Alla Fondazione Primoli, un nuovo ciclo pittorico dedicato al corpo femminile come geografia del reale

La donna è il paesaggio è nuova mostra pittorica di Paolo Flores d’Arcais. Sarà inaugurata il 20 aprile alle ore 18 presso gli spazi della Fondazione Primoli, in via Zanardelli 1 a Roma. Il progetto riunisce un ciclo di opere inedite concepite per questa sede e segna un passaggio ulteriore nel percorso artistico che il filosofo e politologo ha avviato pubblicamente nel 2018.
Allora, alla Spazio 46 di Genova, con la mostra Pittura Pittura! Femmine, pugili e anche un Papa, curata da Virginia Monteverde, Flores d’Arcais aveva portato alla luce una pratica coltivata a lungo in privato. Tele e carte rivelavano un laboratorio personale in cui il pensiero si traduceva in segno, tratto e colore. Il nuovo ciclo romano si muove nella stessa direzione ma viene declinato in modo diverso: la figura femminile, già centrale, non è più un soggetto isolato ma diventa un paesaggio.
Nelle opere esposte il desiderio prende forma, il piacere diventa vibrazione cromatica, l’atto pittorico si materializza in una cartografia dei sensi. La superficie delle tele è attraversata da rossi accesi, contrasti diretti, e da una gestualità che evita la sfumatura per puntare sull’impatto immediato dell’immagine.
Il processo creativo parte da schizzi preparatori a matita o inchiostro che vengono progressivamente decostruiti. Le forme si spezzano, si deformano, perdono i loro contorni riconoscibili per guadagnare, invece, tensione espressiva. In diverse opere la materia pittorica si stratifica fino a creare superfici dense, corpose, che amplificano la forza del segno. Dentro questa deformazione i corpi femminili restano il fulcro visivo, come fossero una ricerca personale sul mistero e sulla potenza evocativa del corpo. Tra le pieghe del colore emergono talvolta volti e figure riconoscibili, presenze che affiorano e subito si dissolvono. Se nella scrittura il suo lavoro si è concentrato su valori etici e razionali legati alla condizione umana, nella pittura emerge una dimensione più introspettiva, e legata a una percezione sensoriale.
Il titolo della mostra è una dichiarazione d’intenti.“La donna è il paesaggio”, un territorio in cui il pensiero si lascia attraversare dalla pittura e trova una forma che non passa per il discorso ma per l’immagine. In occasione dell’esposizione è pubblicato un catalogo con testi dello stesso Flores d’Arcais, di Fochessati e di Monteverde. Un ulteriore tassello di un percorso che continua a svilupparsi oltre i confini disciplinari che hanno reso noto il suo autore al pubblico del giornalismo.
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