Asia: borse ancora in calo a causa dell’escalation nel Golfo, sotto pressione anche le obbligazioni
Le borse asiatiche hanno accumulato ulteriori perdite stamattina, seguendo il ribasso di Wall Street, mentre il rischio di uno shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente spinge al rialzo i costi di finanziamento e penalizza le obbligazioni. In Giappone l-indice Nikkei 225 ha ceduto l’1,3 per cento (-0,9 per cento su base settimanale). In Corea del Sud il Kospi ha ceduto il 3 per cento, portando la flessione settimanale all’8,5 per cento. In Cina i principali titoli sono arretrati dell’1 per cento, mentre a Hong Kong l’indice Hang Seng Index ha registrato un calo dello 0,4 per cento.
Negli Stati Uniti l’indice composito Nasdaq ha perso il 2,4 per cento nella seduta precedente, entrando in fase di correzione rispetto ai massimi di ottobre. Sul fronte energetico, il petrolio Brent è calato dell’un per cento a 107,07 dollari al barile dopo un balzo di quasi il 6 per cento nella seduta precedente, dopo l’annuncio da parte di Trump di una proroga dello stop agli attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane.
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