Lunga vita ai rifiuti nucleari

Aprile 24, 2026 - 07:00
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Lunga vita ai rifiuti nucleari

Molte start-up si stanno concentrando su progetti di centrali nucleari che usino i rifiuti come carburante, per esempio TerraPower di Bill Gates, e lo stesso stanno facendo compagnie storiche come Hitachi e Westinghouse. Questi reattori aspettano gli investitori, mentre gli investitori aspettano i politici.

Come mai? Qualunque cosa riguardi il nucleare è ostacolata da regolamenti complessi, che si fanno ancor più complicati nel caso della gestione dei rifiuti. E chi si occupa di scrivere le regole non è preparato al riciclaggio. Attualmente viene consentito di riutilizzare una volta le barre di carburante in una centrale di riciclaggio, ma siamo ben lontani dal ciclo chiuso di un reattore autofertilizzante.

Se ci sta a cuore trovare una soluzione al problema dei rifiuti nucleari, se vogliamo produrre energia zero carbon, se non vogliamo danneggiare la natura, sarà necessario che i politici incoraggino lo sviluppo di reattori veloci autofertilizzanti, innescando un cambiamento nell’industria del nucleare.

La politica europea forse se ne sta accorgendo. I reattori veloci autofertilizzanti sono perfetti per un progetto di economia circolare, che usa poche materie prime e ricicla i rifiuti. “Il piano d’azione per l’energia circolare”, lanciato nel 2020, fa parte del Green Deal europeo, una serie di politiche volte a ridurre lo sfruttamento delle risorse naturali per ottenere la neutralità climatica entro il 2050.

Questi reattori possono supplire senza difficoltà alla produzione intermittente di energia eolica e solare, una combinazione che rende fattibili gli obiettivi climatici europei. Un piccolo passo importante sarebbe quello di rendere obbligatorio il riciclaggio dei rifiuti nucleari di un reattore veloce autofertilizzante.

Costruire nuovi reattori costerebbe molto. Per anni, però, il settore ha raccolto qualche centesimo da ogni bolletta della luce, mettendoli da parte per lo smaltimento finale dei rifiuti. Si verrebbe a creare un bel salvadanaio. Rinunciare o semplificare i piani per i depositi geologici libererebbe decine di miliardi di euro, per cominciare a dotare l’Europa di una serie di reattori veloci autofertilizzanti. Costruirli avrebbe un valore simbolico opposto a quello di Onkalo. Non l’emblema di una sepoltura ma di una rinascita.

Lunga vita ai rifiuti nucleari!

Senza dubbio, le generazioni future ripenseranno all’epoca odierna e si chiederanno che cosa diavolo stessimo facendo. Molti sono convinti che se la prenderanno con noi per tutti i rifiuti nucleari che gli abbiamo lasciato. Ma ne siamo proprio sicuri? Non è più probabile che ci rimproverino per tutti i rifiuti di altro tipo, dei quali si parla così di rado? Forse si chiederanno perché abbiamo lasciato loro in eredità il fardello del cambiamento climatico, quando era disponibile un’alternativa perfetta ai combustibili fossili.

E quando scopriranno che abbiamo seppellito nelle profondità della Terra carburante nucleare usato pochissimo probabilmente si chiederanno un’altra cosa ancora: ma perché hanno nascosto una preziosa fonte d’energia pulita?

Tratto da “Futuri radiosi” (Luiss University Press), di Marco Visscher, 25 euro, 288 pagine.

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Redazione Redazione Eventi e News