Uefa, proposta dei club medio piccoli per ridistribuire i soldi: riduzione shock per le italiane in Champions

Mar 14, 2026 - 11:30
 0
Uefa, proposta dei club medio piccoli per ridistribuire i soldi: riduzione shock per le italiane in Champions

La rivoluzione presentata dalla Union of European Clubs (UEC): ecco l'analisi del nuovo modello

La Union of European Clubs (UEC), associazione che rappresenta soprattutto club di piccole e medie dimensioni, ha presentato una proposta per riformare la distribuzione dei ricavi delle competizioni UEFA.

 

Attualmente circa il 74% delle risorse complessive viene destinato ai club che partecipano alla Champions League, mentre il 17% va all’Europa League e solo il 9% alla Conference League.

 

Secondo la UEC questo sistema favorisce fortemente i club che si qualificano con continuità alle coppe europee, consentendo loro di accumulare ricavi nettamente superiori rispetto agli altri. Il risultato, sostiene l’associazione, è un crescente squilibrio economico nei campionati nazionali, che rende meno competitive sia la corsa al titolo sia la lotta per la qualificazione alle coppe.

 

 

 

L'IDEA: PIU' EQUILIBRIO FRA LE TRE COPPE EUROPEE

La proposta della UEC, nell'analisi dettagliata di Calcio e Finanza, che qui riportiamo, mira a riequilibrare il sistema mantenendo una quota legata ai risultati sportivi, ma redistribuendo in modo diverso le risorse non direttamente collegate alle prestazioni.

 

Uno dei punti centrali è l’eliminazione del cosiddetto “value pillar”, il meccanismo che assegna premi sulla base del valore dei mercati televisivi e dei ranking storici dei club.

 

Secondo il nuovo modello:

 

il 62,5% dei ricavi sarebbe destinato alla partecipazione alle competizioni;

 

il 37,5% verrebbe distribuito in base ai risultati sportivi.

 

Cambierebbe anche la suddivisione tra le tre competizioni UEFA:

 

50% alla Champions League

 

30% all’Europa League

 

20% alla Conference League

 

Partendo da un montepremi complessivo superiore a 3,5 miliardi di euro, la simulazione indica questa nuova ripartizione:

 

Champions League: 1,763 miliardi (oggi circa 2,467 miliardi)

 

Europa League: 1,058 miliardi (oggi 565 milioni)

 

Conference League: 705 milioni (oggi 285 milioni)

 

Il nuovo meccanismo di redistribuzione nazionale.

Un’altra novità rilevante riguarda la distribuzione della quota legata alla partecipazione.

 

Secondo il modello proposto, queste risorse non andrebbero direttamente ai club qualificati alle coppe europee, ma verrebbero trasferite alle leghe nazionali, che avrebbero il compito di ridistribuirle tra tutte le società del campionato.

 

Nel caso dell’Italia, prendendo come riferimento i premi della stagione 2024/25, la quota di partecipazione ammonterebbe a circa 202 milioni di euro:

 

85% destinato ai club di Serie A

 

15% ai club di Serie B

 

L’obiettivo è ridurre le distorsioni economiche tra squadre che partecipano alle coppe e quelle che restano fuori.

 

 

 

L'IMPATTO SUI CLUB ITALIANI

La simulazione basata sui risultati della stagione 2024/25 mostra come il nuovo sistema ridurrebbe drasticamente il divario tra i club che incassano di più e quelli che incassano meno dalle competizioni UEFA.

 

Tuttavia gli effetti sarebbero molto diversi da squadra a squadra.

 

Tra i club partecipanti alle coppe europee, le perdite più consistenti riguarderebbero:

 

Inter: circa -68 milioni di euro

 

Juventus: circa -47 milioni

 

Atalanta: circa -43 milioni

A beneficiare maggiormente del nuovo sistema sarebbe stata invece la Fiorentina, con oltre 12 milioni di euro aggiuntivi.

 

Ancora più significativo il guadagno per i club di Serie A che non partecipano alle coppe: i loro ricavi passerebbero dagli attuali 800 mila euro di solidarietà UEFA a circa 8,6 milioni di euro ciascuno.

 

 

LE MOTIVAZIONI

Secondo la UEC, il calcio europeo sta affrontando un problema strutturale di equilibrio competitivo. Mentre i ricavi UEFA crescono, quelli dei diritti televisivi nazionali tendono a diminuire, ampliando ulteriormente il divario tra club ricchi e club minori.

 

Per l’associazione, intervenire sui ricavi delle competizioni europee è l’unico modo realistico per riequilibrare il sistema, anche se ciò implica sottrarre una parte delle risorse ai club più grandi.

 

La proposta è stata presentata alla UEFA, alle European Leagues e alla Commissione europea con l’obiettivo di aprire un dibattito sul ciclo di diritti televisivi 2027-2031.

 

Secondo la UEC, senza interventi il rischio è che i grandi club continuino ad allontanarsi economicamente dal resto del sistema calcistico europeo. Anche rallentare questa dinamica, conclude l’associazione, rappresenterebbe già un primo passo verso una maggiore sostenibilità del calcio europeo.

 

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Redazione Eventi e News