Al Centro Teatrale Bresciano in scena Stand up for Giuda con Ettore Bassi

Mar 19, 2026 - 22:30
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Al Centro Teatrale Bresciano in scena Stand up for Giuda con Ettore Bassi

Giuda Iscariota, il traditore, ci racconta la sua versione dei fatti. Nonostante la sua fine, non ha perso la speranza e, sul palcoscenico, compie un gesto di ribellione verso la coscienza collettiva che l’ha voluto elevare a paradigma del malvagio. Ettore Bassi è il bravissimo interprete di questo assolo scritto e diretto da Leonardo Petrillo.

Il Centro Teatrale Bresciano prosegue il cartellone della sua cinquantaduesima Stagione intitolata L’equilibrio degli opposti con lo spettacolo Stand up for Giuda sarà in scena al Teatro Mina Mezzadri di Brescia (Contrada Santa Chiara, 50/A) dal 25 al 29 marzo 2026, tutti i giorni alle ore 20.30, la domenica alle ore 15.30.

Lo spettacolo è scritto e diretto da Leonardo Petrillo, con protagonista Ettore Bassi. Le scene sono di Gianluca Amodio, i costumi di Officine Farani, le musiche di Carlo Covelli e Carlo Zannetti, l’aiuto regia, fonica, luci di Daniele Coscarella, gli effetti magia di Alessandro Mancini, il trucco e parrucco di Studio 13 per una produzione Teatro Biondo Palermo in collaborazione con Saba produzione S.r.l.

Stand up for Giuda è realizzato grazie al sostegno di Ministero della Cultura, Gruppo A2A, Fondazione ASM, Gruppo BCC Agrobresciano, ABP Nocivelli.

“Nell’immaginario collettivo, Giuda Iscariota è l’archetipo del traditore. Studiandone la storia e cogliendone il profondo simbolismo, scopriamo che ha molto da dirci”. Da queste riflessioni prende le mosse questo spettacolo in cui Leonardo Petrillo, autore e regista, ricostruisce i

passaggi fondamentali della vita di Giuda: dall’incontro con Gesù – folle visionario verso il quale nutriva molti dubbi – sino al fatidico giorno in cui si compì il disegno divino. Un assolo emozionante dove il personaggio di Giuda è reso in scena da Ettore Bassi.

In sala, assistiamo alle rivendicazioni di Giuda: è la sua versione dei fatti su come è andata davvero. Se solo Gesù avesse spiegato il mistero della resurrezione senza ricorrere a incomprensibili metafore, lui e gli apostoli avrebbero compreso il significato di quella morte e non si sarebbero smarriti.

Con l’apparizione, poi, il mistero fu svelato agli altri, ma non a Giuda, che si era già tolto la vita, distrutto dal rimorso per il suo tradimento. Questo è lo spartiacque tra lui e gli altri, sostiene il protagonista.

Ascoltiamo la versione dei fatti che Giuda ci consegna: quella di un uomo che, sentendosi ingiustamente discriminato da secoli, si ribella alla “coscienza collettiva” che lo ha classificato come “il traditore”, monito per l’umanità. Giuda non ha però perso la speranza. È tornato a dirci che la sua condanna non è eterna; finirà quando, come ci ha insegnato Papa Francesco, “orgoglio, cupidigia e vanità, le radici del male, saranno estirpate e l’uomo non sarà più prigioniero del pregiudizio”.

credit foto Paola Panatta

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