Appalti pubblici, passa il parere di Gualtieri per sbloccare i cantieri e proteggere il lavoro in UE
Bruxelles – Più semplicità, meno burocrazia e appalti legati a doppio filo agli obiettivi sociali e climatici dell’Unione europea. È questo il cuore del parere approvato oggi a larga maggioranza dalla plenaria del Comitato europeo delle Regioni, che vede come relatore il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Un risultato che definisce “forte e chiaro” e che ha visto trionfare tutti i suoi emendamenti di compromesso, offrendo all’Europa una bussola per migliorare le regole del gioco.
“Sono molto soddisfatto perché questo voto dà anche un buon risultato al Codice italiano degli appalti”, ha spiegato il sindaco di Roma, sottolineando come “molte delle proposte approvate oggi traggono ispirazione proprio dalla recente revisione normativa italiana e dal Protocollo per il Giubileo 2025. Il messaggio politico è netto: “il prezzo più basso non può più essere l’unico criterio per assegnare un lavoro pubblico. Se per gli acquisti standardizzati può ancora avere un senso, nella stragrande maggioranza dei casi è la qualità a dover fare la differenza”.
Non si tratta di una questione tecnica per addetti ai lavori, ma di una partita economica colossale. Ogni anno, circa il 14 per cento del PIL dell’Unione Europea passa attraverso gli appalti pubblici, di cui il 45 per cento gestito da autorità locali e regionali: sono i sindaci e i governatori a costruire infrastrutture, garantire servizi essenziali e orientare le filiere produttive.
Il parere approvato oggi mette le città e le regioni al centro della futura revisione delle direttive europee prevista per il 2026. La proposta sposta l’accento dal cavillo burocratico al principio del risultato, premiando la tempestività e il valore reale per i cittadini. La ricetta di Gualtieri punta su una maggior digitalizzazione che serva da leva per l’efficienza e sulla riduzione dell’incertezza normativa. Il testo richiama inoltre una maggiore attenzione alla fase di esecuzione dei contratti e, soprattutto, una tutela dei lavoratori per contrastare il dumping salariale. Attraverso regole chiare sul subappalto, l’obiettivo è assicurare una concorrenza leale che non venga giocata sulla pelle di chi lavora, ma sulla capacità d’innovazione delle imprese.
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