Vicariato, il dialogo interreligioso come vocazione

Maggio 2, 2026 - 00:30
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Vicariato, il dialogo interreligioso come vocazione

Cristiani e musulmani in dialogo. La Grande Moschea di Roma, giovedì 7 maggio, alle ore 17, ospiterà l’incontro “Cristiani e musulmani in dialogo alla Grande Moschea”, appuntamento organizzato dal Centro Islamico Culturale d’Italia e dalla diocesi di Roma. Nel corso dell’evento saranno presentate le “Schede per conoscere l’Islam”, promosse dalla Conferenza episcopale italiana e dal Pisai e redatte congiuntamente da una commissione mista cristiana e musulmana. Un’inizitativa nel solco della visita compiuta dal vicario papale per la diocesi di Roma, il cardinale Baldo Reina che poco più di un anno fa – era il 10 gennaio 2025 – visitò la Grande Moschea e assistette brevemente alla preghiera. In seguito il cardinale vicario Baldo Reina incontrò tutti i responsabili, gli imam, le rappresentanze. Come allora, anche oggi un incontro fraterno deve allargare lo spazio della pace, in un mondo che brucia di conflitti, tensioni e violenze. Le  parole e i gesti, infatti, costruiscono una cultura di pace che diviene linguaggio, attitudine, fraterna, per sminare il terreno dalla violenza in un tempo dominato dalla forza e dall’arroganza.

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Foto di Noah Holm su Unsplash

Dialogo

Il 10 gennaio il cardinale vicario della diocesi di Roma, Baldo Reina, rispondendo all’invito a suo tempo rivoltogli, si è recato in visita di cortesia alla Grande Moschea di Roma, accolto dall’imam Nader Akkad, consigliere per gli affari religiosi e fatwa, insieme al segretario generale del Centro Islamico Culturale d’Italia, dottor Abdellah Redouane. Al cardinale, davanti al popolo radunato per la preghiera del venerdì, l’imam Refaey Issa ha riservato un caloroso benvenuto, ricordando la fraternità che lega musulmani e cattolici, ringraziando per questo gesto di pace. Successivamente, in un incontro separato con circa trenta fedeli – a rappresentare le loro varie nazionalità e condizioni di vita -, si è aperto un dialogo cordiale a più voci nel corso del quale il bisogno religioso, il valore del culto e di luoghi di aggregazione, la fatica del lavoro e le aspettative delle nuove generazioni, la fragilità e il riferimento che le comunità di fede rappresentano, sono stati alcuni fra i temi toccati, così come il comune contributo alla costruzione di una città accogliente e vivibile per tutti. Il cardinale ha sottolineato l’offerta di speranza che, in questo anno giubilare per i cattolici, si intende vivere e comunicare a ciascuno. L’enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti” e il Documento sulla Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune sono stati la cornice richiamata dal cardinale, dal dottor Redouane e dagli imam, “nella convinzione che in questo spirito possano progredire stima, conoscenza a conferma della amicizia e collaborazione cresciute negli anni sul terreno della vita della città e della ricerca del bene comune, a partire dai più fragili”, sottolinea ancora la diocesi di Roma, aggiungendo che “il riferimento a Papa Francesco è emerso più volte con gratitudine per la sua opera di pace. Allo stesso tempo, si è detto come le rispettive risorse spirituali e di fede possano offrire nelle, loro differenze, una prospettiva per l’intera città di Roma”.

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