Il dibattito che ha visto come tema centrale il
nuovo limite dei 30 km/h dal 15 gennaio nella
ZTL del centro storico di Roma non si è fermato alle sole chiacchiere al bar: è diventato molto rapidamente
un caso politico e anche giuridico.Ad opporsi al provvedimento del Campidoglio ci hanno pensato
associazioni, comitati e rappresentanti di spicco del mondo del lavoro, presentando al Consiglio di Stato un
ricorso ufficiale.La
"voce grossa" nel coro è stata fatta dall'associazione
"Le Partite Iva" e dal
"Comitato Tutela Parcheggi e Mobilità nel Lazio" che, affiancati da tassisti e cittadini hanno chiesto di
bloccare l'istituzione della cosiddetta "Zona 30".Un ostacolo ai lavoratori
La linea difensiva dei ricorrenti si richiama a quanto già accaduto a Bologna, dove provvedimenti analoghi hanno dato vita ad un
contenzioso legale. Precedente che, secondo le associazioni coinvolte, testimonierebbe come questo tipo di interventi possano
risultare vulnerabili se non accompagnati da adeguate valutazioni tecniche.Nel ricorso si parla di una scelta che rischierebbe di orientare la gestione della mobilità urbana verso un'
impostazione ritenuta eccessivamente ideologica della città. Chiaramente al centro della
"polemica" ci sono le ripercussioni nel quotidiano per chi lavora nel centro storico. Per questi soggetti infatti, la
"Zona 30" ostacolerebbe in modo significativo il lavoro di
tassisti, corrieri e
operatori economici, allungando i tempi di lavoro e i costi.

Assume un ruolo centrale anche la
difficoltà di accessibilità al centro. Secondo il ricorso, la combinazione di limiti di velocità e ZTL rischia di rendere sempre più difficile l'accesso al cuore cittadino. Figura poi il
tema della vivibilità: per coloro che sostengono il ricorso, questo provvedimento rischia di
accentuare i rallentamenti, già importanti, nel cuore di Roma.
LA DIFESA DEL COMUNE
La risposta del Campidoglio
non ha tardato ad arrivare e si è mostrata molto netta. La
"Zona 30" viene infatti valutata come una scelta di sicurezza stradale e di tutela degli spazi urbani maggiormente frequentati. Il Comune sottolinea che la misura
non rappresenta un cambiamento così drastico: circa la metà delle strade del centro storico era già soggetta al limite di 30 km/h, ora semplicemente applicato in modo uniforme a tutta l'area.

Alla luce delle polemiche emerse in altre città italiane, l'amministrazione capitolina ha inoltre accompagnato il provvedimento con
ulteriori pareri tecnici e giuridici, con l'obiettivo di prevenire possibili contestazioni sul piano formale.