, il racconto ha attinto ai testi del Santo, dalle Laudi alle Esortazioni, fino a una suggestiva interpretazione del Cantico.

La performance è stata accolta e salutata da intensi e convinti applausi del pubblico presente, che hanno indotto i protagonisti a un bis. «Quattro artisti, qualche strumento… Ci vuole poco, e al tempo stesso ci vuole tanto per creare una serata così ricca di arte e spiritualità», il commento finale di monsignor Angelo Pirovano, responsabile della Comunità pastorale Sant’Eufemia.

Tre giorni francescana Erba
La partenza della Processione con le Palme

Le Palme e la pace

«Grazie per queste belle giornate di incontro, condivisione, testimonianza e sostegno ai nostri progetti. Pregate per noi, perché siamo sempre fedeli a San Francesco, e quindi a Cristo». Così, nella Messa per la Domenica delle Palme nella chiesa di Santa Maria Maddalena a Crevenna, fra Cropelli ha concluso la sua omelia, aperta dall’augurio francescano di pace («ne abbiamo bisogno, in tutto il mondo come nelle nostre famiglie»).

Terminata la celebrazione, il cappuccino ha indossato i panni di Gesù ed è salito in groppa a Nuvola, l’asino messo a disposizione da Franco Pina per la pittoresca rievocazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Dal sagrato di Santa Maria Maddalena, al seguito di “Gesù” e di alcuni “discepoli” (impersonati da volontari del gruppo teatrale di Crevenna), si è mosso un folto corteo di parrocchiani che, agitando gli ulivi benedetti, ha raggiunto la Piazza prepositurale, per riunirsi ai fedeli a loro volta reduci dalla Messa in Santa Maria Nascente e a quelli provenienti da altre parrocchie. Qui la manifestazione si è conclusa tra canti, sventolio degli ulivi e un’ultima riflessione di fra Giovanni: «Vi propongo uno slogan: felicità è scendere. Cioè abbassarsi, farsi piccoli e umili, e mettersi al servizio».

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