App Android che asciugano la batteria, ora Google Play le segnala

Mar 5, 2026 - 13:00
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App Android che asciugano la batteria, ora Google Play le segnala

A volte basta poco per migliorare nel concreto l’esperienza offerta agli utenti. È il caso della novità appena annunciata sul blog ufficiale dedicato agli sviluppatori Android: Google Play ha iniziato nei giorni scorsi a mostrare un avviso nelle schede delle app che consumano molta batteria con modalità che potrebbero passare inosservate, soprattutto a schermo spento. Un messaggio ben visibile in primo piano che mette le cose in chiaro. Nessuna limitazione al download, ma nei casi più gravi potrebbero essere imposte penalizzazioni in termini di indicizzazione sullo store.

Avviso per le app Android che consumano batteria

Questa app potrebbe usare più batteria di quanto previsto, a causa di un’attività elevata in background. L’alert torna utile a chi scarica, così da non trovarsi poi a dover fare i conti con brutte sorprese, e a chi sviluppa, come stimolo per ottimizzare l’impiego delle risorse. Come spesso accade si tratta di un rollout graduale, tutte le applicazioni interessate saranno accompagnate dall’avviso entro le prossime settimane.

L'avviso di Google Play sul consumo eccessivo della batteria da parte delle applicazioni Android

Qual è il metro di giudizio adottato da Google per stabilire se un’app consuma troppa batteria? È quello che fa riferimento all’Excessive Partial Wake Lock. Il Wake Lock è proprio quel meccanismo che impedisce allo smartphone di entrare in uno stato di risparmio energetico, su cui fanno leva le applicazioni per eseguire le operazioni in background. Si parla di Partial Wake Lock quando avviene senza riattivare lo schermo.

Se su 100 sessioni (utenti) più di 5 attivano il processore pur mantenendo il display spento e per più di 2 ore al giorno, l’app responsabile è etichettata come troppo esigente in termini di risorse e scatta l’avviso. Il consiglio rivolto da bigG agli sviluppatori è di optare per un Foreground Service, se possibile. Questo consente di mantenere l’app in memoria, ma senza impedire lo standby della CPU e dunque con un impatto minore sull’autonomia.

La durata della batteria è ancora oggi uno dei principali talloni d’Achille degli smartphone. Più che incrementare i megapixel delle fotocamere e spingere sull’integrazione dell’intelligenza artificiale, chi riuscirà ad aumentare l’autonomia senza obbligare ad accettare compromessi in termini di peso e design, avrà vinto. Lavorare sull’ottimizzazione software può essere una delle strade da percorrere.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia